In questa intervista ad Ale Agostini, imprenditore e partner di AvantGrade, e docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy, scopriamo quale dovrebbe essere il ruolo di LinkedIn all’interno di una social media strategy e troviamo alcune indicazioni utili per cominciare a impostare la comunicazione su questo canale.

A cosa serve LinkedIn per la tua azienda

Quale obiettivo dovrebbe avere la presenza di un’azienda su LinkedIn?

«LinkedIn conosce ed ha gli organigrammi aggiornati delle aziende prima delle risorse umane. Un’azienda moderna dovrebbe essere presente su LinkedIn per almeno cinque validi motivi:

1. Corporate Branding: promuovere il proprio brand e l’identità aziendale così come i servizi e prodotti offerti.
2. Employer e Internal Branding: costruire la propria reputazione aziendale nei confronti di professionisti esterni e verso i dipendenti.
3. Social Selling: coinvolgere ed interagire con potenziali clienti generando contatti utili per le vendite.
4. Social Recruiting: selezionare le figure professionali e i talenti da assumere.
5.Analisi della concorrenza: quanti dipendenti hanno i miei concorrenti? Cosa fanno? Come sono organizzati a livello di organigramma?

Solo quest’ultimo obiettivo – sapere come sono strutturati a livello di organigramma i concorrenti – dovrebbe fare balzare sulla sedia qualsiasi manager di prima linea o imprenditore gridando: “Chi si occupa di Linkedin in Azienda, venga ora nel mio ufficio!”»

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Si tratta di un canale utile per tutti?

«In termini personali, LinkedIn sta alla carriera e al personal branding come TripAdvisor sta alla reputazione di un ristorante: in questa era digitale, studenti, professionisti, manager e CEO, siamo tutti dei brand.

Linkedin è quindi la piattaforma del personal branding in primis, poi indirettamente diventa utile alla ricerca di un posto di lavoro. Sviluppare online attività di personal branding e instaurare relazioni professionali, infatti, ci consente di avere più opportunità di lavoro e di business. Perché non approfittarne?

Stessa cosa vale per le aziende, “ogni azienda è una media company” che deve saper sfruttare al meglio LinkedIn e i più importanti social per avere maggiori possibilità di business e reclutamento di talenti. Oggi a mio parere le risorse umane e le vendite sono quelle che dovrebbero investire tempo ad imparare ad utilizzare al meglio LinkedIn, se vogliono tenersi il posto di lavoro fra cinque anni».

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Contenuti e advertising su LinkedIn

In che modo andrebbero pianificati i contenuti per LinkedIn? Quanti, che tipo e quando pubblicarli?

«Come insegna Red Bull, nella comunicazione devi prendere una posizione (anche controversa) e provocare una reazione, oppure rischi di essere invisibile e irrilevante!  Questo è il primo mantra che consiglio ai mie clienti.

La frequenza e la tipologia di contenuti su LinkedIn dipende molto dagli obiettivi prefissati, dal target, dal tempo e/o budget che si hanno a disposizione. LinkedIn consente di pubblicare sia contenuti originali che di condividere contenuti esistenti. L’ideale è pubblicare e condividere contenuti in modo regolare, dedicando almeno un’ora alla settimana alla cura e manutenzione del proprio profilo.

Un responsabile di risorse umane dovrebbe condividere contenuti del settore, pubblicare aggiornamenti riguardanti l’azienda ed eventuali opportunità professionali disponibili.

Un marketing manager dovrebbe puntare a migliorare il proprio personal branding pubblicando presentazioni, case study, notizie di settore, etc.

Qualsiasi sia la figura professionale o l’azienda è importante pubblicare e condividere contenuti originali e schierati: il rischio se siete monotoni e generalisti, è quello di non ricevere nessuna attenzione dal vostro target. Preparatevi a fallire varie volte, ogni fallimento è un apprendimento!».

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“Social Media Reporting – Come monitorare e presentare i risultati di una strategia social”

Quali sono i formati pubblicitari su LinkedIn e a chi conviene usarli?

«LinkedIn ha quattro tipologie di formati pubblicitari: annunci display statici, dinamici, email dirette e post sponsorizzati. Costano assai e spesso il gioco non vale la candela.

Ad oggi l’unico formato a pagamento che mi sento di consigliare sono gli Sponsored Updates, che consentono di dare maggiore visibilità agli aggiornamenti (news, articoli, presentazioni, videoetc.) direttamente nello stream della home di specifici utenti. Sono molto simili ai post sponsorizzati di Facebook, ma costano di più e puoi targetizzare su variabili professionali legate alla professione e azienda (che non ha su Facebook).

Queste tipologie di annunci, sia per la precisione del targeting che per il ROI, risultano essere i più efficaci per il B2B al punto che in AvantGrade cerchiamo per assunzione degli specialisti che vengano ad occuparsene».

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Se sono un professionista, come posso utilizzare al meglio Pulse, senza essere autoreferenziale o ridondante rispetto a ciò che pubblico sugli altri social?

«Domandati sempre: questo post che sto facendo può davvero risolvere un problema? Se la risposta è no, non c’è Pulse che tenga.

Pulse è uno strumento professionale simile ad un blog ma all’interno di LinkedIn. Tramite Pulse si possono scrivere contenuti unici o rilanciare contenuti presenti nel proprio sito web (soluzione più efficiente a mio parere). Tra dedicare tempo e impegno per ottenere dei risultati soddisfacenti sul proprio blog versus Pulse, il mio consiglio resta fatevi il vostro blog.

Se pubblicate post autorevoli e di qualità sul vostro blog con contenuti visuali quali immagini, video, presentazioni, infografiche, usate Pulse come strumento per riprenderli dopo che sono indicizzati su Google ( altrimenti Pulse sarà la fonte primaria, il vostro blog la copia!).

Come al solito è preferibile pubblicare solo informazioni utili quindi è ovvio che non possiamo sempre fare pubblicità aziendale altrimenti sarà dura catturare l’interesse del lettore».