Alzi la mano chi non sbircia più volte al giorno i propri canali social. Non si tratta soltanto di curiosità, ormai è diventato quasi un gesto automatico. Prendiamo lo smartphone dalla borsa per guardare l’ora, e ci imbattiamo in un video divertente, commentiamo un post su Facebook, una storia della nostra migliore amica su Instagram e, ovviamente, ci dimentichiamo di vedere che ore sono.

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I social media fanno parte della nostra quotidianità da diversi anni ormai, sono una costante della nostra giornata e noi, insieme a loro, stiamo cambiando. Sono cambiati i modi di comunicare, di interfacciarci col mondo, di documentarci. I social nascono e si evolvono più veloci che mai. Corrono con gli utenti per assecondare le proprie esigenze, e talvolta i loro capricci. La rivoluzione digitale ha modificato il nostro tempo, accorciato spazi fisici e mentali, abbracciando ogni campo, da quello personale a quello lavorativo.

Chi gestisce un’azienda è consapevole dell’importanza dei canali social, e sa che deve curare la propria presenza sul web, se vuole esistere davvero ed essere riconosciuto. Fateci caso, quando scopriamo un nuovo brand, sentiamo parlare di un prodotto di un marchio sconosciuto da un amico, la prima cosa che facciamo è cercarlo in rete, specialmente sui social. Se non troviamo nessun tipo di notizia inerente ad esso, non ci fidiamo e passiamo avanti. Siamo così abituati a fare ricerca con i nostri smartphone e i nostri laptop, che se non troviamo nulla sull’oggetto dei nostri desideri, ci sentiamo delusi.

La domanda è: i social aiutano davvero le aziende a vendere?
La risposta è sì, aiutano i brand a comunicare col pubblico già fidelizzato, permettono di farsi conoscere anche a chi non l’ha mai sentito nominare e permette dei feedback immediati. Ciò non vuol dire che un marchio deve creare un account su ogni piattaforma social, perché ognuna di essa ha un suo linguaggio e un pubblico a cui parlare.

Prima di tuffarsi nel magico mondo dei social, ogni azienda dovrebbe fare delle considerazioni essenziali. Scopriamole insieme!

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1.Strategia di marketing sui social media

Quando un’azienda decide di cimentarsi per la prima volta con i social, deve tener presente il proprio pubblico di riferimento, perché in base ad esso saprà dove e come muoversi. Per esempio se è una società che ha come maggior acquirenti i millennial, le converrà creare un profilo su Instagram e applicare una strategia di marketing basata su immagini impattanti e testi concisi. Bisogna conoscere i propri clienti e potenziali tali. Bisogna parlare il loro linguaggio per farsi capire davvero.

Un brand che vuole creare un rapporto reale e duraturo con i propri follower deve avere una strategia di marketing vincente e seguirla passo passo. Possiamo suddividerla in 8 punti:

– Impostare obiettivi reali sui social media in linea con gli obiettivi aziendali
– Conoscere i propri follower
– Osservare le strategie dei propri competitor
– Analizzare e verificare i dati realmente importanti
– Ottimizzare gli account esistenti
– Creare un piano editoriale
– Monitorare e valutare costantemente la propria strategia
– Condividere gli obiettivi e le idee con il proprio team

1.1 Impostare obiettivi reali sui social media in linea con gli obiettivi aziendali

Il primo passo per creare una strategia di marketing sui social media è stabilire obiettivi e traguardi. Dobbiamo capire cosa vogliamo dai social media in generale. Senza obiettivi, non possiamo misurare il successo o il ritorno sugli investimenti (ROI) dei social media.

Un consiglio è quello di iniziare da obiettivi più piccoli che ci consentiranno di ridimensionare i nostri sforzi in modo ragionevole e conveniente.

