In questa intervista a Luca De Berardinis, SEO Manager in Sandhills Italy e docente del Corso SEO & SEM Energy di Ninja Academy, scopriamo perché tool e analytics non sono sufficienti a fare SEO e perché è necessario partire innanzitutto da una strategia costruita consapevolmente, per poi passare agli step successivi e migliorare il ranking del proprio sito.

La strategia prima degli strumenti

Google Search Console e Google Analytics: sono sufficienti questi due strumenti per iniziare a fare SEO?

«Google Search Console e Google Analytics sono due strumenti e, in quanto tali, dovrebbero essere al servizio della strategia SEO. Potremmo usarne altri, di altre aziende e fare comunque SEO.

La strategia di marketing è sempre invariante rispetto agli strumenti utilizzati. Quindi per fare SEO non solo non è sufficiente fare uso di questi due strumenti, ma non sono affatto i tool giusti da cui partire. Essi infatti vengono usati nella fase di monitoraggio della strategia, quindi per capire se stiamo andando nella direzione giusta, se ci stiamo posizionando per le keyword giuste e se il nostro sito riceve accessi dalle persone giuste.

Per fare SEO occorre ben altro:

● studiare le persone a cui desideriamo vendere i nostri prodotti;
● analizzare la domanda consapevole e quella latente
● scovare i principali competitor
● capire le parole chiave cercate dai nostri potenziali acquirenti;
● ottimizzare il sito sulla base delle keyword trovate;
● creare contenuti in grado di posizionarsi per le chiavi strategiche;
● monitorare posizionamento e visite ed agire di conseguenza.»

Ho un blog in WordPress e utilizzo Yoast per ottimizzare i miei contenuti, ma a volte il semaforino diventa rosso se uso troppo spesso la mia parola chiave nel testo. Si può ancora fare affidamento a questa indicazione o possiamo stare tranquilli anche se utilizziamo la keyword “SEO” un po’ più del consigliato in questa intervista?

«SEO Yoast è un ottimo strumento per WordPress; ormai è difficile trovare un sito fatto con questo CMS che non abbia installato il noto plugin SEO. Ci può aiutare ad ottimizzare i nostri contenuti e a scriverli un po’ meglio in ottica SEO ovvero tenendo in mente la o le parole per le quali desideriamo che l’articolo venga trovato su Google.

Tuttavia, essendo un software, tutto quello che ci suggerisce deve essere sempre preso con le dovute cautele. Anche per questo è importante fare prima un corso di formazione sulla SEO per capire bene quali sono i fattori che ci permettono davvero di posizionarci e quali invece sono superflui o comunque poco importanti.

In base alla mia esperienza posso dire che ho scritto diversi articoli nei quali il semaforino era rosso per qualche motivo ma, nonostante ciò, i miei articoli si sono posizionai su Google nella top 3. Questo per dire che occorre fare di tutto per rendere il semaforino verde, ma qualora non dovessimo riuscirci, quello che conta davvero è scrivere contenuti utili, originali e che siano facilmente leggibili dal lettore.

Un altro suggerimento che posso dare è quello di non usare troppe occorrenze della stessa parola chiave principale ma cercare di sfruttare tutti i sinonimi e tutti i modi di dire riconducibili allo stesso concetto».

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SEO Strategy – Essere primi su Google”

Keyword, meta tag e ranking

Qual è il primo passo da fare quando analizzo un sito web che voglio ottimizzare in ottica SEO?

«Quando decido di ottimizzare un sito web in ottica SEO è perché ho visto che il sito non è visibile per alcune (o per tutte) keyword strategiche per la mia attività. Quindi il primo step da compiere è quello di studiare le parole chiave giuste e andare a vedere – per esempio – se queste parole sono presenti nelle meta informazioni delle pagine del sito.

Quindi occorre controllare tag title, meta description, URL, H1 e Alt Tag delle immagini cercando di fare in modo che questi campi contengano la focus keyword. Per fare questi controlli possiamo usare strumenti come Screaming Frog o simili».

Se invece devo trasferire il mio sito su un nuovo dominio, a quali aspetti devo stare più attento e quali sono i rischi?

«Quando trasferisco il mio sito su un nuovo dominio devo comunicare a Google questa variazione attraverso lo strumento “Cambio indirizzo” di Google Search Console.

Inoltre, tutte le pagine già indicizzate su Google dovranno essere reindirizzate alla corrispondente nuova versione tramite la direttiva SEO “Redirect 301”. Con quest’ultima risolviamo due problematiche:

● garantiamo che chi trova il sito su Google veda la nuova versione sul nuovo dominio
● conserviamo il posizionamento acquisito dal vecchio dominio sul nuovo

Senza l’operazione di Redirect permanente, il rischio è quello di vedere crollare le visite dalla ricerca organica di Google».

Vendo online con un sito multilingua e mi accorgo che molte ricerche arrivano dall’estero, posso cambiare qualcosa della mia SEO strategy?

«Quando molte visite arrivano dall’estero vuol dire che ho fatto un buon lavoro di ottimizzazione SEO per i paesi stranieri dai quali desidero ricevere visite interessate ai miei prodotti.

Tuttavia, se dovessi accorgermi che un certo paese mi porta più visite di un altro, potrei iniziare a potenziare la visibilità per quella nazione incrementando i contenuti ottimizzati per le ricerche provenienti da quella zona.

Ci sono inoltre alcuni accorgimenti SEO da implementare sul sito per migliorare il ranking nei paesi esteri. Ma di questo parlerò più approfonditamente durante il corso online in SEO&SEM Energy di Ninja Academy».

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