Twitter: odi et amo. Il sentimento verso questo social resta sempre un po’ conflittuale per i Social Media Manager. I dati sugli utenti attivi non sembrano sorridere alla piattaforma dell’uccellino cinguettante, eppure tra assistenza clienti, advertising, influencer marketing e strategie social complessive, Twitter sembra essere ancora un elemento irrinunciabile del social media marketing.

Per sapere di più su quali novità ci aspettano nei prossimi mesi, ma anche per capire come sfruttarlo al meglio nel presente, abbiamo fatto qualche domanda su Twitter a Tommaso Sorchiotti, Creative Digital Strategist e docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy.

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Come si sta comportando Twitter per contrastare il fenomeno delle fake news?

In un contesto dove i contenuti che viaggiano in Rete possono essere in grado di cambiare non solo la popolarità del proprio favorito al talent-show di turno, ma anche l’esito di un’elezione politica l’impegno di chi trasporta certi dati e indirettamente condiziona l’opinione pubblica diventa fondamentale.

Non è un caso che Facebook da più di un anno si stia muovendo concretamente per arginare e combattere il fenomeno. Twitter d’altra parte, con la tipologia di pubblico più elevata che ha sempre attirato, non può essere da meno. Se vuoi mantenere alta l’attenzione dei media devi essere quantomeno credibile. Così Jack Dorsey annunciava qualche tempo fa di aver bloccato le inserzioni pubblicitarie di Russia Today e Sputnik dopo che l’Intelligence statunitense ha dimostrato come provarono a interferire nelle elezioni dello scorso anno. In più Dorsey ha anche annunciato che i guadagni ottenuti grazie a quelle pubblicità da quando RT e Sputnik sono diventati inserzionisti nel 2011 – si parla di 1,9 milioni di dollari – verranno destinati alla ricerca di strumenti pensati per contrastare la disinformazione e i tentativi di manipolazione e interferenza sulla piattaforma.

Da ultimo una indiscrezione del Washington Post, non ancora confermata dalla compagnia, racconta della sperimentazione di un sistema che responsabilizzerebbe gli utenti sul tema fake news: in sostanza chiunque all’interno della piattaforma potrebbe segnalare un post come falso, tendenzioso o inaccurato nello stesso modo in cui si segnala la natura “spam, offensiva e dannosa” di un tweet.

futuro di twitter

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Pariamo ora di Social Influencer: come evolveranno nei prossimi mesi le attività di influencer marketing su Twitter?

Sono diversi gli esperti che sostengono che nei prossimi mesi l’influencer marketing subirà un processo di normalizzazione; e di conseguenza che sarà normale per le aziende investire dietro attività di promozione dei propri prodotti accanto ad una microcelebrità, come sarà normale per i follower trovare elementi sponsorizzati all’interno dei post non solo di webstar ma anche di utenti popolari.

In questo Twitter è un canale su cui riporre tantissima attenzione: per la sua natura aperta e legata più agli interessi che non alle amicizie delle persone, diventa una delle piattaforme principali per capire e misurare con semplicità la portata di influenza e la capacità di stimolare interesse e attenzione verso un pubblico allargato. Ancora una volta: conterà sempre più la capacità di creare engagement che non il seguito raggiunto. Di fatto, siamo tutti potenzialmente degli influencer. A patto di saper parlare e interessare un pubblico allargato.

Da dove partire per capire chi si fa ascoltare di più ed è diventato imperdibile? Basta dare un’occhiata alla timeline alle sezioni “Mentre non c’eri”“Nel caso te lo fossi perso”. Sono questi i primi influencer di ogni utente all’interno della piattaforma.

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Dai dati sugli accessi, Twitter non sta vivendo dei giorni felici. Qual è secondo te il futuro di questo social?

Una delle questioni su cui si sta ragionando da tempo è se Facebook stia uccidendo Twitter o se Twitter si stia rovinando con le sue stesse mani. Se è vero che Instagram, con l’introduzione delle Stories, ha dato un duro colpo alle aspirazioni di crescita di Snapchat, non si può dire la stessa cosa per Twitter, che non si è visto portar via la sua caratteristica principale: dare la possibilità all’utente di dire sinteticamente la sua sul “Che c’è di nuovo?”.

Poco importa se i caratteri disponibili sono raddoppiati e le timeline si sono via via riempite di immagini, GIF e video: il numero di Monthly Active Users dal 2015 ad oggi è cresciuto molto più lentamente rispetto a tutti gli altri grandi competitor social.

Possiamo guardare la curva di crescita dal 2010 degli utenti attivi in un grafico Statista.

