Avete mai sentito quella famosa storia sui pesci rossi? Dicono che la soglia di attenzione dei pesci rossi sia di 9 secondi, un po’ bassina, non trovate? E se vi dicessimo che quella degli esseri umani è addirittura inferiore? Già, stiamo parlando di soli 8 secondi. Lo conferma una ricerca svolta da Microsoft nel 2015, annoverando tra le prime cause del calo dell’attenzione degli esseri umani l’aumento esponenziale dell’uso – abuso in certi casi – dello smartphone. A cosa serve allora il content marketing?

In un mondo iperconnesso la nostra attenzione è sempre più disconessa e riuscire a mantenerla viva sta diventando sempre più difficile. Trascorriamo più di 6 ore a navigare su Internet, di cui 2 ore inchiodati ai nostri smartphone, bombardati in continuazione da stimoli, immagini e parole. Molte di queste informazioni non le abbiamo nemmeno cercate, ma inspiegabilmente ci ritroviamo a leggere di argomenti assurdi, la maggior parte dei quali sono fake, e non sappiamo nemmeno il motivo.

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L’importanza dei contenuti per il marketing

Come è complicata la vita nel burrascoso mare del Web! Lo sanno bene anche le aziende, che hanno accettato, chi di buon grado, e chi ancora con dei dubbi, l’importanza fondamentale d’Internet e della presenza online da parte dei brand.

Se non riescono a trovarti su Internet, dove tutti cercano tutto, allora non esisti.
Ma non è solo questione di esserci, la cosa importante è raccontarsi, mantenere viva l’attenzione del proprio pubblico, attraverso contenuti impattanti, per crescere come attività e consolidare la propria identità.

Quando un brand che tratta servizi e prodotti che sono molto in voga sul mercato e ha una storia forte alle spalle da raccontare, è facile creare contenuti, è anche divertente, stimolante. Ma come fa un’azienda che tratta argomenti “noiosi” a sviluppare uno storytelling emozionale?

Creare contenuti interessanti per aziende noiose

Partiamo dal presupposto che i contenuti “noiosi” non sono in realtà noiosi per le persone che ne hanno bisogno.

Le persone cercano in rete qualsiasi tipo d’informazione e spesso capita che incappino su argomenti di cui non conoscono nulla. Leggendo, se non trovano nessuno spunto interessante per loro, o che possa apportare miglioramenti al proprio status attuale, abbandonano quel contenuto e passano ad altro. Ma è questione d’interessi, non è detto che il contenuto sia noioso.

Rivolgersi a una nicchia

Ci sono persone che leggendo un testo si stancano fin dalle prime parole, ma non perché quello che è scritto è necessariamente pesante o complicato: nella maggior parte dei casi è perché non sono minimamente interessate a quell’argomento.

Per capire cosa e per chi scrivere in base a ciò che la nostra azienda è e propone, dobbiamo capire di cosa la gente ha bisogno. Come si fa? Creando un elenco dalle domande più frequenti che ci vengono fatte. Dubbi, incertezze, e piccole perplessità possono essere difficili da superare e ci sono nozioni tecniche che, per chi lavora nel campo, sono comprensibili, ma chi si approccia per la prima volta a quell’argomento e soprattutto non fa parte di un determinato settore, non riesce a comprendere pienamente e necessita di risposte.

Dopo aver stilato una lista delle domande clou, allora possiamo creare un elenco degli argomenti che tratteremo sui nostri canali stabilendo un piano editoriale attrattivo per il nostro pubblico. Da quella lista, inoltre, potremo ricavare anche altri strumenti per la nostra strategia di content marketing, come guide complete o ebook.

Scrivere per chi ha bisogno di noi ci permette d’identificare un pubblico, la nostra nicchia, che seguirà i nostri contenuti perché interessati davvero a essi. Utenti fidelizzati generano lead e di conseguenza, possibili vendite.

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Scrivere in modo semplice per non risultare noiosi

Spesso un testo complicato risulta essere noioso perché non riusciamo a coglierne subito il significato. I paragrafi sono conditi da parole e tecnicismi che possono sembrare incomprensibili. Invece i nostri testi devono risultare chiari e semplici.

Ciò non vuol dire che non dobbiamo essere precisi e professionali, ma se possiamo spiegare un concetto, già difficile da far capire, in modo semplice, non usiamo troppi giri di parole.

