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Cosa sapere per creare e gestire una pagina Facebook in modo professionale

Cosa sapere per creare e gestire una pagina Facebook in modo professionale

Con circa 2,45 miliardi di utenti mensili e 1,62 miliardi di persone che accedono ogni giorno, Facebook è di gran lunga il social network più popolare.

La sua evoluzione negli anni l’ha trasformata da piattaforma per connettersi con persone lontane, a uno degli strumenti di marketing più potenti a disposizione delle aziende, soprattutto considerando le ampissime possibilità di raggiungere gli utenti ideali grazie alle potenzialità infinite di Facebook Ads.

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gestire una pagina facebook

Se stai iniziando a configurare una nuova pagina Facebook per il tuo marchio, o desideri semplicemente sfruttare al meglio quella esistente, è probabilmente una mossa intelligente approfondire alcuni aspetti per gestire in maniera professionale l’immagine della tua azienda.

Tutti pensano che sia semplice gestire una pagina Facebook. Anche tu vero? In fondo si tratta semplicemente di scattare una foto, pubblicare un paio di post e aspettarsi che i lead e i clienti arrivino in maniera veloce ed automatica, giusto? Assolutamente sbagliato.

Se non stai creando una Pagina Facebook con una strategia globale per farti notare, apprezzare e coinvolgere dalla tua audience, le possibilità di generare effettivamente contatti e clienti sono praticamente nulle.

Abbiamo così compilato una breve guida con una serie di suggerimenti e strumenti per gestire in maniera professionale una pagina Facebook.

No al profilo personale. Si alla pagina aziendale

Il principio base da cui partire se stai approcciando al Facebook Marketing per la tua azienda è proprio questo.

Ci sono ancora tantissime attività che utilizzano profili Facebook personali per i loro marchi, anziché una vera e propria pagina aziendale di Facebook.

Questa è una pessima idea.

Se crei un profilo personale, non avrai la possibilità di utilizzare una serie di strumenti importantissimi per creare contenuti, analizzare i dati e fare advertising a pagamento fornite dalle business page di Facebook. Inoltre, gli utenti dovrebbero inviarti una richiesta di amicizia per interagire con il tuo marchio.

E se hai già creato un profilo personale per il tuo marchio? Niente paura, potrai convertirlo in una pagina aziendale.
Facebook copierà le tue informazioni, la foto del profilo e l’immagine di copertina. Inoltre, si potranno selezionare gli amici, i follower, le foto e i video da trasferire alla tua nuova pagina aziendale di Facebook.

Per farlo basterà seguire queste semplici indicazioni:

– Vai a questo link facebook.com/pages/create/migrate.
– Fai clic su “Inizia” e segui le istruzioni visualizzate.
– La tua nuova pagina aziendale di Facebook verrà pubblicata al termine del processo di conversione.

dashboard per gestire pagina facebook

Prenditi il tempo per curare l’aspetto visivo della tua pagina Facebook

Aggiungere un’immagine di profilo riconoscibile

Dopo aver scelto il nome e la giusta categoria per il tuo settore merceologico di riferimento potrai iniziare a curare l’aspetto visuale della tua pagina.

Partiamo dalla scelta dell’immagine di profilo, che deve sempre essere facilmente riconoscibile da parte degli utenti. Scegli un logo aziendale per un grande marchio, o una foto in primo piano se sei un libero professionista o un consulente.

Essere riconoscibili è importante per essere trovati e apprezzati, specialmente in ricerca Facebook. È ciò che appare nei risultati di ricerca, nella parte superiore della tua Pagina Facebook, l’immagine in miniatura che viene visualizzata accanto ai tuoi post nei feed delle persone. Quindi sceglila con cura.

Quando scegli una foto, tieni presente che Facebook cambia frequentemente le dimensioni dell’immagine, che puoi trovare in qualsiasi momento qui.

Scegli una copertina attraente

Importantissima è anche la scelta dell’immagine di copertina. Preferisci immagini o grafiche accattivanti, che presentino magari in poche righe il tuo payoff aziendale o la tua mission o esprimere la personalità del tuo brand.

Inoltre arrichiscila con una didascalia, come se stessi pubblicando un post, per introdurre la tua azienda o descrivere cosa stai promuovendo, inserendo anche un link che riporta alla tua landing page o sito aziendale.
Al momento della pubblicazione, le foto di copertina delle pagine vengono visualizzate a 820×312 pixel su computer e 640×360 pixel su smartphone.

compilare form per social media strategy

Compila la tab informazioni in maniera accurata

Compilare tutti i campi del profilo della tua attività potrebbe sembrare un gioco da ragazzi, ma rimarrai sorpreso dal numero di profili incompleti che ci sono su Facebook anche di brand importanti.

In poche parole, un profilo completo indica professionalità. Non solo un profilo ricco di informazioni aiuta a capire i tuoi follower sulla tua attività, ma ti consente anche di raccontare la tua storia.

Prenditi il ​​tempo per spulciare riga per riga tutte le opzioni per garantire che non ti manchi nulla. Ad esempio, assicurati di aver ricontrollato i seguenti elementi della tua pagina:

– Hai rivendicato e personalizzato l’URL della tua pagina (ad esempio, facebook.com/yourbrand rispetto a un URL generico e confuso)
– È stato selezionato un invito all’azione appropriato per la tua pagina in base agli obiettivi della tua attività (“Iscriviti” per l’attivazione di un’e-mail, “Ulteriori informazioni” per una pagina di destinazione, ecc.)
– Collegamenti appropriati al tuo sito Web e ad altri profili social
– Per le aziende locali, assicurati di aver fornito le tue informazioni essenziali come posizione, orari e categoria di attività.

Tutti questi dettagli sono importanti anche in ottica SEO. Googolando il nome della tua azienda, grande o piccola che sia, noterai che i tuoi profili social tenderanno a comparire nei primi tre risultati. Informazioni accurate renderanno più semplice farti trovare dai tuoi potenziali clienti.

Inizia a definire il tuo pubblico ideale su Facebook

Una volta definite le informazioni base della tua pagine è il momento di entrare nel vivo, iniziando a definire il nostro pubblico ideale, studiare a cosa sono interessati e quali pagine simili alla nostra seguono.

Per fare questo abbiamo uno strumento formidabile che Facebook ci mette a disposizione gratuitamente ed è Audience Insights.

custom audience per gestire pagina facebook

Questo strumento ci permette di analizzare sia il pubblico che già segue la nostra pagina, individuando pagine affini con il nostro pubblico suddivise per settore, sia analizzare tutti i dati presenti su Facebook scegliendo area geografica ed eventuali interessi affini al nostro brand.

Questo strumento è di fondamentale importanza nella prima fase di analisi per avere dati importanti sull’audience che vogliamo raggiungere.Quali pagine dei nostri competitor seguono? Quali sono le principali città da cui provengono questi utenti? Quali sono le loro caratteristiche demografiche?

Il consiglio prima di iniziare a pubblicare qualsiasi contenuto sulla tua pagina, è quello di fare un attenta valutazione dei dati che provengono da questa analisi.

Conoscere bene le affinità del pubblico per capire, a grandi linee, cosa potrebbe interessare ai nostri utenti e come comunicano eventuali nostri competitor. In questo modo sarà più semplice fare benchmark dei nostri competitor ed iniziare a buttare giù possibili idee per le nostre strategie.

Una volta che avrai individuato la tua nicchia utilizzando gli strumenti di Audience Insight, potrai salvare questo pubblico da utilizzare successivamente per le tue inserzioni.

Controlla le statistiche di Facebook

Se la tua pagine è già attiva da diverso tempo, potrebbe essere una buona idea analizzare le statistiche attraverso le principali metriche offerte da Facebook Insights.

insights per gestire pagina facebook

Facebook Insights mostra tutto, dall’analisi dei fan all’analisi dei contenuti.

Puoi controllare la copertura totale, le visualizzazioni totali della pagina, le visualizzazioni video e il modo in cui le persone hanno interagito con i tuoi contenuti. E non c’è limite al periodo di tempo dei dati. Puoi visualizzare i tuoi dati dal giorno in cui hai iniziato ed esportarli in formato Excel.

Sfortunatamente però non permette di effettuare audit competitivi. Puoi solo controllare i tuoi dati e non quelli dei tuoi concorrenti.

Imposta Facebook Messenger

Ora vai su “Impostazioni” e seleziona “Messaggi”.

Qui puoi personalizzare il tuo Facebook Messenger con risposte automatiche, messaggi di distanza e altri messaggi di saluto per garantire che i visitatori ottengano le informazioni di cui hanno bisogno quando provano a mettersi in contatto.

Ancora una volta, non esiste un modo corretto per avvicinarsi a Messenger.
Supponendo che tu sia un singolo o una piccola impresa, cerca di rispondere ai clienti in tempo reale, ma considera anche l’impostazione di FAQ per gestire semplici domande che puoi elaborare in seguito.

configurare impostazioni per gestire pagina facebook

Data l’importanza e la crescita dell’assistenza clienti sociale, non puoi permetterti di ignorare Messenger. Potrebbero essere necessari alcuni esperimenti per capire cosa includere nelle risposte, ma farlo in definitiva può aiutarti a trattenere più clienti.

Inizia a pubblicare i primi contenuti

Dopo aver sistemato le informazioni di base della nostra fan page e aver effettuato un audit per conoscere meglio il nostro pubblico ideale e aver definito una adeguata strategia di contenuti siamo pronti per pubblicare il nostro primo contenuto.

Una considerazione importante nella strategia di pianificazione dei contenuti di Facebook dovrebbe essere la frequenza con cui pubblichi e quando.

Se non pubblichi abbastanza frequentemente, non sembrerai affidabile o autentico. Dopo tutto, tu ti fideresti di marchio che non aggiorna la sua pagina Facebook da diversi mesi?

Dall’altro lato però pubblicare post con una frequenza troppo elevata potrebbe far trovare gli utenti che ti seguono inondati dai tuoi contenuti generando un effetto negativo.

Cerca quindi di trovare un giusto compromesso. Prima di pianificare un post potrebbe essere necessario creare un plan (chiamato Piano editoriale dei contenuti) delle varie pubblicazioni per avere sotto controllo quando pubblicare, gli argomenti che tratteremo, a chi si rivolgerà quel contenuto e quali obiettivi vogliamo raggiungere.

Sicuramente nelle prime fasi questo plan subirà costanti cambiamenti, soprattutto nel momento in cui analizzerai i risultati e capirai cosa è apprezzato e cosa meno dai nostri utenti.

Un importantissimo strumento per programmare i nostri post è Creator Studio di Facebook.

A cosa serve Creator Studio

Oltre che ha programmare i post sia su Facebook che su Instagram, Creator Studio offre una dashboard completa relativa a tutti i dati dei nostri account e dei vari contenuti pubblicati nel corso del tempo.

Potrai selezionare un contenuto a nostra scelta tra post, storie, video ed IGTV e scoprirne tutte le statistiche e le metriche principali, per capire il loro andamento e cosa ha funzionato meglio.

Ma non finisce qui. All’interno di questa dashboard si ha la possibilità di gestire e rispondere alla posta privata ricevuta nelle varie pagine, visionare e rispondere ai commenti, trovare delle tracce audio da aggiungere ai contenuti video.

Facebook Creator diventerà l’interlocutore principale per gestire i tuoi contenuti.

Amplia il pubblico della Pagina e le interazioni

Ora che la configurazione degli aspetti principali della nostra fan page è definita e abbiamo delineato la nostra strategia e iniziato a produrre i primi contenuti è arrivato il momento di aumentare la visibilità degli stessi e iniziare a raggiungere nuovi utenti.

Per farlo abbiamo diverse strade che possiamo percorrere.

Segreti per creare e gestire una pagina Facebook aziendale

Informa le persone sull’esistenza del tuo brand

Ci sono ancora alcune tecniche che ci permettono di utilizzare tutta la potenza organica di Facebook, per iniziare a creare un pubblico di persone che potrebbero essere interessate alla tua azienda.

Ecco alcune best practice:

Condividi la tua Pagina sulla tua sezione Notizie personale.

Parlandone ad tuoi amici e familiari. Nel tuo post, chiedi di mettere “Mi piace” alla Pagina e di condividerla con le persone che potrebbero essere interessate alla tua azienda.

Invita gli amici a mettere “Mi piace” alla tua Pagina.

Invita gli amici che potrebbero essere interessati alla tua azienda a mettere “Mi piace” alla tua Pagina attraverso l’apposito pulsante. Puoi anche inviare l’invito su Messenger personalizzandolo.

Interagisci come Pagina nei gruppi in target.

Un’altra tecnica da provare è quella di interagire in gruppi locali o in quelli relativi al tuo settore di appartenenza. In questo modo gli utenti di quella community vedranno i tuoi commenti e potranno essere incuriositi e cliccare sulla tua pagina. Non commentare con contenuti di poco valore o spam. Potresti avere l’effetto contrario o addirittura essere bannato da alcuni gruppi.