1.1.1 Obiettivi SMART

Ognuno dei nostri obiettivi deve essere SMART:

– Specifico
– Misurabile
– Raggiungibile
– Pertinente
– Time-bound

Con gli obiettivi SMART, ci assicureremo di raggiungere risultati di business reali, piuttosto che solo ideali. Stabilire obiettivi concreti significa anche ridimensionare i propri sforzi in modo conveniente, evitando alcuni errori.

1.1.2 Aumentare il coinvolgimento dei follower

Troviamo modi per attirare l’attenzione dei nostri attuali follower. Non pubblichiamo solamente messaggi promozionali, ma sperimentiamo diversi contenuti. Conversiamo con i nostro clienti.

Un esempio? Promuoviamo contenuti e hashtag generati dagli utenti. Una cosa semplice come porre una domanda può aumentare il tasso di coinvolgimento

Attirare nuovi follower invece significa trovare modi per presentare il nostro marchio a persone che non ne hanno mai sentito parlare.

Crescere il proprio pubblico significa anche scoprire conversazioni sulla nostra attività. Scavare a fondo nei canali social è quasi impossibile senza monitorare e tener presente le parole chiave, frasi o hashtag specifici.

Attraverso un più efficiente targeting, possiamo raggiungere il pubblico principale molto più velocemente.

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1.2 Conoscere i propri follower

Conoscere chi è il proprio target di riferimento e cosa vuole vedere sui social è la chiave per creare contenuti che le persone vorranno, commenteranno e condivideranno. Questa conoscenza è fondamentale anche per pianificare come trasformare i fan dei social media in clienti per la propria azienda.

Entrano in gioco le personas, ossia quelle figure “inventate” che rappresentano le diverse tipologie di utenti di una determinata azienda. Ad esempio, un marchio di vendita al dettaglio potrebbe creare personas diverse in base ai dati demografici, alle motivazioni di acquisto, alle obiezioni di acquisto comuni e alle esigenze emotive di ogni tipo di cliente.

Le personas affinano le tattiche di marketing, permettendoci di capire che tipo di campagne realizzare per rivolgersi ai desideri e alle motivazioni reali dei nostri acquirenti.

1.2.1 Raccogliere dati

Non dobbiamo ipotizzare, ma basarci sui dati reali. L’analisi dei social media può anche fornire moltissime informazioni preziose su chi sono i nostri follower, dove vivono, quali lingue parlano e come interagiscono con il nostro marchio.

Queste informazioni ci consentono di perfezionare la nostra strategia e di indirizzare meglio gli annunci.

1.2.2 Social media e utenti

Facebook e YouTube sono due piattaforme perfette per gli annunci, anche grazie alla loro base di utenti. La maggior parte degli iscritti ad Instagram sono millennial o fanno parte della Gen Z, ciò significa che le aziende devono pubblicare contenuti audaci che trasudano personalità.

Le donne superano di gran lunga gli uomini su Pinterest, che vanta il più alto valore medio degli ordini per gli acquirenti social. La base utenti di LinkedIn è ben istruita, rendendolo un canale adatto agli approfondimenti, contenuti specifici del settore che potrebbero essere più complessi di quelli a cui siamo abituati a vedere su Facebook o Twitter.

Ciò cosa ci fa capire? Che nessuna piattaforma è adatta per tutti.

1.3 Osservare le strategie dei propri competitor

Possiamo imparare molto sulle strategie da adottare semplicemente osservando chi sono i nostri competitor e cosa fanno, sia nel bene che nel male.

L’obiettivo qui non è quello di copiare o rubare le idee degli altri, ma determinare cosa sta funzionando per loro e quali conclusioni possiamo trarre per adattare di conseguenza le nostre campagne.

Un esempio? Magari uno dei nostri competitor è molto attivo su Facebook, ma non su Twitter o Instagram. Potremmo approfittarne e concentrarci proprio su quei canali, rendendo più accattivante la nostra strategia rispetto a quella della concorrenza, imparando dai loro errori.

