In questa intervista a Veronica Gentili, Co-founder di Glisco Marketing, Facebook Marketing Expert e docente della Social Media Factory di Ninja Academy, scopriremo perché non è più possibile fare a meno del Business Manager di Facebook per gestire le campagne sul social e quali competenze sono necessarie nel team per migliorare le performance

Gestire campagne social su Facebook: Business Manager, ma non solo

 

Partiamo dalle basi: quali processi semplifica l’uso del Business Manager di Facebook?

«Il Business Manager permette di centralizzare la gestione di tutti gli asset Facebook, inclusi Pagine, account pubblicitari, pixel, metodi di pagamento, cataloghi prodotti e accessi agli utenti; questo significa che il BM, in linea generale, semplifica tutti i processi relativi alla gestione e alla condivisione di tutte le risorse legate a questo social.

Diciamo che, per quanto possa sembrare uno strumento complesso, alla fine chi lo utilizza scopre che rende molto più facile, professionale e sicuro accedere alle risorse e lavorare con altri utenti o partner. Insomma, è proprio indispensabile!».

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Chi dovrebbe usarlo in azienda?

«Ci sono due livelli principali nel Business Manager, ovvero amministratore e dipendente; come amministratore e supervisore si consiglia di mettere una figura stabile e “alta” in azienda, come uno (o meglio, più) manager e, nel caso di piccole imprese, il proprietario stesso.

D’altra parte, è fondamentale che il Business Manager venga anche usato da tutte le figure che gravitano intorno alla gestione della pagina Facebook e delle Facebook Ads, come il social media manager, eventuali advertiser e analisti, in questo caso però come “dipendenti”, proprio perché il ruolo di amministratore offre dei privilegi di attivazione, modifica e cancellazione.

Quindi ecco, in azienda lo dovrebbe usare chiunque sia coinvolto nella presenza social, sia sul piano delle responsabilità/strategico che operativo.

Tre elementi che non andrebbero mai dimenticati nella progettazione di una campagna su Facebook.

 

  • Target: analizzare e determinare quali sono le caratteristiche e comportamenti, ma anche “status” nel customer journey degli utenti che vogliamo andare a raggiungere è fondamentale per il successo della campagna. Se non sappiamo a chi ci rivolgiamo, finiamo con il rivolgerci a pubblici generici, casuali e che in genere danno scarsi risultati
  • Creatività: ormai non basta più l’immagine carina e il copy “rubato” all’adv istituzionale, per attirare l’attenzione degli utenti e convertire serve una creatività coinvolgente, immediata, originale. Capiamo in che modo i nostri prodotti e servizi rispondono ai desideri/bisogni delle nostre personas e trasliamo questo in un messaggio “thumb-stopping”, che faccia venir voglia di fermarsi, guardare e, soprattutto, cliccare
  • Testing: lasciamo a casa i nostri pregiudizi e convinzioni e lasciamo che siano i dati a guidare le nostre decisioni. Facebook mette a disposizione innumerevoli strumenti per fare test in modo pratico ed efficace, utilizziamoli, altrimenti rischiamo di buttare un sacco di soldi in video, immagini, offerte e copy usati solo perché “qualcuno dice che secondo lui è meglio così”».

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Lista dei domini e lista di blocco: gli elementi essenziali della Brand Safety

 

Un altro tema molto importante sui social media è quello della Brand Safety. Quali sono gli strumenti a disposizione delle aziende?

«A oggi la sezione Brand Safety permette di avere accesso a due importanti strumenti:

– la lista “domini”, che permette di inserire e verificare i siti web di cui il brand è proprietario e assegnarli alle proprie pagine Facebook in modo da poterne modificare l’anteprima dei link, se necessario;
– la lista di blocco, che permette di vedere ex post quali brand che fanno parte dell’Audience Network hanno ospitato nelle proprie pagine Facebook, siti, app, articoli istantanei e video in stream i nostri annunci pubblicitari. Non solo, è anche qui possibile vedere la lista dei publisher che li potrebbero ospitare in futuro e caricare a nostra volta una lista di blocco per impedire che le nostre ads vengano fatte vedere agli utenti nei presidi di determini publisher».

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Novità e trend Facebook per il 2020

 

Nel 2019 c’è una sempre maggiore integrazione degli strumenti per la gestione e il monitoraggio degli account Instagram. Quali sono state le novità più interessanti introdotte da Facebook?

«Come secondo me vedremo meglio nel 2020, Facebook mira sempre più a diventare un ecosistema che integra tutte le piattaforme dell’universo di Facebook inc., quali Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. In questo senso, è stata annunciata la possibilità di analizzare i dati degli account Instagram con lo strumento Facebook Analytics (per avere una visione globale è necessario attivare gli Event Source Group e ciò è possibile solo grazie al Business Manager), così come è stata inserita (a grande richiesta!) la possibilità di pubblicare post su Instagram direttamente da desktop tramite il Creator Studio, strumento del Business Manager.

Sicuramente in futuro ci aspettano molte altre integrazioni, se si vanno a spulciare le possibili notifiche già figura WhatsApp Business,quindi… occhio al Business Manager!».

Cosa possiamo aspettarci dal mondo dei social nel 2020? Quali sono i trend da tenere d’occhio?

«Se guardiamo anche alle parole che Zuckerberg ha condiviso circa i suoi propositi per il prossimo decennio, credo che quest’anno ci possiamo aspettare dei decisivi passi in avanti per quanto riguarda l’integrazione tra ecommerce e social; Facebook rende sempre più chiara la volontà di dotare le piccole imprese con strumenti che permettano loro di vendere direttamente tramite i propri account, quindi è lecito aspettarsi un roll out su più larga scala di strumenti come il check out di Instagram o la vetrina (con possibilità di acquisto immediato) di Facebook.

D’altra parte, credo che anche lato Realtà Aumentata vedremo ancora più strumenti alla portata dei più che permettano di creare filtri, ma anche aggiungere elementi interattivi alle Stories per coinvolgere gli utenti al massimo;

Ultimo, ma non ultimo, visto il trend crescente che vede le persone cercare sempre più spazi più raccolti e privati online, ancora più spazio lo avranno i tool legati a Messenger, ai gruppi e a WhatsApp, questo in particolare in ottica di customer care».

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