Utilizza le potenzialità Facebook Ads

Avendo una pagina Facebook, puoi pubblicare inserzioni per raggiungere diverse tipologie di obiettivi, e farle visualizzare su Facebook, Instagram, Messenger e in Audience Network al di fuori di Facebook.

creare una campagna su facebook

Per farlo basterà accedere a Gestione inserzioni, e scegliere tra differenti tipologie di obiettivi:

– Mettere in evidenza i post che hai creato dalla tua Pagina.
Questa opzione consente di aumentare la portata e la copertura di un post per farlo conoscere a più persone e aumentare le interazioni.
– Promuovere un post per rimandare le persone al tuo sito web.
In questo caso avremo un contenuto con un pulsante di call to action che rimanda le persone a una pagina specifica sul tuo sito web. Un ottimo modo per ottenere più visualizzazioni sul tuo sito web o indirizzare le persone a una landing page con delle offerte specifiche.
– Promuovere la tua Pagina.
Se invece l’obiettivo iniziale è quello di aumentare il numero di fan o di persone che mettono “Mi piace” alla tua Pagina, puoi pubblicare un’inserzione in linea con questo obiettivo utilizzando sempre la funzione i”Interazione” e poi cliccando su “Mi piace sulla pagina”.
– Promuovere la tua impresa locale.
Se invece la tua è una attività locale, puoi pubblicare un’inserzione per raggiungere le persone nel raggio della tua azienda. In questo modo avrai la possibilità di accrescere la notorietà e trovare nuovi potenziali clienti. Queste sono solo alcune delle tantissime funzioni offerte da Facebook Ads.

Al crescere della tua azienda, gli obiettivi delle tue campagne cambieranno. Se in una prima fase sull’acquisizione di nuovi clienti, in seguito, potrai incoraggiare le persone a effettuare un acquisto o a iscriversi alla tua newsletter.

social media strategy per facebook

Inizia un dialogo con i clienti attraverso i chatbot

Ormai hai ottimizzato la tua strategia di contenuti, hai fatto partire le principali inserzioni che ti hanno consentito di aumentare notorietà, visitatori sul web site e copertura della tua pagina.

Ora è arrivato il momento di supportare e coinvolgere i tuoi utenti in maniera rapida e diretta. Ed è qui che Facebook Messenger ci viene incontro attraverso l’utilizzo dei chatbot.

Un chatbot è un software programmato per interagire e comunicare in tempo reale con gli utenti su Messenger che in parte simula il comportamento umano nei tempi e nei modi di risposta.

Potrebbe essere anche in alcuni casi paragonata ad un app di email marketing. Una caratteristica importantissima per i Social Media Manager.
Infatti è possibile impostare l’invio di messaggi in base al numero di giorni, ore o minuti a partire da un trigger. Inoltre attraverso l’utilizzo delle app di creazione dei Bot possiamo segmentare in maniera precisa il nostro pubblico con diversi tag.

A differenza dell’email marketing, i chatbot garantiscono la sicurezza di avere delle conversazioni con utenti reali e non con email finte.

Quali sono le funzioni base di un chatbot da cui partire?

– Inviare un messaggio di benvenuto: saluta il tuo potenziale cliente e presenta la tua azienda.
– Dare risposte automatiche attraverso dei pulsanti di risposta automatica nella finestra di Messenger
– Creare liste di utenti che hanno interagito con il nostro bot. In questo modo possiamo far si che il nostro bot diventi una sorta di newsletter a cui inviare comunicazioni, news e contenuti.

Un chatbot di Facebook potrà­ aiutarci a snellire la comunicazione sulla fanpage, migliorare la produttività, essere da supporto al servizio clienti e incrementare le vendite.

gestire facebook e canali social

Infine, misura il successo dei tuoi sforzi su Facebook

Gestire professionalmente una pagina Facebook, significa anche essere bravi a tracciare i risultati analizzando i dati a nostra disposizione, delle varie attività poste in essere.

Il primo passo è partire da un’analisi generale dei contenuti pubblicati.

Attraverso Page Insights di Facebook, potrai tenere traccia delle metriche di coinvolgimento della tua pagina.

Qui, sarai in grado di analizzare i dati demografici del pubblico della tua Pagina, i dati demografici delle persone che interagiscono con la tua pagina e i tuoi post. Quest’ultimo è particolarmente utile per modificare la tua strategia dei contenuti e concentrarti nel pubblicare quello che funziona e meno di ciò che non funziona. Puoi accedere alle informazioni sulla tua pagina Facebook tramite la scheda nella parte superiore della pagina.

Controllo degli annunci di Facebook

Il controllo degli annunci di Facebook ti consente di mantenere le tue campagne ottimizzate su una piattaforma che richiede una supervisione continua per mantenere un forte ritorno.

Controllo degli obiettivi

Ogni campagna sponsorizzata che lancerai avrà un obiettivo specifico, che avrai precedentemente definito in base ai tuoi obiettivi di marketing (come il click-through sul tuo sito Web).

Se i tuoi obiettivi sono cambiati, assicurati di mettere più energia, tempo e denaro dietro le campagne con obiettivi in ​​linea con i tuoi obiettivi attuali.

Traccia le conversioni

Dopo aver definito gli obiettivi della campagna, controlla l’andamento delle conversioni generate da ciascuna campagna.

Vendite, abbonamenti iscrizioni alla newsletter e altri tipi di conversione possono diminuire quando una campagna pubblicitaria non è più aggiornata o in linea con le attuali tendenze del mercato.

Come sono i tassi di conversione? Le tue campagne stanno ancora mantenendo l’andamento di quando le hai lanciate? Se no, perché?

Non dimenticare inoltre di valutare anche quelle campagne che hanno come obiettivo l’aumento delle interazioni. Questi annunci possono fluttuare in un battito di ciglia e ovviamente non continuare a spendere soldi per un annuncio che non sta più convertendo gli utenti.

Controlla quali annunci performano meglio facendo A/B test

Per ottimizzare i tuoi annunci e capire quali funzionano meglio, sarebbe utile effettuare A/B test.
Puoi provare a testare diverse sfaccettature di una inserzione. Potresti ad esempio voler testare il copy della tua inserzione, oppure la creatività confrontando due annunci uno contro l’altro per determinare quale funziona meglio per un determinato obiettivo.

Se ad esempio desideri generare più clic sul tuo sito web, confronta i tuoi annunci e mantieni l’annuncio che genera il maggior numero di clic per il minor importo di denaro. Modifica le immagini, i titoli, il posizionamento e così via e controlla quali modifiche portano ai risultati.

Ora che conosci le basi di cosa significa gestire professionalmente una pagina Facebook, non ti resta che metterti all’opera.

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Le 7 regole di Veronica Gentili per gestire la tua Pagina Facebook

Le 7 regole di Veronica Gentili per gestire la tua Pagina Facebook

Veronica Gentili, Facebook Marketing Expert & Influencer e docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy, ci spiega tutti i fondamentali per costruire una presenza professionale ed efficace sul social più conosciuto al mondo.

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La pagina Facebook rappresenta in tutto e per tutto il volto della tua azienda nel social network più celebre al mondo, ecco perché curarne l’aspetto e il contenuto è di fondamentale importanza. Alcune persone vengono in contatto per la prima volta con il tuo brand proprio in questo spazio, altre lo ritrovano e quindi dobbiamo renderlo riconoscibile affinché l’esperienza con lo stesso sia coerente, qualsiasi punto di contatto abbiamo con la nostra audience.

In particolare, sempre più utenti si rivolgono ai brand attraverso i social per esprimere opinioni o per richiedere informazioni e assistenza, diventa quindi centrale fissare delle regole per ottimizzare i tempi di gestione e, naturalmente, gestire le richieste, i messaggi e i commenti in modo efficace e rapido. Vediamo insieme come.

come-gestire-al-meglio-le-pagine-su-Facebook

1. Presentarsi in modo coerente, chiaro e professionale con la Pagina Facebook

Sembra banale eppure sono tante le pagine che  non hanno scelto la categoria corretta, il giusto template per mostrarsi o, peggio, non hanno ottimizzato immagine di profilo e di copertina per le dimensioni richieste, con la conseguenza di essere scarsamente riconoscibili o comunque presentarsi in modo sciatto.

Come dice l’adagio non c’è una seconda occasione per fare una prima buona impressione, per cui dobbiamo necessariamente assicurarci non solo di aver riempito il più possibile e in modo corretto la sezione informazioni, ma anche di aver scelto la giusta struttura della pagina e impostato un’immagine di profilo e una di copertina ottimizzate e, soprattutto, ben visibili e comprensibili (specialmente se ci sono scritte!) da mobile.

Ricordiamoci inoltre di verificare che orari di apertura e indirizzo siano corretti, proprio perché viceversa rischiamo di confondere l’utente.. o mandarlo altrove.

2. Definire immediatamente ruoli e responsabilità

Spesso, anche nella gestione di pagine di piccole attività, ma a maggior ragione su pagine di brand più strutturati, sono coinvolte più persone, tra chi si occupa di generare i contenuti, chi di gestire le campagne, chi di rispondere ai messaggi, etc.

Il consiglio è quello di stabilire sempre all’inizio della collaborazione/presa in carico della pagina o apertura della stessa chi si occupa di cosa, naturalmente per iscritto.

In genere la voce “Ruoli e responsabilità” è contenuta nel Social Media Plan nella sezione relativa alla Social Media Policy interna e va appunto a definire chi è responsabile (e magari in quali tempi) di gestire le conversazioni e chi è addetto ad altre mansioni, in modo che il lavoro scorra fluido, non ci siano aree di sovrapposizione e, soprattutto, fraintendimenti ed errori. Così facendo, evitiamo che un messaggio resti senza risposta perché “pensavo rispondesse X” o peggio che un commento riceva doppia risposta perché intercettato da due membri del team.

migliorare Pagina Facebook azienda

3. Impostare fin da subito le risposte automatiche

Fare una buona Social Care non è più un’opzione, ma un obbligo per chiunque decida di essere presente nei social, ecco perché è fondamentale settare subito tutte le funzionalità che ci permettono di gestire le comunicazioni con gli utenti in modo rapido ed efficace.

Dalle risposte automatiche allo Stato di Assenza, Facebook ci mette a disposizione un bel po’ di tool gratuiti per ottimizzare i tempi di gestione e offrire un buon servizio a chi decide di interagire con il nostro brand, implementiamoli e lasciamoci aiutare!

Importante è anche stilare una lista delle domande frequenti che ci aspettiamo e relative risposte, in modo anche qui da rispondere velocemente senza inutili scambi di email o telefonate con capi, clienti e colleghi. È anche possibile salvarle così da reperirle “al volo” quando ci arrivano le domande via messaggio privato con la funzionalità Risposte Salvate.

4. Definire la Social Media Policy esterna

Che succede se una persona nei commenti condivide in chiaro i propri dati sensibili? Se ne offende un’altra? E se qualcuno pubblica post palesemente commerciali e autoreferenziali nel nostro spazio?

Ci serve una Social Media Policy esterna, in modo da spiegare cosa è possibile fare e cosa no nella nostra pagina, come gestiamo i dati sensibili delle persone, cosa accade quando vengono violate le regole che abbiamo stabilito. La Policy può essere pubblicata come link nella descrizione presente nella tab Informazioni oppure per esteso sempre nello stesso spazio, ma c’è anche la possibilità di creare una nota per mostrarla: qui puoi vedere come La Stampa abbia optato per l’inserimento nelle note, mentre per esempio IKEA ha preferito usare una tab personalizzata (ricorda però, in questo caso non è visibile da mobile!). Un altro aspetto importante che puoi approfondire in questo articolo.

5. Scegliere una Social Voice ben definita

Chiunque parli a nome del brand nei social, sia attraverso i post che attraverso le conversazioni con gli utenti, rappresenta in tutto e per tutto l’azienda stessa e, proprio come un attore, ne deve assumere i modi, i toni e il linguaggio.

Ecco perché è molto importante definire la personalità del brand, la voce, in modo che sia coerente in tutte le comunicazioni (e non cambi a secondo di chi in quel momento gestisce la pagina o, peggio, del  nostro umore) e racconti l’azienda stessa in modo omogeneo, ovviamente modulandone il tono in base alla circostanza. Quello della definizione della Social Voice è uno step molto delicato, che richiede uno studio attento del brand, dei valori di cui si fa portatore, della personalità e del mood che lo caratterizza per trasportarlo nei social, ma che va fatto.