1.3.1 Come trovare i propri competitor sul web

Il modo più semplice per trovare i propri competitor è attraverso una semplice ricerca su Google, cercando le parole chiave, le frasi e i termini del settore più gettonati, e di conseguenza cercarli poi sui social.

Sbirciamo sui loro profili, annottiamo tag, contenuti, se si rivolgono a qualche influencer, e studiamo le loro campagne più riuscite. Dopo aver organizzato bene le idee, ottimizziamo la nostra strategia.

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1.4 Analizzare e verificare i dati realmente importanti

Condurre un audit, ossia una verifica della correttezza dei dati sui social media, ci aiuta a valutare se l’uilizzo dei social media sta funzionando, oppure no.

Se usufruiamo dei social media da un po’, dobbiamo chiederci:

– Che cosa funziona?
– Cosa non funziona?
– Chi sono i nostri follower?
– Quali piattaforme social utilizza il nostro settore di riferimento?
– Che differenza c’è tra noi e i nostri competitor sui social?

Una volta risposto a queste domande e raccolte tutte le informazioni, possiamo ripartire e pianificare una nuova strategia per migliorare i risultati.

L’audit ci darà un quadro chiaro dello scopo di ciascuno degli account esistenti. Se lo scopo di un account non è chiaro, meditiamo se cancellarlo oppure no. Potrebbe essere un account prezioso che necessita solo di un reindirizzamento strategico o potrebbe essere un account obsoleto che non vale più la pena curare.

Per decidere, le domande a cui rispondere sono:

– Il nostro pubblico è qui?
– In tal caso, come stanno usando questa piattaforma?
– Possiamo utilizzare questo account per raggiungere obiettivi aziendali significativi?

1.4.1 Tenere d’occhio le metriche giuste

Mentre le vanity metrics come retweet e like possono essere divertenti da condividere e facili da tracciare, è difficile dimostrare il loro vero valore.

Concentriamoci invece su obiettivi quali lead generati, referral al sito e tasso di conversione. Possiamo utilizzare campagne a pagamento per aumentare la consapevolezza del nostro marchio, ma anche misurare l’acquisizione e il coinvolgimento dei post organici.

Assicuriamoci di allineare i nostri obiettivi sui social media con la nostra strategia di marketing generale per mostrare più facilmente il valore del nostro lavoro.

1.4.2 Di quali metriche stiamo parlando?

La copertura del post è il numero di utenti che hanno visto il nostro post. Fino a che punto i nostri contenuti si stanno diffondendo sui social? Stanno effettivamente raggiungendo i feed degli utenti? Di fronte agli algoritmi organici in continua evoluzione, il rilevamento della copertura è più importante che mai.

I clic sui link sono fondamentali per capire come gli utenti si muovono e ci aiutano a capire cosa spinge la curiosità o incoraggia le persone ad acquistare un prodotto, o un servizio.

L’engagement è Il numero totale di interazioni sociali diviso per il numero di impression. Si tratta di capire chi ha interagito con un contenuto.

Quali sono gli hashtag più utilizzati sui nostri profili? Quali hashtag sono stati maggiormente associati al nostro marchio? O quali hashtag hanno creato il maggior coinvolgimento? Avere queste risposte può aiutare a definire il focus dei prossimi contenuti.

Like organici e a pagamento. Per canali come Facebook, l’impegno organico è molto più difficile da ottenere, motivo per cui molti marchi si rivolgono a Facebook Ads. Al contario ottenere like organici su Instagram non è così difficile. Conoscere queste differenze può aiutarci a pianificare sia la spesa pubblicitaria che il tempo da investire nei diversi formati.

Tutto ciò ci aiuta ad avere un’idea precisa di ciò che il pubblico pensa e dice del nostro brand.

1.5 Ottimizzare gli account esistenti

Quando abbiamo deciso quali canali social utilizzare, stenderemo le strategie per ogni profilo.