Se facciamo un rapido confronto con gli altri social possiamo capire quanti utenti attivi mensili servono per stare così in alto:

 

Sembrerebbe quindi che Twitter abbia smesso di crescere. E sebbene i 330 milioni di utenti attivi (non di iscritti al social) sono un numero decisamente interessante che poche realtà online possono vantare, ci sono delle sfide che determineranno il futuro di Twitter, all’interno di una battaglia che si giocherà nell’utilità che gli utenti troveranno all’interno del network e nell’interesse delle aziende in una presenza redditizia, non solo tramite le opportunità dell’Adv.

Recentemente Twitter ha tolto il limite dei 140 caratteri, portandolo a 280. Quali sono stati i benefici di questa scelta?

Negli ultimi due anni Twitter ha mancato gli obiettivi di crescita che tutti si aspettavano. Se l’affermazione di visual e video non hanno risparmiato Twitter, il testo rimane alla base dell’esperienza del social: dai contenuti seri e informativi alle sagaci battute sull’argomento del momento, la prerogativa di Twitter è che gli utenti padroneggino sia la costruzione dei testi sia la capacità di sintesi. Motivo per cui, per sua natura, Twitter non è mai stato per tutti. Per ovviare al secondo limite, quello relativo alla lunghezza dei messaggi che si possono produrre, Jack Dorsey e soci hanno recentemente tirato la coda all’uccellino per allungare i tweet, permettendo alle persone di utilizzare fino a 280 caratteri.

Mossa potenzialmente astuta per attirare nuovi utenti, ma infelice nel consolidare la base utenti storica. All’annuncio della novità dei 280 caratteri moltissime persone hanno sottolineato che invece di raddoppiare le possibilità espressive era più importante offrire la possibilità di editare un tweet dopo esser stato pubblicato.

 

Opinione di pochi influencer? L’impressione è che l’appeal di Twitter sia rimasto invariato per le persone che non lo avevano preso in considerazione, e che probabilmente rimarranno legati a piattaforme con contenuti visivi più semplici da fruire, mentre le community legate al microblogging abbiano mal digerito la novità e lo spirito con cui è stata proposto l’ampliamento dei caratteri a disposizione.

Ora la recente introduzione del “Tweetstorm nativo“, con la possibilità di incorporare più contenuti in un unico tweet, conferma la volontà di Twitter di voler cambiar pelle, permettendo alle persone una maggior libertà di espressione. Sarà interessante vedere se ci sono altre piccole features in arrivo che complessivamente possono cambiare l’esperienza e le opportunità di Twitter.

 In ottica di social caring, Twitter è ancora un buon alleato per l’assistenza clienti?

Assolutamente! Assistenza rapita e tempestiva, contatto diretto e possibilità di mobilitarsi facilmente in caso di problemi e disservizi: le attività di Customer Care sono state tra le prime opportunità – o tra le conseguenze più seccanti – che le grandi aziende hanno dovuto concepire e strutturare su Twitter. E rimarranno così per lungo tempo.

Se è vero che “help is selling” le dinamiche di assistenza di clienti e utenti rimarranno premianti per le realtà che sapranno gestire adeguatamente gli aspetti più problematici delle relazioni online. Twitter in questo senso ha sempre giocato un ruolo da protagonista.

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Quali sono gli ingredienti fondamentali per una content strategy su Twitter?

Senza addentrarci nel modello di Twitter “Plan for the moment” che avremo modo di vedere dettagliatamente nel mio modulo del Master Online, possiamo dividere tra contenuti pianificati e contenuti non pianificati.

Come sostiene Twitter stesso, non c’è un numero di volte giornaliero, o un momento, in cui è giusto o sbagliato twittare. Perché a differenza di altri social è ancora di più la qualità e il grado di coinvolgimento dei contenuti ad attirare nuovi follower e a farli rimanere interessati nel tempo.

Quindi è giusto programmare dei contenuti da pubblicare a cadenza regolare, ma anche sfruttare tutte le occasioni di comunicazione che si presentano nel tempo. Il concetto fondamentale è che siano contenuti genuini per l’azienda e pertinenti al pubblico target di riferimento.

Ultima domanda prima di salutarci: quali opportunità offre questo canale in termini di advertising?

Le opportunità di fare adv su Twitter sono molto interessanti. Ci sono ambiti – come ad esempio l’installazione di app mobile o la richiesta di un documento – in cui una buona strategia di advertising può dare risultati ottimi con investimenti ridotti. Al solito si tratta di capire come sfruttare i dati e gli elementi che Twitter mette a disposizione per proporre creatività adeguate.

Consideriamo poi che oltre alla pubblicità che la piattaforma mette a disposizione, esiste anche l’opportunità di coinvolgere influencer su Twitter, che con poco sforzo possono amplificare fino a 100 volte il messaggio di un Brand che si appoggia a loro. Anche di questi aspetti parleremo approfonditamente nel corso del modulo Twitter!

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