Per definire la Social Voice puoi partire da alcune semplici domande come:

– se il tuo brand fosse una persona, che tipo di persona sarebbe?
– qual è il linguaggio della tua target audience? Quale quello del tuo brand?
– cosa lo rende unico e diverso da brand simili?

ottimizzare Pagina Facebook aziendale

6. Analizzare periodicamente le performance della Pagina Facebook

Sembra scontato ma non lo è, fare un’analisi periodica (settimanale o mensile) delle attività, valutarne  le performance e aggiustare il tiro in base alle evidenze e, soprattutto, in base agli obiettivi che abbiamo.

Perché la nostra attività su Facebook abbia un senso infatti è necessario avere degli obiettivi specifici e orientati al business e monitorarne il raggiungimento.

Per capirci: mentre acquisire X traffico qualificato, Y contatti, generare vendite o anche raggiungere e coinvolgere una determinata target audience in uno specifico lasso di tempo possono essere considerati obiettivi “di valore”, raggiungere Z fan o like non lo sono.

Dobbiamo ricondurre le nostre attività a metriche concrete, anche perché, come dico spesso, le bollette a fine mese non le paghiamo con i “mi piace” e proprio per questo dobbiamo analizzare periodicamente i risultati raggiunti e i test fatti per capire come migliorare e dove stiamo andando.

7. Valutare l’utilizzo di Social Media Tool esterni

Gestire pagine che generano molte interazioni o tanti contenuti, come per esempio avviene per i brand del settore notizie, può essere un lavoro davvero molto intenso e, ahimé, con alti margini di errore.

Ecco perché quando ci si approccia alla gestione di una pagina Facebook è cruciale valutare fin da subito e a seguito di un’analisi se è necessaria l’implementazione di uno strumento a pagamento esterno, sia esso per gestire messaggi e commenti, assegnarli all’interno del team o per programmarne i contenuti e analizzarne le performance.

Possono sembrare solo delle spese in più, ma in realtà si tratta di investimenti che permettono di ottimizzare i tempi, ridurre il margine di errore (come sai, è facile “perdere i pezzi” nel mare di notifiche di Facebook) e avere un maggiore controllo su azioni e processi. Lo stesso Facebook sta via via fornendo sempre più strumenti per facilitare il Community Management e la produzione e programmazione dei contenuti, vedi Creator Studio, ma al momento le funzionalità, per quanto gratuite, sono piuttosto limitate.

Gestire la pagina Facebook in modo professionale è tutt’altro che un gioco: richiede analisi, pianificazione, attenzione costante alle nuove funzionalità e la messa in campo di una serie di procedure per ottimizzare i tempi di lavoro e facilitare i processi, soprattutto se ci lavorano più persone. Inizia dal definire chi è il brand, come vuole presentarsi e quali risultati vuole ottenere, poi definisci gli step e le regole per poter raggiungere gli obiettivi, verrà molto più facile.

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Social Media Strategy dalla A alla Z: le parole da non dimenticare

Social Media Strategy dalla A alla Z: le parole da non dimenticare

Alzi la mano chi non sbircia più volte al giorno i propri canali social. Non si tratta soltanto di curiosità, ormai è diventato quasi un gesto automatico. Prendiamo lo smartphone dalla borsa per guardare l’ora, e ci imbattiamo in un video divertente, commentiamo un post su Facebook, una storia della nostra migliore amica su Instagram e, ovviamente, ci dimentichiamo di vedere che ore sono.

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I social media fanno parte della nostra quotidianità da diversi anni ormai, sono una costante della nostra giornata e noi, insieme a loro, stiamo cambiando. Sono cambiati i modi di comunicare, di interfacciarci col mondo, di documentarci. I social nascono e si evolvono più veloci che mai. Corrono con gli utenti per assecondare le proprie esigenze, e talvolta i loro capricci. La rivoluzione digitale ha modificato il nostro tempo, accorciato spazi fisici e mentali, abbracciando ogni campo, da quello personale a quello lavorativo.

Chi gestisce un’azienda è consapevole dell’importanza dei canali social, e sa che deve curare la propria presenza sul web, se vuole esistere davvero ed essere riconosciuto. Fateci caso, quando scopriamo un nuovo brand, sentiamo parlare di un prodotto di un marchio sconosciuto da un amico, la prima cosa che facciamo è cercarlo in rete, specialmente sui social. Se non troviamo nessun tipo di notizia inerente ad esso, non ci fidiamo e passiamo avanti. Siamo così abituati a fare ricerca con i nostri smartphone e i nostri laptop, che se non troviamo nulla sull’oggetto dei nostri desideri, ci sentiamo delusi.

La domanda è: i social aiutano davvero le aziende a vendere?
La risposta è sì, aiutano i brand a comunicare col pubblico già fidelizzato, permettono di farsi conoscere anche a chi non l’ha mai sentito nominare e permette dei feedback immediati. Ciò non vuol dire che un marchio deve creare un account su ogni piattaforma social, perché ognuna di essa ha un suo linguaggio e un pubblico a cui parlare.

Prima di tuffarsi nel magico mondo dei social, ogni azienda dovrebbe fare delle considerazioni essenziali. Scopriamole insieme!

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1.Strategia di marketing sui social media

Quando un’azienda decide di cimentarsi per la prima volta con i social, deve tener presente il proprio pubblico di riferimento, perché in base ad esso saprà dove e come muoversi. Per esempio se è una società che ha come maggior acquirenti i millennial, le converrà creare un profilo su Instagram e applicare una strategia di marketing basata su immagini impattanti e testi concisi. Bisogna conoscere i propri clienti e potenziali tali. Bisogna parlare il loro linguaggio per farsi capire davvero.

Un brand che vuole creare un rapporto reale e duraturo con i propri follower deve avere una strategia di marketing vincente e seguirla passo passo. Possiamo suddividerla in 8 punti:

– Impostare obiettivi reali sui social media in linea con gli obiettivi aziendali
– Conoscere i propri follower
– Osservare le strategie dei propri competitor
– Analizzare e verificare i dati realmente importanti
– Ottimizzare gli account esistenti
– Creare un piano editoriale
– Monitorare e valutare costantemente la propria strategia
– Condividere gli obiettivi e le idee con il proprio team

1.1 Impostare obiettivi reali sui social media in linea con gli obiettivi aziendali

Il primo passo per creare una strategia di marketing sui social media è stabilire obiettivi e traguardi. Dobbiamo capire cosa vogliamo dai social media in generale. Senza obiettivi, non possiamo misurare il successo o il ritorno sugli investimenti (ROI) dei social media.

Un consiglio è quello di iniziare da obiettivi più piccoli che ci consentiranno di ridimensionare i nostri sforzi in modo ragionevole e conveniente.

1.1.1 Obiettivi SMART

Ognuno dei nostri obiettivi deve essere SMART:

– Specifico
– Misurabile
– Raggiungibile
– Pertinente
– Time-bound

Con gli obiettivi SMART, ci assicureremo di raggiungere risultati di business reali, piuttosto che solo ideali. Stabilire obiettivi concreti significa anche ridimensionare i propri sforzi in modo conveniente, evitando alcuni errori.

1.1.2 Aumentare il coinvolgimento dei follower

Troviamo modi per attirare l’attenzione dei nostri attuali follower. Non pubblichiamo solamente messaggi promozionali, ma sperimentiamo diversi contenuti. Conversiamo con i nostro clienti.

Un esempio? Promuoviamo contenuti e hashtag generati dagli utenti. Una cosa semplice come porre una domanda può aumentare il tasso di coinvolgimento

Attirare nuovi follower invece significa trovare modi per presentare il nostro marchio a persone che non ne hanno mai sentito parlare.

Crescere il proprio pubblico significa anche scoprire conversazioni sulla nostra attività. Scavare a fondo nei canali social è quasi impossibile senza monitorare e tener presente le parole chiave, frasi o hashtag specifici.

Attraverso un più efficiente targeting, possiamo raggiungere il pubblico principale molto più velocemente.

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1.2 Conoscere i propri follower

Conoscere chi è il proprio target di riferimento e cosa vuole vedere sui social è la chiave per creare contenuti che le persone vorranno, commenteranno e condivideranno. Questa conoscenza è fondamentale anche per pianificare come trasformare i fan dei social media in clienti per la propria azienda.

Entrano in gioco le personas, ossia quelle figure “inventate” che rappresentano le diverse tipologie di utenti di una determinata azienda. Ad esempio, un marchio di vendita al dettaglio potrebbe creare personas diverse in base ai dati demografici, alle motivazioni di acquisto, alle obiezioni di acquisto comuni e alle esigenze emotive di ogni tipo di cliente.

Le personas affinano le tattiche di marketing, permettendoci di capire che tipo di campagne realizzare per rivolgersi ai desideri e alle motivazioni reali dei nostri acquirenti.

1.2.1 Raccogliere dati

Non dobbiamo ipotizzare, ma basarci sui dati reali. L’analisi dei social media può anche fornire moltissime informazioni preziose su chi sono i nostri follower, dove vivono, quali lingue parlano e come interagiscono con il nostro marchio.

Queste informazioni ci consentono di perfezionare la nostra strategia e di indirizzare meglio gli annunci.

1.2.2 Social media e utenti

Facebook e YouTube sono due piattaforme perfette per gli annunci, anche grazie alla loro base di utenti. La maggior parte degli iscritti ad Instagram sono millennial o fanno parte della Gen Z, ciò significa che le aziende devono pubblicare contenuti audaci che trasudano personalità.

Le donne superano di gran lunga gli uomini su Pinterest, che vanta il più alto valore medio degli ordini per gli acquirenti social. La base utenti di LinkedIn è ben istruita, rendendolo un canale adatto agli approfondimenti, contenuti specifici del settore che potrebbero essere più complessi di quelli a cui siamo abituati a vedere su Facebook o Twitter.

Ciò cosa ci fa capire? Che nessuna piattaforma è adatta per tutti.

1.3 Osservare le strategie dei propri competitor

Possiamo imparare molto sulle strategie da adottare semplicemente osservando chi sono i nostri competitor e cosa fanno, sia nel bene che nel male.

L’obiettivo qui non è quello di copiare o rubare le idee degli altri, ma determinare cosa sta funzionando per loro e quali conclusioni possiamo trarre per adattare di conseguenza le nostre campagne.

Un esempio? Magari uno dei nostri competitor è molto attivo su Facebook, ma non su Twitter o Instagram. Potremmo approfittarne e concentrarci proprio su quei canali, rendendo più accattivante la nostra strategia rispetto a quella della concorrenza, imparando dai loro errori.

1.3.1 Come trovare i propri competitor sul web

Il modo più semplice per trovare i propri competitor è attraverso una semplice ricerca su Google, cercando le parole chiave, le frasi e i termini del settore più gettonati, e di conseguenza cercarli poi sui social.

Sbirciamo sui loro profili, annottiamo tag, contenuti, se si rivolgono a qualche influencer, e studiamo le loro campagne più riuscite. Dopo aver organizzato bene le idee, ottimizziamo la nostra strategia.

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1.4 Analizzare e verificare i dati realmente importanti

Condurre un audit, ossia una verifica della correttezza dei dati sui social media, ci aiuta a valutare se l’uilizzo dei social media sta funzionando, oppure no.

Se usufruiamo dei social media da un po’, dobbiamo chiederci:

– Che cosa funziona?
– Cosa non funziona?
– Chi sono i nostri follower?
– Quali piattaforme social utilizza il nostro settore di riferimento?
– Che differenza c’è tra noi e i nostri competitor sui social?

Una volta risposto a queste domande e raccolte tutte le informazioni, possiamo ripartire e pianificare una nuova strategia per migliorare i risultati.

L’audit ci darà un quadro chiaro dello scopo di ciascuno degli account esistenti. Se lo scopo di un account non è chiaro, meditiamo se cancellarlo oppure no. Potrebbe essere un account prezioso che necessita solo di un reindirizzamento strategico o potrebbe essere un account obsoleto che non vale più la pena curare.

Per decidere, le domande a cui rispondere sono:

– Il nostro pubblico è qui?
– In tal caso, come stanno usando questa piattaforma?
– Possiamo utilizzare questo account per raggiungere obiettivi aziendali significativi?

1.4.1 Tenere d’occhio le metriche giuste

Mentre le vanity metrics come retweet e like possono essere divertenti da condividere e facili da tracciare, è difficile dimostrare il loro vero valore.

Concentriamoci invece su obiettivi quali lead generati, referral al sito e tasso di conversione. Possiamo utilizzare campagne a pagamento per aumentare la consapevolezza del nostro marchio, ma anche misurare l’acquisizione e il coinvolgimento dei post organici.

Assicuriamoci di allineare i nostri obiettivi sui social media con la nostra strategia di marketing generale per mostrare più facilmente il valore del nostro lavoro.

1.4.2 Di quali metriche stiamo parlando?

La copertura del post è il numero di utenti che hanno visto il nostro post. Fino a che punto i nostri contenuti si stanno diffondendo sui social? Stanno effettivamente raggiungendo i feed degli utenti? Di fronte agli algoritmi organici in continua evoluzione, il rilevamento della copertura è più importante che mai.