Potremmo decidere di utilizzare Twitter per il servizio clienti, Facebook per l’acquisizione dei clienti e Instagram per coinvolgere i clienti esistenti. È utile creare dichiarare una mission per ogni canale. Queste dichiarazioni ci aiuteranno a concentrarci su un obiettivo specifico per ciascun account su ciascun social network.

Se volessimo stabilire una funzione precisa ad ogni social, potremmo dire che:

– Facebook è il migliore per acquisire nuovi clienti tramite pubblicità a pagamento.
– Instagram è ottimo per fidelizzare l’affinità del marchio con i clienti esistenti.
– Twitter è il luogo in cui coinvolgere gli influencer della stampa e del settore.
–  LinkedIn è il luogo in cui coinvolgere i dipendenti esistenti e attirare nuovi talenti.
– YouTube è il canale in cui supportare i clienti esistenti con contenuti educativi e con video tutorial.
– TikTok è il luogo in cui distribuire contenuti per sensibilizzare i consumatori più giovani.

1.5.1 Scovare account fake

Durante il processo di verifica, potremmo scoprire degli account fake che utilizzano il nome del nostro brand o si rifanno in modo inappropriato ai nostri prodotti.

Questi account impostori possono essere dannosi per l’azienda e vanno assolutamente segnalati.

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1.6 Creare un piano editoriale

La condivisione di ottimi contenuti è essenziale, ovviamente, ma è importante disporre di un piano editoriale per condividere i contenuti e ottenere il massimo impatto.

Il calendario dei contenuti dei social media deve anche tenere conto del tempo che trascorreremo interagendo con il pubblico.

1.6.1 Creare un programma di pubblicazione

Il calendario dei contenuti social elenca le date e gli orari in cui pubblicheremo i contenuti su ciascun canale. È il luogo perfetto per pianificare tutte le attività sui social, dalle immagini alla condivisione dei link, ai post e ai video.

Il calendario garantisce che i post siano distanziati in modo appropriato e pubblicati nei momenti ottimali.

1.6.2 Tracciare i contenuti per ogni canale

Il piano editoriale deve riflettere la mission che abbiamo assegnato a ciascun profilo social, in modo che tutto ciò che pubblichiamo funzioni per supportare gli obiettivi aziendali.

Facciamo un esempio:

– Il 50% dei contenuti indirizzerà il traffico verso il blog
– Il 25% dei contenuti sarà curato da altre fonti
– Il 20% dei contenuti supporterà gli obiettivi aziendali (vendita, generazione di lead)
– Il 5% dei contenuti riguarderà i dipendenti e la cultura aziendale

Se abbiamo cominciato da poco e non siamo certi di quali tipi di contenuti pubblicare, proviamo la regola 80-20:

– L’80% dei post dovrebbe informare, educare o intrattenere il pubblico
– Il 20% può promuovere direttamente il marchio

Oppure possiamo adottare la regola dei terzi:

– Un terzo dei contenuti social promuove l’attività, converte i lettori e genera profitto
– Un terzo dei contenuti social condivide idee e storie di leader di pensiero nel nostro settore o attività simili
– Un terzo dei contenuti social riguarda interazioni personali con il pubblico

Una volta impostato il calendario, utilizzeremo gli strumenti di pianificazione per preparare la pubblicazione in anticipo. Ciò ci consente di concentrarci sulla creazione del tono e del formato dei post.

1.6.3 Attenersi ai temi dei contenuti

Una delle sfide più difficili per i contenuti visivi è crearli quotidianamente. La costruzione di temi di contenuto è un ottimo approccio per scegliere cosa pubblicare.

Instagram è senza dubbio il miglior canale per i contenuti tematici dato che è totalmente visivo. Attenersi a un tema semplifica la creazione del calendario.

Per esempio, è possibile scorrere ciclicamente tra meme, foto dei prodotti e contenuti generati dagli utenti, mantenendo una combinazione di colori.

