Ale Agostini, Ceo e Client Partner di AvantGrade e docente della Social Media Factory di Ninja Academy, ci spiega come creare una content strategy per LinkedIn per rendere più efficace la propria presenza professionale sul social per un ritorno anche sulle company page.

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In precedenza ho già spiegato come funziona l’algoritmo di LinkedIn e come tale algoritmo “sceglie” i contenuti da mostrare in un feed sempre più difficile da raggiungere. Quello che gli utenti visualizzano non appena entrano nell’App o nella versione web del social professionale, appunto.

Per riuscire nell’intento, occorre curare in modo certosino non solo cosa e come postare: bisogna anche avere qualcosa da dire che sia utile e stimolante per l’audience che si intende presidiare. E si deve essere presenti, nel senso stretto del termine: ci vuole reattività e capacità di scelta.

Meglio evitare, infatti, di “salire” su ogni trend momentaneo aggiungendo poco o nulla a quanto si sta dicendo in Rete: le informazioni sono tante, troppe, ed è quindi cruciale essere rilevanti e focalizzati sulle proprie tematiche professionali.

Postare e commentare regolarmente, dunque, sempre per fare sentire la propria voce e renderla, col tempo, autorevole.

Oltre ai post di testo, immagini e video, (che restano importanti) esiste anche Pulse: si tratta del blog interno a LinkedIn che ti permette di scrivere articoli senza lasciare il social. Pulse è di fatto uno spazio che ti consiglio utilizzare per la stesura di contenuti a valore molto elevato. Non solo per Linkedin, ma per l’intera Rete (intesa come internet).

Sì, perché al suo interno è possibile scrivere articoli senza le limitazioni che ci sono per i semplici post della piattaforma: ecco perché in Pulse suggerisco di dare il meglio e mostrare quanto si è esperti nella propria area di competenza, con guide, tutorial e altri approfondimenti. Parole chiave: “completezza” e “utilità”.

Va sottolineato inoltre che gli articoli di Pulse hanno una notevole esposizione nelle pagine dei profili personali, una tipologia di pagine fondamentale per LinkedIn e i suoi utenti.

LinkedIn

Per questo, poi, va anche curata l’immagine di apertura di ogni proprio contenuto su Pulse: consiglio di scegliere sempre un’immagine evocativa, per far colpo sull’occhio dell’utente che sta scorrendo il tuo profilo.

Il tuo personal branding su LinkedIn passa anche da qui.

L’interfaccia di Pulse è semplice da utilizzare e molto intuitiva. Il primo passo è cliccare su “Scrivi un articolo su LinkedIn”.

content su linkedIn

Fatto questo ci si troverà davanti all’editor di testo di Pulse, che fa della versatilità il suo punto di forza.

content strategy su LinkedIn

Chi usa di WordPress per il proprio sito avrà già dimestichezza con editor di questo tipo, che ragionano su una logica di “blocchi di contenuto” e lasciano libero spazio alla creatività di chi scrive.

Oltre alle funzionalità classiche di un editor di testo per pagine web, Pulse permette anche di strutturare il proprio articolo in sottoparagrafi (con relativi Tag H2), anche se manca l’utilissima funzionalità di Indice (Table Of Content).

Il tutto si può arricchire con foto, video, diapositive, link ed estratti da altri contenuti (ma attenti a non copiare parti troppo estese).
Si può anche salvare l’articolo in bozza, per eventuali riletture, aggiornamenti e condivisioni (sì, si possono condividere le bozze), e ovviamente tutto termina con il tasto “Pubblica”.

Comodo, semplice e con grande potenziale.

Cosa condividere su LinkedIn: la scelta dei contenuti

La domanda che a questo punto sorge spontanea è la seguente: “Cosa pubblicare su LinkedIn e Pulse?”. La risposta è: “Dipende”.

Tutto si basa su chi sei, cosa fai (e sai), il tuo obiettivo sul social, il tuo target e, ultimo ma non ultimo, l’impegno che puoi mettere sul piatto.