I clic sui link sono fondamentali per capire come gli utenti si muovono e ci aiutano a capire cosa spinge la curiosità o incoraggia le persone ad acquistare un prodotto, o un servizio.

L’engagement è Il numero totale di interazioni sociali diviso per il numero di impression. Si tratta di capire chi ha interagito con un contenuto.

Quali sono gli hashtag più utilizzati sui nostri profili? Quali hashtag sono stati maggiormente associati al nostro marchio? O quali hashtag hanno creato il maggior coinvolgimento? Avere queste risposte può aiutare a definire il focus dei prossimi contenuti.

Like organici e a pagamento. Per canali come Facebook, l’impegno organico è molto più difficile da ottenere, motivo per cui molti marchi si rivolgono a Facebook Ads. Al contario ottenere like organici su Instagram non è così difficile. Conoscere queste differenze può aiutarci a pianificare sia la spesa pubblicitaria che il tempo da investire nei diversi formati.

Tutto ciò ci aiuta ad avere un’idea precisa di ciò che il pubblico pensa e dice del nostro brand.

1.5 Ottimizzare gli account esistenti

Quando abbiamo deciso quali canali social utilizzare, stenderemo le strategie per ogni profilo.

Potremmo decidere di utilizzare Twitter per il servizio clienti, Facebook per l’acquisizione dei clienti e Instagram per coinvolgere i clienti esistenti. È utile creare dichiarare una mission per ogni canale. Queste dichiarazioni ci aiuteranno a concentrarci su un obiettivo specifico per ciascun account su ciascun social network.

Se volessimo stabilire una funzione precisa ad ogni social, potremmo dire che:

– Facebook è il migliore per acquisire nuovi clienti tramite pubblicità a pagamento.
– Instagram è ottimo per fidelizzare l’affinità del marchio con i clienti esistenti.
– Twitter è il luogo in cui coinvolgere gli influencer della stampa e del settore.
–  LinkedIn è il luogo in cui coinvolgere i dipendenti esistenti e attirare nuovi talenti.
– YouTube è il canale in cui supportare i clienti esistenti con contenuti educativi e con video tutorial.
– TikTok è il luogo in cui distribuire contenuti per sensibilizzare i consumatori più giovani.

1.5.1 Scovare account fake

Durante il processo di verifica, potremmo scoprire degli account fake che utilizzano il nome del nostro brand o si rifanno in modo inappropriato ai nostri prodotti.

Questi account impostori possono essere dannosi per l’azienda e vanno assolutamente segnalati.

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1.6 Creare un piano editoriale

La condivisione di ottimi contenuti è essenziale, ovviamente, ma è importante disporre di un piano editoriale per condividere i contenuti e ottenere il massimo impatto.

Il calendario dei contenuti dei social media deve anche tenere conto del tempo che trascorreremo interagendo con il pubblico.

1.6.1 Creare un programma di pubblicazione

Il calendario dei contenuti social elenca le date e gli orari in cui pubblicheremo i contenuti su ciascun canale. È il luogo perfetto per pianificare tutte le attività sui social, dalle immagini alla condivisione dei link, ai post e ai video.

Il calendario garantisce che i post siano distanziati in modo appropriato e pubblicati nei momenti ottimali.

1.6.2 Tracciare i contenuti per ogni canale

Il piano editoriale deve riflettere la mission che abbiamo assegnato a ciascun profilo social, in modo che tutto ciò che pubblichiamo funzioni per supportare gli obiettivi aziendali.

Facciamo un esempio:

– Il 50% dei contenuti indirizzerà il traffico verso il blog
– Il 25% dei contenuti sarà curato da altre fonti
– Il 20% dei contenuti supporterà gli obiettivi aziendali (vendita, generazione di lead)
– Il 5% dei contenuti riguarderà i dipendenti e la cultura aziendale

Se abbiamo cominciato da poco e non siamo certi di quali tipi di contenuti pubblicare, proviamo la regola 80-20:

– L’80% dei post dovrebbe informare, educare o intrattenere il pubblico
– Il 20% può promuovere direttamente il marchio

Oppure possiamo adottare la regola dei terzi:

– Un terzo dei contenuti social promuove l’attività, converte i lettori e genera profitto
– Un terzo dei contenuti social condivide idee e storie di leader di pensiero nel nostro settore o attività simili
– Un terzo dei contenuti social riguarda interazioni personali con il pubblico

Una volta impostato il calendario, utilizzeremo gli strumenti di pianificazione per preparare la pubblicazione in anticipo. Ciò ci consente di concentrarci sulla creazione del tono e del formato dei post.

1.6.3 Attenersi ai temi dei contenuti

Una delle sfide più difficili per i contenuti visivi è crearli quotidianamente. La costruzione di temi di contenuto è un ottimo approccio per scegliere cosa pubblicare.

Instagram è senza dubbio il miglior canale per i contenuti tematici dato che è totalmente visivo. Attenersi a un tema semplifica la creazione del calendario.

Per esempio, è possibile scorrere ciclicamente tra meme, foto dei prodotti e contenuti generati dagli utenti, mantenendo una combinazione di colori.

1.6.4 UGC e contenuti interattivi

I contenuti generati dagli utenti consentono ai follower di fungere da amplificatori pubblicitari e forniscono un incentivo per i clienti ad interagire con il brand.

Che si tratti di utilizzare un hashtag o di pubblicare una foto, incoraggiare i contenuti dei clienti è una mossa intelligente per aumentare il tasso di coinvolgimento.

1.6.5 Utilizzare storie e video

I contenuti delle Storie su Instagram e Facebook diventeranno sempre più importanti. Le storie sono interattive e da non perdere. Arrivando prima ai feed dei follower rispetto ai post, possono aiutare il nostro account ad arrivare prima ai clienti. Dobbiamo inoltre riservare spazio ai video, sia brevi ma anche lunghi.

1.6.6 Rendere la tempestività una priorità

La tempestività è una strada a doppio senso. Non possiamo sempre aspettarci che i clienti rispettino i nostri ritmi e allo stesso modo, è fondamentale essere in grado di raggiungere e rispondere ai follower in modo tempestivo. Come fare?

1.6.7 Pubblicare nei momenti migliori

Quando siamo disponibili per interagire con i clienti?

Cerchiamo di assicurarci che i social media manager siano disponibili e pronti a rispondere a qualsiasi domanda o dubbio sul prodotto. È essenziale tracciare i momenti migliori per pubblicare post.

Tuttavia, è altrettanto importante impegnarsi dopo la pubblicazione.

1.6.8 Rispondere al più presto alle domande dei clienti

Non solo i clienti si aspettano risposte più rapide dai marchi, ma anche conversazioni significative e regolari. Attraverso i social media, avremo rispetto come marchio solo se saremo presenti, parlando con la nostra community. Ecco perché il customer care è così importante per chi desidera aumentare la consapevolezza col pubblico. Le aziende non devono mail lasciare i clienti in sospeso con le loro domande e i loro dubbi.

Tramite i giusti strumenti di monitoraggio dei social media, è possibile trovare istanze su tutti i canali per interagire, rispondere ai clienti 24 ore su 24. Il tempo medio di risposta di un marchio è di circa 10 ore, ma la maggior parte degli utenti ritiene che i marchi dovrebbero rispondere ai messaggi entro 4 ore.

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1.7 Monitorare e valutare costantemente la propria strategia

La strategia social è estremamente importante per la nostra attività e non possiamo pretendere che otterremo successo esattamente al primo tentativo.

Quando iniziamo a implementare il nostro approccio e a monitorare i risultati, potremmo scoprire che alcune strategie non funzionano come previsto, mentre altre funzionano ancora meglio del previsto.

1.7.1 Tracciare i dati

Oltre a utilizzare gli strumenti di analisi disponibili all’interno di ciascun social network, utilizzare i parametri UTM per tener traccia dei visitatori mentre si spostano nel nostro sito, in modo da poter vedere esattamente quali post social indirizzano la maggior parte del traffico sul di esso.

1.7.2 Rivalutare, testare e riconfigurare

Quando abbiamo a disposizione tutti i dati, utilizziamoli per rivalutare regolarmente la nostra strategia. Possiamo tener presente queste informazioni per testare diversi post, campagne e strategie. I test costanti ci consentono di capire cosa funziona e cosa no, in modo da poter affinare la strategia in tempo reale. I sondaggi possono anche essere un ottimo modo per scoprire se il nostro piano sta funzionando. Possiamo rivolgerci direttamente ai nostri follower per valutare se sono soddisfatti.

Le cose cambiano rapidamente sui social media. Emergono nuovi canali, mentre altri attraversano cambiamenti demografici, e anche la nostra azienda attraverserà periodi di rivoluzione. Senza analizzare continuamente il nostro modus operandi, non sapremo mai come una campagna è stata migliore, o peggiore rispetto a un’altra.

1.8 Condividere gli obiettivi e le idee con il proprio team

Per concludere, mai sottovalutare che la collaborazione è fondamentale per i social media marketer. Il modo migliore per comunicare le informazioni sono attraverso report condivisibili e di facile lettura. Condiviamo idee, obiettivi e traguardi raggiunti specialmente con il nostro team, per essere più allineati e più forti.

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2. Social Media Strategy dalla A alla Z

Dopo aver analizzato come strutturare una strategia di marketing sui social media, vediamo invece quali sono le parole da non dimenticare, dalla A alla Z.

Always be Listening. Sii sempre in ascolto. I social media attirano perché è sono degli strumenti sorprendenti per ricerche di mercato gratuite. L’investimento da fare qui è soprattutto quello del tempo. Prendersi il tempo per ascoltare ciò che la gente dice della nostra attività.

Blogging. Chi ha detto che il blog è morto? Forse gli streamer hanno sostituito i blogger, ma quest’ultimi stanno tonando alla ribalta. Il blog aiuta a creare comunità, soprattutto tramite commenti, e a stabilire una leadership di pensiero, creare collegamenti al nostro sito Web, sia internamente, sia esternamente, quando alle persone piace quello che scriviamo e decidono di seguirci, procurandoci più traffico.

Customer Service. La lettera C potrebbe essere molte cose, come “contenuto”, “coerenza” e “comunità”, ma il servizio clienti è una parte importante dell’evoluzione dei social media e sta diventando sempre più evidente. Mostrare interesse nei confronti dei clienti e offrire realmente aiuto, migliora la percezione del proprio marchio da parte di esso.

Drive Leads through LinkedIn. La generazione di lead e l’acquisizione di clienti possono essere ottenute su LinkedIn, specialmente nello spazio B2B, purché restiamo attivi e coinvolgenti.

Engangement.Non è sufficiente trasmettere. Il coinvolgimento richiede una regolare interazione tra noi e gli altri. Parliamo di conversazioni, non trasmissioni. Siamo reattivi.

Friendship. I migliori social media marketing vedono i clienti come fossero dei veri e propri amici. Si impegnano, si preoccupano e rispondono tempestivamente alle loro richieste.

Goal. Per perseguire i nostri obiettivi, dobbiamo considerare la formula SMART per obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e tempestivi.

Human Business. L’idea è quella di costruire relazioni autentiche che mettano i clienti al primo posto prima di promuovere il prodotto o il servizio che offriamo. Pertanto è importante non perdere mai di vista il lato umano nel settore. Il social media marketing riconosce che questo spazio consente a milioni di persone di riunirsi virtualmente e comunicare tra loro.

Influence. I social media ci danno l’opportunità di esercitare influenza su clienti e potenziali clienti. Questa influenza si traduce spesso in interesse. Di conseguenza le persone vogliono ascoltarci davvero.

Join. Non è sufficiente sedersi e rilassarsi e sperare che le persone ci notino. Unirsi alla community significa partecipare. Dobbiamo corteggiare i nuovi clienti, e rendere felici quelli attuali.

Kirtsy e altri social network di nicchia. Sapevate che esiste un sito Web di notizie rivolto a donne chiamate Kirtsy? Per qualsiasi interesse nel mondo, c’è una community online. Dobbiamo solo aprire bene gli occhi. Kirtsy è un social network, ci sono forum e persino gruppi Yahoo! Il nostro mercato di riferimento potrebbe nascondersi in un forum di nicchia da qualche parte là fuori. Iniziamo a scavare!

Location. Quale sarà il futuro dei social media? Le posizioni continueranno ad evolversi, ma stiamo vedendo che le connessioni faccia a faccia hanno un ruolo anche nel marketing dei social media.

Marketing Beyond the Social. Il social media marketing non è una panacea. Da solo non è l’unica soluzione di marketing. Esistono annunci stampa / TV, SEO, PPC, email marketing, posta ordinaria…
La portata del marketing dovrebbe essere un po’ più ampia di quella su Twitter e Facebook.