1.6.4 UGC e contenuti interattivi

I contenuti generati dagli utenti consentono ai follower di fungere da amplificatori pubblicitari e forniscono un incentivo per i clienti ad interagire con il brand.

Che si tratti di utilizzare un hashtag o di pubblicare una foto, incoraggiare i contenuti dei clienti è una mossa intelligente per aumentare il tasso di coinvolgimento.

1.6.5 Utilizzare storie e video

I contenuti delle Storie su Instagram e Facebook diventeranno sempre più importanti. Le storie sono interattive e da non perdere. Arrivando prima ai feed dei follower rispetto ai post, possono aiutare il nostro account ad arrivare prima ai clienti. Dobbiamo inoltre riservare spazio ai video, sia brevi ma anche lunghi.

1.6.6 Rendere la tempestività una priorità

La tempestività è una strada a doppio senso. Non possiamo sempre aspettarci che i clienti rispettino i nostri ritmi e allo stesso modo, è fondamentale essere in grado di raggiungere e rispondere ai follower in modo tempestivo. Come fare?

1.6.7 Pubblicare nei momenti migliori

Quando siamo disponibili per interagire con i clienti?

Cerchiamo di assicurarci che i social media manager siano disponibili e pronti a rispondere a qualsiasi domanda o dubbio sul prodotto. È essenziale tracciare i momenti migliori per pubblicare post.

Tuttavia, è altrettanto importante impegnarsi dopo la pubblicazione.

1.6.8 Rispondere al più presto alle domande dei clienti

Non solo i clienti si aspettano risposte più rapide dai marchi, ma anche conversazioni significative e regolari. Attraverso i social media, avremo rispetto come marchio solo se saremo presenti, parlando con la nostra community. Ecco perché il customer care è così importante per chi desidera aumentare la consapevolezza col pubblico. Le aziende non devono mail lasciare i clienti in sospeso con le loro domande e i loro dubbi.

Tramite i giusti strumenti di monitoraggio dei social media, è possibile trovare istanze su tutti i canali per interagire, rispondere ai clienti 24 ore su 24. Il tempo medio di risposta di un marchio è di circa 10 ore, ma la maggior parte degli utenti ritiene che i marchi dovrebbero rispondere ai messaggi entro 4 ore.

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1.7 Monitorare e valutare costantemente la propria strategia

La strategia social è estremamente importante per la nostra attività e non possiamo pretendere che otterremo successo esattamente al primo tentativo.

Quando iniziamo a implementare il nostro approccio e a monitorare i risultati, potremmo scoprire che alcune strategie non funzionano come previsto, mentre altre funzionano ancora meglio del previsto.

1.7.1 Tracciare i dati

Oltre a utilizzare gli strumenti di analisi disponibili all’interno di ciascun social network, utilizzare i parametri UTM per tener traccia dei visitatori mentre si spostano nel nostro sito, in modo da poter vedere esattamente quali post social indirizzano la maggior parte del traffico sul di esso.

1.7.2 Rivalutare, testare e riconfigurare

Quando abbiamo a disposizione tutti i dati, utilizziamoli per rivalutare regolarmente la nostra strategia. Possiamo tener presente queste informazioni per testare diversi post, campagne e strategie. I test costanti ci consentono di capire cosa funziona e cosa no, in modo da poter affinare la strategia in tempo reale. I sondaggi possono anche essere un ottimo modo per scoprire se il nostro piano sta funzionando. Possiamo rivolgerci direttamente ai nostri follower per valutare se sono soddisfatti.

Le cose cambiano rapidamente sui social media. Emergono nuovi canali, mentre altri attraversano cambiamenti demografici, e anche la nostra azienda attraverserà periodi di rivoluzione. Senza analizzare continuamente il nostro modus operandi, non sapremo mai come una campagna è stata migliore, o peggiore rispetto a un’altra.