Descrivere le cose con specificità

Quando ci occupiamo della stesura di un contenuto che racconti la nostra azienda, chi è e cosa fa, dobbiamo essere specifici. Se parliamo a una nicchia, se il nostro pubblico ricerca informazioni dettagliate su un servizio o un prodotto, non possiamo assolutamente essere vaghi, ma andare dritti al punto.

Se siamo troppo generici, perdiamo di vista l’argomento chiave e andremo a impelagarci in un vortice di concetti e parole superflue perdendo incisività e annoiando, di conseguenza, il lettore.

Mostrare il proprio senso dell’umorismo

A volte un testo può risultare noioso perché scritto in maniera troppo seriosa e tecnica. Quando parliamo o scriviamo, dobbiamo scegliere con cura le parole, ma anche il nostro tono di voce è importante. Non conta solo ciò che diciamo, ma come lo stiamo dicendo.

Il senso dell’umorismo aiuta tanto a capire e a recepire meglio un concetto. Infondere un tono leggero e divertente in tutto il contenuto può vivacizzare un argomento noioso, e intrattenere anche i lettori, evitando l’abbandono repentino del testo.

Utilizzare le analogie per essere più chiari

Scrivere è difficile, e le parole possono essere, involontariamente, fraintese. Semplificare i concetti, essere il più chiari possibile, a volte non basta.

Servirsi di analogie riconoscibili, per spiegare concetti complessi, è un ottimo modo per scrivere contenuti accattivanti e per niente noiosi. In questo modo le persone che leggeranno i nostri articoli, capiranno meglio il significato del testo, sentendosi compresi a loro volta.

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Less is more

Quando vogliamo leggere un articolo e ci troviamo davanti una pagina fitta di parole ci sentiamo un po’ scoraggiati. Le persone trascorrono il 60% del loro tempo su Internet su dispositivi mobili, e ciò comporta che i contenuti difficili da leggere verranno abbandonati.

Per rendere migliore un testo e non farlo risultare noioso già alla prima occhiata, cerchiamo di essere concisi.

Creare spazi bianchi

Avete mai fatto caso che nei contenuti scritti sui blog e sui social media ci sono diversi spazi bianchi? (Sì, anche in questo articolo).

Gli spazi bianchi servono a far respirare il testo e soprattutto il lettore. Creare delle pause mentali con appositi spazi e la suddivisione di un lungo articolo in paragrafi, serve, a chi legge, ad affrontare il testo con più disinvoltura. Stiamo creando contenuti per aiutare le persone, non è mica una gara d’apnea!

Parole, immagini e suoni

Una strategia di content marketing non è fatta solo di testo scritto, ma anche d’immagini e suoni. In un contenuto possiamo intervallare nel testo anche delle immagini, delle infografiche e delle tabelle che vadano a spiegare meglio i concetti espressi nel testo.

In questo modo renderemo un contenuto, solitamente faticoso da comprendere, meno noioso, potenziandone l’effetto educativo.

Qui ad esempio ti suggeriamo una playlist da ascoltare mentre leggi i nostri articoli o ti dedichi alle tue digital strategy, per concentrarti meglio!

Un’altra idea è quella di utilizzare, oltre al medium scritto, anche quello video, magari tramite piattaforme come YouTube, con dei veri e propri How to.

Podcasting e interviste a esperti del settore

Spesso il problema non è il contenuto, non è l’argomento a essere noioso, ma il modo in cui è raccontato. Ci sono aziende che utilizzano diversi canali digital per mostrate lo stesso contenuto, ma alcuni sono più efficaci degli altri e l’argomento sembra arrivare prima, e meglio, alle orecchie delle persone. Perché?

I testi possono sembrare noiosi e ripetitivi, a lungo andare, e un’idea per animare la strategia di content marketing di un’azienda è quella di cambiare il modo di comunicare. Invece dei soliti post, potremmo realizzare delle interviste a esperti del settore per fornire un punto di vista diverso da quello solito dell’azienda. Questo renderà i nostri contenuti variegati e per nulla noiosi agli occhi del nostro pubblico.

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Lead generation tramite i social media

Le aziende creando contenuti interessanti, creano possibili vendite, trasformando il proprio pubblico in clienti. Come? Attraverso la lead generation. I social media sono ottime piattaforme per aumentare la lead generation anche perché la loro prima funzione è quella di creare una relazione duratura e continuativa con il proprio pubblico.