Nurture Perception. Le aziende hanno quasi paura di una conversazione con i clienti per i potenziali impatti negativi del coinvolgimento. Sono particolarmente preoccupate quando le persone parlano male di loro, hanno una percezione negativa. Se vogliamo costruire relazioni vere, dobbiamo andare oltre questa paura. Potremmo non essere in grado di cambiare le percezioni che hanno di noi dall’oggi al domani, ma possiamo certamente coltivarle e dare ai clienti motivi per darci una possibilità in futuro.

Opt-in, non out. Quando qualcuno stringe amicizia su un social network non significa che possiamo tempestarlo di messaggi non richiesti. Questo fa esplicito riferimento alle connessioni LinkedIn o Facebook che ci danno accesso a rapporti diretti con le persone e ai suoi contatti, in primis l’indirizzo email. Il fatto di avere questi dati non significa che tutti vorranno le nostre newsletter. Una relazione non è un’iscrizione alla newsletter, ma è spam.

Participation is Marketing. Questa espressione è stata coniata da Chris Heuer, e ci vuole dire che quando le aziende si mostrano sui social media, e lo fanno perché vogliono effettivamente essere membri, non commercianti, la loro pura presenza e attività sul servizio si traduce in marketing. Essere davvero coinvolti, essere noi stessi, ci farà avere veri follower e futuri clienti.

Queen. Questo è il marketing, secondo Gary Vaynerchuk. Il contenuto è re, ma il marketing è la regina. Il contenuto da solo non è abbastanza. Il blog è scritto bene, ma se non abbiamo intenzione di commercializzare quei post sul blog, potrebbe essere tutto vano.

Reputation Management. Se abbiamo trovato un risultato di ricerca negativo sul nostro brand, il social media marketing potrebbe aiutarci. Creando profili social, aggiornando regolarmente i contenuti e partecipandovi attivamente, potremmo ridurre le menzioni negative.

Simplify with tools. Gli strumenti che aiutano in particolare a consolidare le azioni sui social network in un’unica posizione sono molto utili. I tool aiutano a tenere traccia dei dati, dell’andamento delle campagne, forniscono aggiornamenti quando qualcuno parla di noi.

Time. Il successo dall’oggi al domani non esiste. Possiamo creare campagne virali, che scuotono davvero, ma alla fine è un investimento in termini di tempo. Mentre alcune campagne sono formulate per trasmettere e promuovere rapidamente sui canali social, il vero marketing sui social media si riferisce alla costruzione di relazioni con clienti. Ci vuole tempo.

Understanding Community. Imparare le regole, il linguaggio di chi ci segue, le loro abitudini, i desideri e le attitudini. Non possiamo avere successo senza capire la nostra community.

Value. Il valore aggiunto deriva dall’iniezione di pensieri, opinioni e sentimenti. Si tratta di dare agli altri un’istruzione e lasciare qualcosa su cui riflettere.

Word of mouth. I social media sono una parte importante del passaparola. Dopotutto stiamo usando i social media per parlare, e per convincere gli altri a parlare di noi. Le persone ascoltano i consigli dei loro amici.

Xperiment. Non è proprio una parola. Ma sperimentare è fondamentale per il successo. Possiamo sempre eseguire alcuni test, ottenere un feedback e vedere a che punto è la nostra strategia, se funziona o meno. Usiamo i feedback per migliorare o per andare avanti. E non dobbiamo temere il fallimento perché è sempre un’opportunità per crescere e fare meglio la prossima volta.

YouTube. Non ignoriamo YouTube come potenziale mezzo di marketing per la nostra azienda. I video ci permettono di essere creativi e di esprimerci al meglio.

Zelante. Devi esserlo per usare al meglio una Social Media Strategy. Mettiamola in questo modo: i social media manager di maggior successo sono appassionati di ciò che rappresentano e del potere del marketing.

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Gli step da seguire per creare un piano editoriale originale ed efficace

Gli step da seguire per creare un piano editoriale originale ed efficace

Mariano Tredicini, Head of Social Communication & Web Analysis TIM e docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy, ci spiega da dove partire per realizzare un piano editoriale per i social media in grado di coniugare obiettivi di marketing, creatività e community.

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Il piano editoriale è lo strumento-chiave che consente di ottimizzare la tua content strategy, risparmiare tempo e ottenere performance migliori.

Perché avere un piano editoriale

In un’azienda, piccola o grande che sia, la comunicazione raccoglie input da parte di diversi stakeholder. C’è il marketing che potrebbe voler comunicare una certa promozione, l’istituzionale che vuole parlare dell’evento dell’anno, le risorse umane che desiderano fare employer branding sui social ecc.

È necessario, quindi, razionalizzare la mole di informazioni e le esigenze dei vari reparti, e scegliere cosa comunicare sui propri canali social in maniera strategica.

Il piano editoriale serve proprio a questo: a rendere efficace la tua comunicazione social ed evitare contenuti ridondanti e non pertinenti per la tua audience.

Ricorda, infatti, che i social sono uno dei touch point che si trovano all’interno di una strategia di comunicazione più ampia. Scegli quindi soltanto quello che ritieni rilevante per la tua community. Come? Partiamo dall’inizio.

piano editoriale per i social

First things first: gli obiettivi

Può sembrare scontato, ma non lo è. Molto spesso quando ci si trova immersi nel fiume degli eventi, delle news e dell’ultimo trend da cavalcare, si rischia di perdere di vista la cosa principale: i nostri obiettivi di comunicazione.

Cosa vogliamo generare attraverso la nostra attività editoriale? Vogliamo generare leads? Portare traffico ad un sito? Creare awareness sul nostro prodotto o servizio? Bene. Sulla base di ciò, andremo a selezionare la tipologia di contenuti migliori per i nostri scopi e a calendarizzarla.

Studia la tua audience

Naturalmente questi obiettivi sono strettamente collegati a quelli di marketing, ma i contenuti del piano editoriale andranno modulati sulla base degli interessi e delle reazioni della tua audience.

Gli analytics delle piattaforme social ci forniscono dati molto importanti sulle performance dei nostri post e anche sulle preferenze degli utenti. Partire, ad esempio, dallo studio dei dati demografici, può essere un buon inizio per comprendere a che tipo di pubblico ci stiamo rivolgendo.

Oltre ai dati provenienti dai tool di analisi prova ad andare oltre. Cerca di individuare i luoghi dove i tuoi utenti parlano di un determinato argomento in rete.

Forum, blog, gruppi Facebook, possono diventare strumenti potenti per carpire opinioni e necessità che possono aiutarti a migliorare i tuoi contenuti e anche fornire nuovi spunti creativi.

Organizza le pubblicazioni sia sul lungo che sul breve periodo

Una volta definita la tipologia di contenuti migliore per la tua audience, organizza un calendario di editoriale in due step.

Parti da uno scheletro di massima annuale, iniziando dalle cose facilmente prevedibili: festività, ricorrenze, giornate internazionali. Non è necessario essere presenti ad ogni occasione, ma solo a quelle veramente utili e pertinenti con il nostro brand.

Ad esempio: la Giornata internazionale del gatto (8 agosto) può non essere pertinente per un brand di telefonia, ma può invece essere un ottimo contenuto per un’attività di toelettatura per animali o uno store di pet food. Il Calendario delle giornate internazionali dell’Onu, può fornire diversi spunti utili.

Una volta definito questo macro-scheletro a lungo termine, consiglio di pianificare mensilmente i contenuti da pubblicare tenendo presenti, tra gli altri, anche gli eventi “imprevisti”.

Il real-time marketing è sicuramente uno strumento da sfruttare perché consente di creare un legame profondo con il proprio pubblico. Ma attenzione: non tutte le news sono adatte ad essere cavalcate. Il mio consiglio è di realizzare un’azione di instant o real-time marketing solo ed esclusivamente se esiste una brand connection tra il nostro prodotto e l’evento accaduto. Per quanto a volte la tentazione possa essere forte perché “tutti fanno così”, un real-time marketing fatto male può portare più danni che benefici.

content marketing plan

Sii originale

Una volta definito un piano editoriale che ti sembra funzionare, non sederti sugli allori. Usare sempre la stessa formula, seppur vincente inizialmente, può rischiare di annoiare sul lungo periodo.

Per innovare è importante tenersi sempre aggiornati sui trend di settore ed essere pronti a sperimentare. Ma cosa fare se ci si trova di fronte a un vuoto creativo? Può succedere, niente panico.

Il mio consiglio è: fai qualcosa che non c’entra niente con il tuo lavoro. Una passeggiata, un caffè con i colleghi, una lettura (non di marketing). Spesso è proprio nei momenti in cui si libera la mente che arrivano le idee più geniali.

Ok schedulare, ma sii flessibile

Un social media manager deve essere sempre “sul pezzo” non solo per conoscere i nuovi trend e realizzare attività di instant marketing, ma anche per capire quando è il caso di fermare o rivedere il proprio piano editoriale.

I tool che ci aiutano a schedulare in anticipo i nostri contenuti sono di grande aiuto: consentono di evitare refusi dell’ultimo secondo e di liberare tempo prezioso da dedicare ad altre attività più strategiche.

Ma attenzione: a volte si verificano eventi imprevisti che rendono i nostri post programmati non pertinenti o addirittura fuori luogo.

Un esempio: in occasione del 2 giugno la Juventus ha pubblicato sui social un post con una bella foto di un piatto di pasta in onore dell’Italia e dei suoi valori, tra cui appunto la cucina. Niente di male, direte voi. Purtroppo, nello stesso giorno è venuta a mancare la sorella dell’allenatore del Napoli Rino Gattuso. Tutte le squadre hanno rivisto i propri piani editoriali per esprimere un pensiero di cordoglio, mentre la Juve è andata avanti con il suo post programmato (come si intuisce dal software utilizzato per la pubblicazione Hootsuite), suscitando diverse critiche da parte dei tifosi.

piano editoriale

Crea il giusto mix di contenuti

Abbiamo detto che il piano editoriale è un concentrato di tanti input: quelli provenienti dal marketing, dalla comunicazione, dagli utenti. Per permettere a tutte queste istanze di essere rappresentate in maniera efficace, bisogna creare il giusto equilibrio di contenuti.

Ai post prettamente “promozionali”, vanno mixati altri per dare ritmo alla comunicazione e creare una relazione di fiducia con gli utenti. Ecco alcuni esempi:

– Post per creare Engagement.
Non tutti i post devono vendere. Realizza dei giochi o dei contenuti divertenti che possano ingaggiare gli utenti e mostrare un lato anche diverso e spensierato del tuo brand. Ad Halloween, ad esempio, abbiamo creato un gioco interattivo nelle Instagram Stories di TIM Official:

piano editoriale social
– Contenuti informativi ed educativi.
I contenuti informativi ed educativi servono a dare agli utenti gli strumenti necessari per comprendere perché il nostro prodotto o servizio è migliore di un altro, oppure possono servire a rispondere a domande ricorrenti e risolvere problemi comuni. Su TIM Business, ad esempio, pubblichiamo settimanalmente un video-giornale per tenere aggiornata la community sulle ultime novità dal mondo della tecnologia e dell’innovazione.

– Contenuti Storytelling.
Raccontare la storia del proprio brand, da dove vengono i propri valori e l’impegno che c’è dietro a ogni progetto è importante per rafforzare il legame con la propria community. Recentemente, ad esempio, sui canali di TIM, abbiamo condiviso il dietro le quinte dell’ultimo spot realizzato per celebrare i 206 anni dell’Arma dei Carabinieri.

piano editoriale social storytelling

Monitoria e ottimizza costantemente

Infine, una volta che si è trovato il giusto mix di contenuti, non resta che monitorare costantemente i risultati ottenuti ed essere pronti ad aggiustare il tiro quando necessario.

Realizzare una reportistica con frequenza mensile è senz’altro un buon punto di partenza per capire se si sta andando nella direzione giusta.

Attenzione però a non focalizzarsi sulle vanity metrics, avere tanti like e tanti commenti non vuol dire avere una pagina di successo. Prendi in considerazione le metriche che sono essenziali per il tuo business come i drive to site/app, le impressions, la reach.

Ma soprattutto non dimenticare i feedback degli utenti. Lo scambio con la propria community è la chiave per un piano editoriale di successo.

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Credits: Depositphotos #6006939 – #150261378 – #79158746 – #71584003 – #137948340

Social Media Advertising: tutti gli errori da non commettere con le campagne adv

Social Media Advertising: tutti gli errori da non commettere con le campagne adv

Il mondo del Social Media Advertising è un universo complesso, fatto di regole e strategie ma soprattutto tanta sperimentazione. Trovare il miglior compromesso tra budget, costo per acquisizione, giusto target e messaggi che funzionano, è sempre un percorso a ostacoli per ogni digital manager, una strada che necessita di continue modifiche alle campagne di advertising per non annoiare il pubblico o mostrare annunci troppo datati.