1.8 Condividere gli obiettivi e le idee con il proprio team

Per concludere, mai sottovalutare che la collaborazione è fondamentale per i social media marketer. Il modo migliore per comunicare le informazioni sono attraverso report condivisibili e di facile lettura. Condiviamo idee, obiettivi e traguardi raggiunti specialmente con il nostro team, per essere più allineati e più forti.

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2. Social Media Strategy dalla A alla Z

Dopo aver analizzato come strutturare una strategia di marketing sui social media, vediamo invece quali sono le parole da non dimenticare, dalla A alla Z.

Always be Listening. Sii sempre in ascolto. I social media attirano perché è sono degli strumenti sorprendenti per ricerche di mercato gratuite. L’investimento da fare qui è soprattutto quello del tempo. Prendersi il tempo per ascoltare ciò che la gente dice della nostra attività.

Blogging. Chi ha detto che il blog è morto? Forse gli streamer hanno sostituito i blogger, ma quest’ultimi stanno tonando alla ribalta. Il blog aiuta a creare comunità, soprattutto tramite commenti, e a stabilire una leadership di pensiero, creare collegamenti al nostro sito Web, sia internamente, sia esternamente, quando alle persone piace quello che scriviamo e decidono di seguirci, procurandoci più traffico.

Customer Service. La lettera C potrebbe essere molte cose, come “contenuto”, “coerenza” e “comunità”, ma il servizio clienti è una parte importante dell’evoluzione dei social media e sta diventando sempre più evidente. Mostrare interesse nei confronti dei clienti e offrire realmente aiuto, migliora la percezione del proprio marchio da parte di esso.

Drive Leads through LinkedIn. La generazione di lead e l’acquisizione di clienti possono essere ottenute su LinkedIn, specialmente nello spazio B2B, purché restiamo attivi e coinvolgenti.

Engangement.Non è sufficiente trasmettere. Il coinvolgimento richiede una regolare interazione tra noi e gli altri. Parliamo di conversazioni, non trasmissioni. Siamo reattivi.

Friendship. I migliori social media marketing vedono i clienti come fossero dei veri e propri amici. Si impegnano, si preoccupano e rispondono tempestivamente alle loro richieste.

Goal. Per perseguire i nostri obiettivi, dobbiamo considerare la formula SMART per obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e tempestivi.

Human Business. L’idea è quella di costruire relazioni autentiche che mettano i clienti al primo posto prima di promuovere il prodotto o il servizio che offriamo. Pertanto è importante non perdere mai di vista il lato umano nel settore. Il social media marketing riconosce che questo spazio consente a milioni di persone di riunirsi virtualmente e comunicare tra loro.

Influence. I social media ci danno l’opportunità di esercitare influenza su clienti e potenziali clienti. Questa influenza si traduce spesso in interesse. Di conseguenza le persone vogliono ascoltarci davvero.

Join. Non è sufficiente sedersi e rilassarsi e sperare che le persone ci notino. Unirsi alla community significa partecipare. Dobbiamo corteggiare i nuovi clienti, e rendere felici quelli attuali.

Kirtsy e altri social network di nicchia. Sapevate che esiste un sito Web di notizie rivolto a donne chiamate Kirtsy? Per qualsiasi interesse nel mondo, c’è una community online. Dobbiamo solo aprire bene gli occhi. Kirtsy è un social network, ci sono forum e persino gruppi Yahoo! Il nostro mercato di riferimento potrebbe nascondersi in un forum di nicchia da qualche parte là fuori. Iniziamo a scavare!

Location. Quale sarà il futuro dei social media? Le posizioni continueranno ad evolversi, ma stiamo vedendo che le connessioni faccia a faccia hanno un ruolo anche nel marketing dei social media.

Marketing Beyond the Social. Il social media marketing non è una panacea. Da solo non è l’unica soluzione di marketing. Esistono annunci stampa / TV, SEO, PPC, email marketing, posta ordinaria…
La portata del marketing dovrebbe essere un po’ più ampia di quella su Twitter e Facebook.