Uno dei social più attivi per quanto riguarda la lead, rispetto a qualsiasi altro social network, è sicuramente LinkedIn, il 277% più efficace, per la precisione. Ma come è possibile?

Su LinkedIn un contenuto genera un numero quattro volte superiore di visite rispetto a quello generato da altri social. Per un’azienda è fondamentale costruire la propria brand identity, curarla e accrescerla su questa piattaforma.

Bisogna raccontare sé stessi, mostrando la propria mission e tenendo sempre sotto controllo la propria reputazione online. Ma non è solo questione di raccontarsi e monitorare la propria posizione, ma anche, e soprattutto scambiare contatti e creare una fitta rete di collegamenti che lavorano nel nostro settore e che hanno interesse a conoscere la nostra azienda.

Strumenti online: la strategia per il tuo Content Marketing

Sono tanti gli strumenti che possiamo utilizzare oltre al testo per implementare la nostra strategia di comunicazione e migliorare in nostri contenuti, uno di questi sono le risorse online.

Un’azienda può mettere a disposizione degli strumenti e delle risorse gratuite per facilitare alcuni compiti ai propri utenti.

Gli strumenti possono risolvere molte difficoltà che la nostra community incontra ogni giorno, poiché forniscono informazioni preziose in base all’input dell’utente, e sono progettati per essere condivisi. In questo modo permettono anche la generazione di lead attirando un tipo di utente specifico e motivato all’ascolto.

L’obiettivo di qualsiasi contenuto efficace è rispondere alle domande e risolvere i problemi. Se la nostra attività è nata ed è strutturata per aiutare le persone che hanno un problema specifico, dobbiamo per forza considerare l’utilizzo di strumenti e risorse come parte integrante della nostra attività di content marketing.

Non solo attireremo i lettori e incentiveremo attività di condivisione sui social, ma genereremo anche lead reali da utenti che trovano i nostri strumenti online tramite la ricerca su Google.

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Trovare la propria unicità e renderla un punto di forza anche nel Content Marketing

Ogni azienda è unica a modo suo, indipendentemente da ciò che fa e ciò che vende, perché quello che conta, prima di tutto, è il perché è stata fondata.

Prendiamo, come esempio, Nike. Tutti sappiamo che si occupa di produzione e vendita di calzature, abbigliamento e accessori sportivi. Ci sono tante aziende che lo fanno, ma perché Nike è diversa? È per quello che comunica. «Just do it». Fallo e basta. Ci stimola ad agire, a correre, a saltare gli ostacoli e a non aver paura di cadere e fallire.

Un altro caso potrebbe essere quello di Red Bull, tutti conosciamo il modo irriverente di comunicare di questo famoso brand. Cosa fa Red Bull? Produce la bevanda energetica più famosa del mondo e lo racconta nel modo più umoristico e più spettacolare possibile.

Come possono le aziende trovare il proprio leitmotiv? Definendo il perché un brand è stato creato. Quando abbiamo trovato il nostro punto di forza dobbiamo capire come comunicarlo, allora nulla potrà sembrare noioso a chi ci ascolta, perché abbiamo creato una connessione.

Capire cosa condividono le persone e perché lo fanno

Per creare una connessione con il nostro pubblico, dobbiamo capire perché condividono i nostri contenuti.

Secondo i dati del New York Times Customer Insight Group, le persone condividono contenuti per una serie di motivi:

• il 49% condivide contenuti per informare o intrattenere gli altri
• il 68% condivide i contenuti per mostrarsi e definirsi ad amici e colleghi
• il 78% condivide i contenuti per crescere e rafforzare le proprie relazioni
• il 69% condivide i contenuti per sentirsi più coinvolto nel mondo
• l’84% condivide contenuti per supportare cause o problemi a cui tiene

Cosa possiamo ricavare da questi dati? Come possiamo vedere, la motivazione che più muove le persone è quella di supportare le cause a cui tiene e le problematiche che più lo affliggono.

Se la nostra azienda è coinvolta in una causa per apportare miglioramento e progresso nella società o nella propria comunità di riferimento, possiamo raccontare e condividere con il pubblico ciò che stiamo facendo e come lo stiamo facendo. I contenuti saranno letti e apprezzati dai lettori perché si riconosceranno in quelle parole.

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