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errori social media advertising

Il lato positivo della pubblicità online è che quando sbagliamo qualcosa all’interno di una campagna non dobbiamo buttarla via totalmente: forse andremo a spendere un pochino di più, ma la maggioranza delle volte riusciremo a salvare la campagna e ottenere risultati con qualche giusta modifica.

Eppure, a volte le nostre campagne di Social Media Advertising continuano a non funzionare: come mai? Analizzando diversi annunci, abbiamo individuato alcuni degli errori più comuni che vengono commessi nella realizzazione di campagne sui social media.

Prima di dire che la tua strategia non funziona, quindi, controlla di non aver commesso uno dei 12 errori che abbiamo elencato in questa guida: un piccolo bignami di sbagli frequenti da tenere sempre sotto gli occhi, per ricordarsi cosa non fare quando si crea la propria campagna di digital advertising!

come non fare errori social media advertising

ABC: gli essenziali

1. Impostare un target non interessato al vostro prodotto

Tra i primi step di una campagna di Social Media Advertising c’è senz’altro l’impostazione del target.

Un passaggio a cui fare molta attenzione per non rischiare di rendere irrilevanti i nostri annunci per chi li vede. L’attenzione degli utenti su una campagna, infatti, viene catturata solo se i contenuti che vede sono correlati ai suoi bisogni, e se non lo sono li salterà velocemente, facendo perdere punteggio alla tua campagna.

Prima di pubblicare un annuncio sui social media, quindi, assicurati di aver identificato e inserito il gusto pubblico a cui mostrare i tuoi messaggi, affinché possa attirare gli utenti in linea con il tuo prodotto o servizio.

Il vantaggio di fare advertising attraverso i social è proprio la possibilità di targettizzare al meglio i propri annunci, affinché anche con poco budget i messaggi possano essere visti dalle persone giuste. Impegnati quindi non solo a farlo vedere a un numero sufficiente di persone, ma soprattutto agli utenti più in target con il tuo prodotto.

Per farlo, puoi aiutarti con Audience Insight, uno strumento gratuito di Facebook che ti permette di visualizzare gli interessi del tuo pubblico, i suoi dati demografici, ma anche quanto sono attivi su Facebook o quali dispositivi usano maggiormente. Inoltre, puoi anche pensare di utilizzare strategie esterne ai social per conoscere meglio il tuo target: ad esempio puoi creare un sondaggio per conoscere i loro dati demografici o ancora meglio i loro gusti, così da trovare con più facilità e in minor tempo le persone a cui mostrare i tuoi annunci.

2. Sbagliare obiettivo

Se pensi che il passo più importante di un annuncio sia la creazione dello stesso, ti sbagli! La cosa più importante di una campagna di Social Media Advertising è l’impostazione dell’obiettivo! Se sbagli a impostare l’obiettivo, infatti, farai fallire la campagna, con conseguente perdita di budget e di tempo.

Inserendo il gusto obiettivo, invece, sarà la piattaforma stessa a ottimizzare al meglio il tuo annuncio affinché arrivi alle persone interessate, il primo passo quando crei un ads è quindi avere ben chiaro cosa vuoi raggiungere, quali azioni vuoi far compiere agli utenti attraverso il tuo messaggio. Ad esempio puoi decidere di voler generare più vendere, o ottenere lead qualificati, oppure far aumentare la brand awareness del tuo marchio o aumentare il traffico al tuo sito web. Più chiaro sarà l’obiettivo, più pertinenti saranno i tuoi annunci, migliori saranno i risultati della tua campagna.

3. Mostrare sul mobile un annuncio non ottimizzato per il mobile

Se hai deciso di mostrare il tuo annuncio anche agli utenti che navigano da mobile – e ti consigliamo di farlo visto che la maggioranza delle persone accede sui social attraverso il proprio smartphone – ricordati di far sì che la campagna e la pagina di atterraggio siano ottimizzate per i dispositivi mobili.

Quando crei un annuncio o una landing page ricordati quindi delle possibili dimensioni dello schermo di chi guarderà, dell’orientamento e soprattutto cerca di rendere le pagine di atterraggio veloci, affinché anche una connessione mobile possa caricarne velocemente il contenuto.

non fare errori sui social media ads

Anche l’occhio vuole la sua parte: la composizione dell’annuncio

4. Fare errori grammaticali

Hai letto bene il testo del tuo annuncio? Ok, rileggilo. Solo perché il testo è breve, o perché sei sicuro di ciò che hai scritto, non significa che non potresti aver commesso errori grammaticali.

Cerca quindi di concentrarti molto sulle parole e di realizzare frasi ben costruite senza errori: un contenuto scritto male porterebbe non solo a non raggiungere l’obiettivo, ma anche a sicuri commenti negativi degli utenti, pronti a sottolineare l’errore e a fare screenshot sulla tua adv. Meglio evitare, no?

5. Dimenticare video e immagini

Non ti starai mica dimenticando del visual del tuo annuncio, vero? Se vuoi creare un annuncio perfetto nella tua strategia di Social Media Advertising, devi trovare le giuste immagini o video per raggiungere il tuo pubblico. Cerca di inserire sempre contenuti visual coerenti con il testo e, ovviamente, con il prodotto o servizio che vuoi andare a sponsorizzare, ma soprattutto utilizza immagini di qualità.

Con milioni di contenuto pubblicati ogni giorno, infatti, gli utenti devono essere catturati dall’immagine dei tuoi annunci, prima ancora di sapere di cosa si tratta. Se questa non riuscirà a colpire l’attenzione del pubblico, è difficile che cliccheranno sull’annuncio, perdendo così opportunità e potenziali clienti. Gli annunci in cui inserire immagini sono diversi: puoi scegliere quelli a immagine singola oppure gli annunci a carosello che ti consentono di inserire fino a 6 foto.

Qualunque sia la tua scelta, per rendere i tuoi annunci più coinvolgenti e accattivanti avrai bisogno della giusta immagine. Per stabilire se ciò che stai pubblicando è di qualità o no, chiediti: è coerente con il messaggio che voglio dare? Rispecchia il mio prodotto o servizio? Ha una dimensione tale da essere visibile su ogni dispositivo senza sgranare? Se le risposte sono tutte positive, puoi utilizzare l’immagine che hai scelto!

Un’altra cosa che spesso si sottovalutano sono i contenuti video: negli ultimi anni, infatti, i social stanno dando sempre più importanza ai contenuti animati e inserire un video nei tuoi annunci potrebbe essere un’opportunità per la tua campagna. Considera però che la maggioranza degli utenti guarda video da mobile e senza audio: crea quindi dei contenuti brevi e con i sottotitoli, in questo modo il contenuto sarà più apprezzato dal pubblico social!

6. Non curare il layout

Non tutti siamo creativi, ma quando creiamo una campagna di Social Media Advertising, dobbiamo esserlo! Se non sai utilizzare i programmi di graphic design, fatti aiutare da software online gratuiti di composizione grafica, come ad esempio Canva, per rendere i tuoi annunci più accattivanti visivamente.

ottimizzare campagne social media adv

Il giusto messaggio al giusto pubblico: la pianificazione

7. Mostrare l’annuncio a chi ha già acquistato

Ameno che non si tratti di remarketing per fare upselling, nulla infastidisce di più gli utenti di continuare a vedere per settimane l’annuncio di un prodotto che hanno già acquistato. Quando selezioni il tuo target, quindi, fai in modo di escludere le persone che si sono già interessate autonomamente – o attraverso un’altra campagna – al tuo servizio: ti permetterà di risparmiare budget, ottimizzare le conversioni e soprattutto non disturbare il tuo pubblico con un messaggio non desiderato.

8. Non stoppare un annuncio obsoleto

Quella promozione che scade domenica – ma oggi è lunedì, quel maglione perfetto per scaldare le tue giornate invernali – ma siamo ad aprile, quella puntata in tv che non potrai perdere – ma è già stata trasmessa.

Dimenticare gli annunci accesi, può essere un facile errore: evitatelo!

Settate la durata delle campagne o impostate degli alert sulle vostre agende per non dimenticare accesi i vostri annunci in eterno. Anche qui, potreste diventare facili bersagli dei vostri utenti e soprattutto continuare a spendere soldi su annunci ormai inutili perché datati: sarebbe un peccato per la vostra strategia!

9. Esagerare o dimenticare la personalizzazione

Le campagne di Social Media Advertising possono essere strutturate in molti modi, e gli strumenti per costruirle ci permettono di giocare molto con la personalizzazione. Ricordatevene, ma non esagerate!

Se infatti un messaggio totalmente generico può non arrivare al cuore degli utenti, un messaggio troppo personalizzato può spaventare e creare un senso di chiusura nei confronti del brand. Lo sappiamo, i social media hanno i nostri dati e così i brand, ma non vogliamo che ce lo sbattano in faccia ogni istante.

Cercate quindi di non dare la sensazione agli utenti di essere continuamente spiati o pedinati virtualmente ed evitate di essere troppo invadenti con gli annunci delle vostre campagne.

campagne di successo con il social media adv

La campagna non finisce quando la crei: test e ottimizzazione

10. Non usare il pixel per tracciare i tuoi annunci

Prima di lanciare ogni campagna, assicurati di aver impostato correttamente il pixel di tracciamento per raccogliere i dati della campagna.

Facebook in particolare, mette a disposizione degli inserzionisti un codice da inserire sulle pagine di atterraggio degli annunci per monitorarne le conversioni e le attività svolte dagli utenti: uno strumento molto utile per conoscere sempre di più il proprio pubblico e ottimizzare in modo preciso le proprie campagne, ad esempio personalizzando al massimo il testo per ottenere più click o creando segmenti di pubblico personalizzato in base ai visitatori del tuo sito.

11. Non testare un dato alla volta

Per migliorare il rendimento degli annunci della tua strategia di Social Media Advertising, è necessario sperimentare versioni diverse dei tuoi contenuti.

Ricordati però che per ogni test, è necessario scegliere una sola variabile da modificare: se ad esempio vuoi mettere a paragone due annunci, modifica prima solo il testo di una delle due, e dopo aver trovato il testo migliore modifica solo l’immagine.

Creando due annunci totalmente diversi, altrimenti, non saprai quale variabile funziona meglio e non potrai replicarla successivamente.

Alcune idee che puoi testare? Puoi partire scegliendo due target simili, ma non uguali, puoi provare diversi posizionamenti, ma soprattutto puoi scegliere di testare diverse creatività come il testo dell’annuncio o l’immagine o anche le pagine di atterraggio.

12. Non considerare la giusta durata della campagna

Per riuscire a ottimizzare al meglio una campagna di Social Media Advertising, è necessario che questa sia pubblicata per un periodo di tempo abbastanza lungo da raccogliere una quantità di dati interessanti. Se infatti necessiti di risultati immediati, potrai raggiungerli, ma le tue campagne non saranno mai davvero ottimizzate.

Prendi il tempo giusto per far sì che la campagna venga vista da un numero sufficiente di persone, e solo allora analizza i tuoi test e effettua le modifiche che ritieni necessarie. Cerca quindi di non stoppare o mettere in pausa le tue campagne fino a che non hai raggiunto un pubblico di almeno 2000 persone.

A questo punto, studia i dati ottenuti e scegli se continuare tenendo immutati i tuoi annunci o apporta le modifiche necessarie per migliorare ancora di più i risultati.

Per realizzare una buona campagna di Social Media Advertising, quindi, è necessario prestare attenzione a moltissimi errori e variabili. Infatti la pubblicità sui social ha l’enorme vantaggio di riuscire a metterti in contatto con le persone giuste, al momento giusto, spendendo il budget che hai a disposizione, tuttavia riuscire a emergere e a raggiungere i risultati sperati spesso non è facile e necessita di molta sperimentazione, studio e pazienza.

segreti per non fare errori sui social ads

I social continuano a inserire settimanalmente nuove funzionalità e modifiche ai propri strumenti, rendendo i software sempre più precisi, ma anche molto più complessi.

Se le tue campagne non raggiungono subito i risultati sperati, non disperare: per prima cosa controlla di non aver commesso nessuno degli errori sopra citati e continua a modificare e migliorare le tue inserzioni fino a che non troverai la formula magica giusta per il tuo business.

Ogni campagna infatti è a sé: gli annunci non possono essere standardizzati per tutti i prodotto o business, ma devono essere perfezionati caso per caso e con costanza, sperimentazione e astuzia riuscirai a rendere vincenti tutte le tue campagne di Social Media Advertising.

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Credits: Depositphotos #262678870 – #120765028 – #76990391 – #104049642 – #251672438 – #139914882 – #106965354

Tips per costruire una strategia di Social Media Advertising di successo nel 2020

Tips per costruire una strategia di Social Media Advertising di successo nel 2020

Francesco Colicci, Head of Advertising in Hootsuite/AdEspresso e docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy, ci spiega da dove cominciare per realizzare una strategia di advertising sui social, tenendo sempre presente che non sono solo gli annunci a fare la differenza ma l’intero ecosistema creato.