Nurture Perception. Le aziende hanno quasi paura di una conversazione con i clienti per i potenziali impatti negativi del coinvolgimento. Sono particolarmente preoccupate quando le persone parlano male di loro, hanno una percezione negativa. Se vogliamo costruire relazioni vere, dobbiamo andare oltre questa paura. Potremmo non essere in grado di cambiare le percezioni che hanno di noi dall’oggi al domani, ma possiamo certamente coltivarle e dare ai clienti motivi per darci una possibilità in futuro.

Opt-in, non out. Quando qualcuno stringe amicizia su un social network non significa che possiamo tempestarlo di messaggi non richiesti. Questo fa esplicito riferimento alle connessioni LinkedIn o Facebook che ci danno accesso a rapporti diretti con le persone e ai suoi contatti, in primis l’indirizzo email. Il fatto di avere questi dati non significa che tutti vorranno le nostre newsletter. Una relazione non è un’iscrizione alla newsletter, ma è spam.

Participation is Marketing. Questa espressione è stata coniata da Chris Heuer, e ci vuole dire che quando le aziende si mostrano sui social media, e lo fanno perché vogliono effettivamente essere membri, non commercianti, la loro pura presenza e attività sul servizio si traduce in marketing. Essere davvero coinvolti, essere noi stessi, ci farà avere veri follower e futuri clienti.

Queen. Questo è il marketing, secondo Gary Vaynerchuk. Il contenuto è re, ma il marketing è la regina. Il contenuto da solo non è abbastanza. Il blog è scritto bene, ma se non abbiamo intenzione di commercializzare quei post sul blog, potrebbe essere tutto vano.

Reputation Management. Se abbiamo trovato un risultato di ricerca negativo sul nostro brand, il social media marketing potrebbe aiutarci. Creando profili social, aggiornando regolarmente i contenuti e partecipandovi attivamente, potremmo ridurre le menzioni negative.

Simplify with tools. Gli strumenti che aiutano in particolare a consolidare le azioni sui social network in un’unica posizione sono molto utili. I tool aiutano a tenere traccia dei dati, dell’andamento delle campagne, forniscono aggiornamenti quando qualcuno parla di noi.

Time. Il successo dall’oggi al domani non esiste. Possiamo creare campagne virali, che scuotono davvero, ma alla fine è un investimento in termini di tempo. Mentre alcune campagne sono formulate per trasmettere e promuovere rapidamente sui canali social, il vero marketing sui social media si riferisce alla costruzione di relazioni con clienti. Ci vuole tempo.

Understanding Community. Imparare le regole, il linguaggio di chi ci segue, le loro abitudini, i desideri e le attitudini. Non possiamo avere successo senza capire la nostra community.

Value. Il valore aggiunto deriva dall’iniezione di pensieri, opinioni e sentimenti. Si tratta di dare agli altri un’istruzione e lasciare qualcosa su cui riflettere.

Word of mouth. I social media sono una parte importante del passaparola. Dopotutto stiamo usando i social media per parlare, e per convincere gli altri a parlare di noi. Le persone ascoltano i consigli dei loro amici.

Xperiment. Non è proprio una parola. Ma sperimentare è fondamentale per il successo. Possiamo sempre eseguire alcuni test, ottenere un feedback e vedere a che punto è la nostra strategia, se funziona o meno. Usiamo i feedback per migliorare o per andare avanti. E non dobbiamo temere il fallimento perché è sempre un’opportunità per crescere e fare meglio la prossima volta.

YouTube. Non ignoriamo YouTube come potenziale mezzo di marketing per la nostra azienda. I video ci permettono di essere creativi e di esprimerci al meglio.

Zelante. Devi esserlo per usare al meglio una Social Media Strategy. Mettiamola in questo modo: i social media manager di maggior successo sono appassionati di ciò che rappresentano e del potere del marketing.

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