Qui sotto ti offro delle idee che funzionano in tutti gli scenari o quasi, tuttavia ricorda sempre che hai due opzioni a tua disposizione:

– Puoi creare contenuti totalmente originali e nuovi (maggior impegno, eventualmente anche monetario)
– Puoi rilanciare, o come si dice in gergo “ribattere”, contenuti di altri. Un tuo commento, in questo caso, arricchisce la comunicazione e il messaggio

Ecco alcuni spunti per una content strategy a costo 0 su LinkedIn.

contenuti per linkedIn

Se sei un imprenditore o un esperto digital che vuole far conoscere la propria attività professionale e le proprie competenze, allora dovresti partecipare alla conversazione (o farla cominciare) sul mondo di internet. Meglio se, nel farlo, offri anche soluzioni a problemi reali del tuo settore.

Se invece sei un giovane professionista che si affaccia sul mercato del lavoro per la prima volta, allora il mio consiglio è quello di condividere contenuti e notizie che riflettano la tua passione e competenza, senza dimenticare di curare anche il tuo profilo personale.

Se vuoi farti un’idea, questo è il mio profilo LinkedIn, mentre se vuoi un’infarinatura sulle dinamiche di base della piattaforma, ti consiglio di leggere il mio articolo sul funzionamento di LinkedIn.

Come suggerimento generale non dovresti mai smettere di usare LinkedIn, sia per rimanere sempre aggiornato che per sviluppare il tuo personal branding. Perché farlo? Semplice, per non “rimanere indietro” e per essere preparato a eventuali cambiamenti professionali.

linkedin

Condivisione su LinkedIn: suggerimenti pratici

Se vuoi segnalare il tuo contenuto a persone specifiche, puoi taggarle. Questo farà arrivare loro una notifica, stimolando il loro coinvolgimento.
Meglio però taggare solo persone connesse di primo grado e davvero interessate/correlate a ciò che stai pubblicando: il rischio di risultare fastidioso è dietro l’angolo.

Per taggare in un post testuale usa l’operatore @ seguito dal nome e cognome. Appena inizi a digitare lentamente il nome della persona, di norma LinkedIn dovrebbe proporti l’anteprima e il nome del profilo automaticamente. A quel punto seleziona la persona e il gioco è fatto.

Se la persona viene taggata correttamente, riceverà una notifica e, in teoria, verrà informata della citazione. Se il contenuto colpirà nel segno, poi, la persona potrebbe commentare o condividerlo. Ecco un obiettivo da perseguire: più visibilità significa più possibilità di essere notato chi vuoi raggiungere ma ancora non ti conosce.

La condivisione di link a pagine web va fatta con criterio. Ecco alcuni spunti:

– Considera quali sono gli obiettivi e pubblico specifico della comunicazione;
– Pubblica un mix di contenuti strettamente correlati a te, ad esempio pagine del tuo sito aziendale/professionale, con contenuti di terze parti autorevoli sui tuoi argomenti chiave;
Non postare solo link al tuo sito aziendale: non solo diventi noioso, ma trasformi la conversazione in un monologo. Il rischio di trasformare il tuo profilo LinkedIn in una brochure è molto alto (e a nessuno piacciono le brochure);
Non puntare sempre alla viralità a tutti i costi: se sei bravo e fortunato, questo potrebbe succedere e scatenando “viralità” vedrai crescere propagazione, persone raggiunte, interazioni e, spesso, anche i tuoi collegamenti. Detto questo, non esiste garanzia di viralità e nessuno può offrirtela.

Se vuoi capire se stai colpendo la tua audience, vai sul numero di visualizzazioni e clicca: vedrai chi sono le persone colpite, le aziende, i ruoli e altro.

linkedIn

Altri aspetti chiave per un’efficace condivisione sono l’ora e il giorno di pubblicazione.

Per determinare il momento giusto occorre fare degli esperimenti in modo scientifico: analizzando le statistiche e performance di post già condivisi, potrai facilmente capire lo slot migliore per te.

Qualche suggerimento: prediligi i giorni feriali, quelli cioè in cui la nostra attenzione è assorbita dal lavoro, ma ricorda che il lunedì e il venerdì sono i peggiori. In quei giorni siamo rispettivamente alle prese con riavvio delle attività settimanali o con la testa già al weekend.

Per quanto riguarda l’orario, secondo la ricerca The Best Times to Post on Social Media in 2019 According to 25 Studies di CoSchedule, le tempistiche variano a seconda del tipo di azienda.

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