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Social media advertising

Nel contesto attuale dei Social Media la concorrenza è spietata. Ogni business sta spendendo sempre di più per farsi notare e, con i costi di acquisizione in aumento del 73% nei prossimi cinque anni, emergere e distinguersi diventerà sempre più complesso.

Una buona strategia di Social Media Advertising è uno dei migliori strumenti che hai a disposizione per aiutare il tuo brand a emergere in un contesto sempre più competitivo.

In questo articolo troverai alcuni consigli utili a definire la tua Social Media Advertising Strategy e a renderla il più impattante possibile sul tuo business, ma prima, è necessario fare una premessa.

Il successo di una strategia di adv non dipende soltanto dall’attività di adv propriamente intesa e cioè da quanto siamo tecnicamente bravi a creare e combinare tra loro ads sui social, ma dipende anche da fattori esterni ma connessi all’adv dall’ecosistema e dall’infrastruttura che abbiamo creato.

È utopistico pensare di generare buoni risultati con l’adv, creando campagne che rimandano ad una landing page non ottimizzata, ad esempio, o utilizzando contenuto di scarso valore o senza avere creato dei validi incentivi e magnet o senza utilizzare funnel che convertano.

L’advertising è l’attività che ti permette di dare una spinta a prodotti o servizi supportati da un ecosistema e una infrastruttura solidi, che funzionano e che stanno in piedi.

Vi sono dunque alcuni fattori esterni all’adv che ne determinano il successo o l’insuccesso – sono peraltro gli stessi fattori che anche io in AdEspresso/Hootsuite valuto nella fase di selezione dei clienti da inserire nei nostri programmi di managed services.

Quali sono questi fattori? Eccone qualche esempio:

– Il contenuto, la content strategy – Il contenuto che stiamo utilizzando è di valore? Esiste una content strategy organizzata e flessibile?
– Il sito web, le landing page, i funnel – sono ottimizzati? funzionano bene?
– Incentivi e magnet – Esistono dei validi incentivi e magnet a supporto dei tuoi ads?
– Esiste una community intorno al brand?
– Price point (low ticket, high ticket) – Il tuo prodotto/servizio è di valore? E il prezzo di vendita è ok per i social?

Fatta questa premessa, purtroppo devo darti una brutta notizia: la strategia perfetta non esiste e non esiste nessuna formula magica!

La buona notizia però è che esistono alcune azioni che possiamo implementare, alcune accortezze che possiamo avere, un approccio e un metodo che possiamo seguire, che possono permetterci di fare bene.

Ho provato a riassumere alcuni consigli, senza un ordine, per rendere la tua Social Media Advertising Strategy di successo.

come fare Social media adv

1. L’analisi del contesto è fondamentale

Prima ancora di definire una strategia adv, assume un ruolo importante l’analisi del mercato e del contesto. È fondamentale rivolgere il proprio sguardo al social media landscape attorno al proprio business per capire come generare l’impatto migliore, che tipo di contenuto funziona meglio, su quali canali, verso quali audience.

In questa attività ti aiuteranno due cose:

1. capire quali sono i competitor principali su un mercato di riferimento
2. capire cosa fanno i competitor sui social media

Individuati i principali competitor, dovrai porti alcune domande nei loro confronti:

– A quale audience si rivolgono?
– Che tipo di contenuti e formati utilizzano, quali funzionano di più?
– Quali canali social utilizzano?
– Qual’è la frequenza di pubblicazione dei contenuti?
– Quanti hashtag utilizzano?
– Qual’è l’engagement rate?
– È possibile raggruppare i contenuti in categorie?
– Che tipo di tone of voice utilizzano?
– Che campagne hanno attive al momento?

Le risposte a queste domande ti permetteranno di capire da un lato dove si trova la tua target audience, su quali canali, dall’altro quali sono i contenuti che funzionano di più e se ci sono spazi in cui il tuo business può fare meglio.

2. Content Strategy e attività organica social

Una buona strategia di Social Media advertising non può prescindere da una solida attività organica social alla base.

Un ruolo determinante nel successo di una strategia di adv è giocato dalla content strategy e dall’attività di pubblicazione organica sui canali social organizzata in un piano editoriale flessibile e ottimizzato.

Prima di pensare ad una strategia di Social Media adv devi essere sicuro di avere in piedi una content strategy e un piano editoriale social che preveda una calendarizzazione della pubblicazione dei contenuti di valore sui diversi canali.

Ricorda che oggi il valore del quel contenuto è anche inteso come valore del contenuto su un dato canale social.

Devi essere bravo a saper declinare lo stesso contenuto in modalità e con tone of voice diversi a seconda del canale social sul quale hai intenzione di veicolarlo.

segreti per Social media advertising

3. Contenuto di valore e lead magnet

Accertati che i contenuti che utilizzi all’interno delle varie fasi della tua strategia siano di valore e cioè che il fruitore di quei contenuti si porti a casa un valore aggiunto dalla fruizione degli stessi indipendentemente dal fatto che acquisterà o meno i tuoi prodotti/servizi.

Inoltre, preparati ad offrire gratuitamente quei contenuti.

Utilizza il contenuto di valore per creare lead magnet, cioè incentivi per massimizzare il numero di conversioni.

Offri gratuitamente i tuoi contenuti di valore in cambio di contatti da potenziali clienti ad esempio: ‘Inserisci qui la tua mail per scaricare gratuitamente la guida alla creazione di una strategia di adv di successo’.

4. Definisci gli obiettivi dei Social Media Ads

Non è possibile definire una strategia di adv senza aver prima definito quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere. È abbastanza comune trovarsi di fronte ad aziende che nonostante spendano budget importanti in adv, non hanno chiari a mente gli obiettivi da raggiungere.

È importante definire l’obiettivo finale – vendere un prodotto o generare leads ad esempio – ed è altrettanto importante definire gli obiettivi intermedi per raggiungerlo – generare awareness ed engagement su determinati contenuti ad esempio.

Generare un acquisto inteso come obiettivo finale, è la fine di un percorso (customer journey) in cui avrai portato l’utente dal punto A al punto B passando per gli obiettivi intermedi A1, A2, A3 etc.

Il metodo SMART può aiutarti a definire i tuoi obiettivi.

I tuoi obiettivi dovranno essere: Specific, Measurable, Achievable, Relevant, Time bound.

Se il tuo obiettivo è ad esempio incrementare il numero di lead mensili da 100 a 150 entro il Q4 del 2020, utilizzando il metodo SMART avremo:

– Specific: Devi definire la metrica esatta che vuoi cambiare (numero di lead) e di quanto vogliamo cambiarla (da 100 a 150)
– Measurable: Il numero delle leads è ovviamente tracciato e misurato dalle piattaforme di adv
– Achievable: Incrementare il numero di leads mensili da 100 a 150 entro il Q4 del 2020 è un obiettivo raggiungibile
– Relevant: Più leads (di qualità) significano più revenue
– Time bound: Entro il Q4 del 2020

Questo framework può essere applicato a qualsiasi tipologia di obiettivo ti poni.

trucchi social media advertising

5. Definisci la tua audience e crea segmenti

Se non stai targetizzando le persone giuste, i tuoi contenuti non risulteranno interessanti, l’engagement rate calerà a picco e il tuo duro lavoro sarà sprecato.

È fondamentale definire e segmentare in maniera specifica l’audience che vuoi targetizzare in ogni campagna che creerai all’interno della strategia adv.

Raggruppa le tue audience in queste categorie e accertati di utilizzarle tutte:

– Utenti che non hanno ancora avuto a che fare con il tuo business – non hanno mai guardato un tuo video, interagito con un tuo contenuto o visitato il tuo sito web ad esempio. Cold Audience
– Utenti che hanno già avuto a che fare con il tuo business e hanno mostrato interesse ma che non hanno acquistato un tuo prodotto/servizio. Warm Audience
– Utenti che hanno già acquistato un tuo prodotto. Clients
– Utenti che acquistano i tuoi prodotti in maniera ricorrente. Loyal clients

È fondamentale avere bene a mente questa segmentazione perché in fase di creazione di una strategia di adv, dovrai essere sicuro di utilizzare tutti i segmenti e di non escludere nessun utente dalla tua strategia.

6. Cold Audience

Assicurati di creare campagne verso audience che non ti conoscono o che non hanno ancora mai visitato il tuo sito web o non ha mai interagito con il tuo business (Cold Audience).

È fondamentale avere delle campagne evergreen sempre attive che garantiscano una fonte costante di traffico di utenti nuovi ogni giorno.

Il tone of voice e il tuo approccio comunicativo sarà molto soft (e non pushy come nel retargeting) e più orientato all’awareness del tuo brand, di un prodotto/servizio o di un contenuto.

Non puoi pensare di generare delle conversioni immediatamente da questi utenti, ma il tuo obiettivo in questa fase sarà far conoscere la tua azienda, i tuoi prodotti/servizi a più utenti possibile e raccogliere dati (traffico sul sito web ad esempio) che utilizzerai nelle campagne di retargeting.

7. No retargeting no conversion

Impossibile pensare ad una strategia che non includa campagne di retargeting.

Il retargeting ti consente di mostrare le inserzioni e i tuoi contenuti a utenti che conoscono il tuo brand o hanno compiuto una o più azioni nei confronti del tuo business (es. hanno guardato un tuo video, interagito con un tuo contenuto o visitato il tuo sito web).

Nelle campagne di retargeting utilizzerai i dati che stai raccogliendo dalle campagne verso utenti freddi per (ri)targetizzare utenti che hanno mostrato interesse verso il tuo prodotto o servizio, che hanno visitato il tuo sito web, si sono avvicinati all’azione finale ma non l’hanno compiuta (hanno aggiunto al carrello ma non hanno acquistato ad esempio).

Il tuo obiettivo in questa fase sarà generare conversioni da utenti che hanno già mostrato interesse ma non hanno ancora convertito, utilizzando un approccio comunicativo e un tone of voice molto più pushy e diretto, orientato alla conversione invece che all’awareness/engagement.

8. Utenti che hanno già convertito

È fondamentale creare campagne di retargeting specifiche verso gli utenti che hanno già convertito con l’obiettivo di generare ulteriori conversioni, utilizzando ad esempio, offerte e incentivi speciali fruibili solo da chi ha già convertito.

16 trucchi per il Social media advertising

9. Definisci i tuoi KPIs

Ora che hai definito i tuoi obiettivi e hai capito quale audience utilizzare, è il momento di capire come tracciare il tuo ROAS è cioè il tuo ritorno sulla spesa pubblicitaria.

I Key Performance Indicators (KPIs) sono la chiave per tracciare il tuo ROAS sulle campagne Social, il loro scopo è quello di permetterti di valutare il progredire del tuo business verso i tuoi obiettivi.

Una strategia di Social Media Adv deve includere necessariamente l’individuazione dei principali KPIs e cioè delle principali metriche che devi monitorare per capire come stai andando in relazione agli obiettivi che ti sei posto.

Se il tuo obiettivo è generare awareness ad esempio, tra le principali metriche dovrai monitorare le impression, la reach, il traffico, le views. Se il tuo obiettivo è generare lead invece, le principali metriche che utilizzerai saranno il numero di lead generate e il CPL.

10. Split testing a tutti i livelli

Testare è tutto, lo sappiamo bene, ma ce lo dobbiamo ricordare. Devi ricordarti di testare il più possibile all’interno della tua strategia dando delle priorità agli elementi da testare.

Lo split test può essere applicato quasi a qualsiasi cosa: obiettivi di campagna, creatività, target, email, landing page, titoli di blog post etc. e uno split test accurato può portare risultati enormi, fino a dieci volte migliori.

11. Traccia ogni azione

Il tracciamento è fondamentale perché ti permette da un lato di misurare, di capire e valutare l’efficienza della strategia adv e dall’altro di utilizzare i dati che stai generando per generare risultati migliori, per ottimizzare.

Ancora prima di creare campagne adv devi essere sicuro di avere implementato tutti gli strumenti di tracciamento e di essere in grado di tracciare i risultati che le campagne genereranno.

Se per esempio crei Facebook ads devi accertarti che il pixel e gli eventi siano correttamente implementati sul tuo sito web/landing page di atterraggio e che tutta l’attività all’interno dei tuoi funnel sia tracciabile.

Utilizzerai l’SDK per tracciare tutto quello che succede all’interno della tua App.

Solo quando il processo di setup dei sistemi di tracking sarà completato, potrai lanciare le tue prime campagne.

social media ads

12. Performance Analysis & Optimization

L’analisi e il monitoraggio costante dei risultati di ogni singola campagna e della performance della tua strategia prima, e l’ottimizzazione sulla base dei risultati poi, sono attività necessarie.

In questa fase il primo obiettivo sarà capire, analizzando i dati, su cosa devi concentrare i tuoi sforzi e cosa devi migliorare e il secondo sarà intraprendere delle azioni di ottimizzazione.

Dopo aver capito cosa funziona e cosa no, concentrerai il tuo effort su ciò che funziona meglio, allocando più budget ai migliori ads oppure alle migliori campagne oppure investendo di più sulla produzione di una tipologia di contenuto rispetto ad un altro.

13. Crea nuovi elementi in linea con i best performing

Dopo aver capito dove allocare più budget, effort ed energie, dovrai concentrarti sulla creazione di nuovi contenuti e ads, simili a quelli che hanno performato meglio.

Occhio, questo non significa riciclare idee di continuo, significa creare nuovi contenuti o nuove campagne in linea con i best performing mantenendo sempre alto il fattore dell’innovatività e della creatività.

Le migliori strategie di Social Media Adv non sono statiche. Man mano che il tuo business cresce, i tuoi obiettivi si evolveranno e la tua strategia dovrà adattarsi per continuare ad essere rilevante.

14. Interattività e creatività disruptive

Le piattaforme social oggi premiano sempre di più contenuti originali e ingaggianti e questo è comprensibile ed è perfettamente in linea con gli obiettivi delle piattaforme stesse: migliorare la UX e far restare gli utenti il più tempo possibile all’interno delle piattaforme.

Creatività originale e contenuti interattivi sono valori che devono guidarti nella definizione della tua strategia di Social Media adv.

Utilizza contenuti/formati interattivi e ingaggianti e utilizza creatività dirompenti e disruptive rispetto a quelle dei tuoi competitor.

Studiare quello che fanno i tuoi competitor su mercati esteri può aiutarti in questo.

15. Dialogo diretto e automation

Creare conversazioni dirette e veloci con gli utenti nel 2020 è importante.

Gli utenti sono sempre più alla ricerca di dialoghi privati e diretti con le aziende, muoviti in questo senso.

Utilizza/testa tipologie di campagne che permettono agli utenti di iniziare conversazioni dirette con il tuo business (obiettivo di campagna messaggi su Facebook ad esempio).

Utilizza bot e strumenti di automazione per aiutare il tuo business a gestire le conversazioni.

social media ads

16. Occhio ai periodi di massima competition nel Social Media Advertising

Ci sono alcuni periodi dell’anno come il Black Friday, il Cyber Monday, il periodo natalizio, in cui la concorrenza su Facebook è ancora più spietata e la strategia che ha funzionato perfettamente fino a quei momenti, facilmente performerà peggio del solito.

Esistono una serie di accortezze da seguire in questi periodi specifici, tra le quali:

– Pianificare le tue campagne con anticipo per essere sicuro che vengano approvate, il tempo è poco e non puoi permetterti ritardi
– Utilizzare posizionamenti diversi e ulteriori rispetto a quelli che usi di solito
– Creare i pubblici personalizzati in anticipo
– Creare offerte convincenti
– Verificare in anticipo che i contenuti multimediali che vuoi utilizzare nelle campagne siano compliant alle ads policy delle piattaforme social che vuoi utilizzare

In conclusione, la formula magica per creare una strategia perfetta non esiste, e non esiste nulla che non possa essere migliorabile.

Creare una guida definitiva che step by step porti la tua strategia di Social Media Advertising al successo è un’utopia, ma esistono un metodo, delle buone pratiche e delle accortezze che possono aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

Ricordati, come premesso all’inizio, che l’advertiser oggi deve avere una visione sempre più a 360 gradi, e prestare particolare attenzione a tutto l’ecosistema e l’infrastruttura a supporto delle campagne e della strategia.

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YouTube Content Strategy: come diventare la rockstar dei video e fare monetizzazione

YouTube Content Strategy: come diventare la rockstar dei video e fare monetizzazione

Edoardo Scognamiglio, Video Marketing Expert e docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy, ci spiega da dove partire per costruire una strategia di contenuto su YouTube, per trasformare la propria presenza sulla piattaforma in un importante asset di business.

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Per parlare di Content Strategy su YouTube dobbiamo parlare più in generale di Video Marketing Strategy.

Partiamo infatti dal presupposto che le piattaforme nascono e muoiono continuamente e non potrei parlare di Video Marketing parlando esclusivamente del social del momento, TikTok ad esempio. In ottica di strategia però possiamo guardare ad alcuni trend importanti.

youtube content strategy

I video vanno inseriti in una strategia di marketing complessiva

Sempre più aziende oggi capiscono che fare video è importante, ma se fino a qualche anno fa già fare video metteva in una posizione di vantaggio rispetto agli altri, in questo momento non è più un elemento di differenziazione. Per questo oggi si parla di video strategy come una pianificazione anche dal punto di vista del progetto, per capire durante l’anno quanti video saranno prodotti e di quale tipologia. Non si tratta semplicemente di piano editoriale video, ma di guardare in quali momenti, nel piano di marketing complessivo di un’azienda, i video diventano cruciali e fondamentali.

Perché fare un video ogni tanto per una campagna si può fare e può dare un boost, ma è un concetto che ha un po’ le gambe corte. Il rischio è quello di investire tanto per un contenuto che non si ottimizza nel tempo.

Al contrario, se il video è importante nella strategia complessiva, va capito in che modo inserirlo nella comunicazione con stili, obiettivi e funzioni diverse.

monetizzare con YouTube Content Strategy

Video serie vs video one shot

Parlando di YouTube Content Strategy c’è anche un secondo trend da tenere presente. Oggi il concetto è quello di puntare su progetti seriali di video, da cui poi poter tradurre tutto il resto. In pratica, invece di partire dal contenuto frammentato e semplice, si parte da un contenuto più ricco per poi tirar fuori tutto il resto; invece di pensare, “anche oggi devo pubblicare per forza un video su YouTube”, si fa un ragionamento inverso e si pensa a una serie, che è un po’ come uno show, in cui si dà agli utenti la massima esperienza possibile.

Per farlo si possono prendere i meccanismi narrativi della televisione, come il talent, il factual e così via, con montaggi anche più estesi. Se dai alle persone un contenuto e un motivo per stare più tempo con te, saranno portate a farlo, non saranno spaventate dalla durata.

In generale, se vogliamo analizzare un canale di un brand per capire se si sta muovendo nel modo giusto, al di là dei tecnicismi, del numero di visualizzazioni o del numero di video, ci sono delle metriche fornite proprio da YouTube.

Il punto di partenza è il modello delle 3 H. C’è stato un momento, infatti, nel quale era chiaro alle aziende che YouTube era un’opportunità, ma non erano altrettanto chiare le strategie per usarlo nel modo corretto. Google quindi ha spiegato come muoversi in una video strategy.

Le 3 H corrispondono a tre tipologie di video che devono esserci in una strategia video:

– Hero: sono video brevi, ad alto intrattenimento e alta notiziabilità, pubblicati poche volte l’anno verso un pubblico ampio. Vanno lanciati in genere per aprire una campagna. Sono molto complessi da progettare e da produrre

– Hub: sono video seriali che ti permettono di costruire il tuo pubblico. Per capire di cosa si tratta basta pensare a qualsiasi canale di uno youtuber. Si tratta di un format settimana dopo settimana, a puntate.

– Help: sono video funzionali, insegnano qualcosa, spiegano chi sei, quello che fai, chi sono i tuoi clienti, e sono utili per convertire o comunque per risolvere un problema. Non per forza seguono un’ottica di frequenza, ma rispondono comunque a una domanda.

L’ecosistema di queste tipologie di video consente di puntare su un canale e coprire tutte le aree di intervento.

ottimizzare i formati su Youtube

Formato, taglio e durata ideali per YouTube

Oggi c’è un po’ di ansia rispetto a questi fattori dei video, perché ogni volta che nasce un nuovo social network e c’è un nuovo trend sembra che cambino le carte in tavola.

Il momento storico in cui troviamo ci permette di essere originali non solo nel contenuto ma anche nel taglio, nel formato e nella durata.

Oggi siamo abituati a fruire di un tipo di narrazione video seriale, fatta di puntate, come quella di Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e così via, fatta di appuntamenti con una durata “da divano”, quindi da 20, 50 minuti, un’ora.

Poi ci sono sempre più aziende che scelgono di fare video nello stesso modo, per entrare nel palinsesto delle persone nel resto della giornata.
Parliamo infatti di YouTube, una piattaforma in cui le persone cercano video, non solo per risolvere un problema, ma anche per intrattenersi e sono disponibili anche a rimanere più tempo a guardare un filmato.

Aziende molto lungimiranti fanno sia contenuti video brevi, da smartphone, sia contenuti più lunghi, che si allontano dall’ottica dello spot, ma parlano ai clienti attraverso contenuti video interessanti per loro.

Il concetto di fondo è creare una relazione con le persone nel lungo periodo, creando una fiducia che renderà più semplice la vendita nel momento commerciale successivo, magari su un’altra piattaforma.

Il consiglio nel progettare un canale di YouTube è quello di non avere l’ansia e la fretta di fare contenuti troppo brevi (così come non si dovrebbe diluire a tutti i costi un contenuto che potrebbe funzionare durando poco), ma pensare al rapporto che si crea con il pubblico.

Più tempo passerai con il tuo pubblico e più sarà semplice entrare in relazione. Anche nel progettare i contenuti, pensa al tuo pubblico, ai suoi interessi, alle sue passioni, ai suoi problemi.

gestire i contenuti su Youtube

La monetizzazione su YouTube

Un’ottima video strategy può consentire anche di monetizzare direttamente da YouTube. Questo è ciò che accade ad esempio nel caso degli YouTuber, o comunque dei creator.

Per guadagnare su YouTube, è necessario innanzitutto che la tua domanda di adesione al Programma partner di YouTube (YPP) venga accettata. Ci sono alcuni requisiti che bisogna soddisfare per fare domanda a questo programma. Prima di tutto, trovarsi in uno dei paesi ammissibili.

Inoltre, tra gli altri requisiti per aderire al Programma Partner:

– il canale deve aver ricevuto 4.000 ore di tempo di visione negli ultimi 12 mesi
– deve avere almeno 1.000 abbonati

Parte della monetizzazione deriva infatti direttamente da YouTube, che premia i propri creator in base al numero di visualizzazioni che riescono a raggiungere: più persone seguono il canale, più pubblicità targettizzata riuscirà a vendere YouTube a quel pubblico. Una parte degli introiti sono divisi con l’autore dei contenuti.

L’altra variabile di guadagno, la più rilevante, deriva invece dalla collaborazione diretta con le aziende attraverso product placement o branded content. Ma anche da attività offline attraverso la partecipazione ad eventi.

In ogni caso, però, sia che si utilizzi YouTube come azienda, per promuovere il brand o i prodotti e per creare relazioni durature con il proprio pubblico, sia che lo si utilizzi in ottica di monetizzazione, il segreto per diventare una YouTube Rockstar è quello di partire da una video strategy chiara e che ragioni attraverso format e pianificazione.

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Consigli, strategie e best practice per fare marketing con il tuo business su YouTube

Consigli, strategie e best practice per fare marketing con il tuo business su YouTube

Nonostante l’avvento di tante piattaforme social, YouTube resta un canale indispensabile per le aziende che vogliono utilizzare il content marketing come leva strategica del proprio business. Emergere, tuttavia, non è semplice: con più di 50 milioni di creator che popolano la piattaforma, gli utenti possono trovarsi spaesati e non riuscire a raggiungere i tuoi contenuti.

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Consigli per far decollare il tuo account YouTube

Come strutturare quindi una strategia di marketing vincente su YouTube e ampliare visibilità dei video del tuo business? Vediamo insieme alcune best practice.

fare marketing su Youtube

Crea un canale business su Youtube

Per prima cosa, crea un account business su YouTube. Soprattutto se hai un team strutturato, è importante differenziare gli accessi e creare un account aziendale ti permetterà di autorizzare più account Google ad accedere alla piattaforma senza dover gestire tutto con un unico accesso.

Personalizza il tuo canale YouTube

Proprio come il tuo sito internet, personalizza con la tua immagine aziendale il tuo canale YouTube. Rendilo visivamente attraente con copertina (2560 x 1440 pixel, massimo 2 mb) e immagine del profilo personalizzata, e non trascurare i collegamenti al tuo sito web e agli altri canali social.

Non dimenticare di aggiungere una biografia ricca di parole chiave e una descrizione di quello che gli utenti devono aspettarsi dal tuo canale, cerca di incuriosire il pubblico e invitalo a seguire il canale per non perdersi nessun aggiornamento.

Se sei in contatto con altri YouTuber o vuoi promuovere altri canali, puoi farlo aggiungendo un elenco di canali in primo piano direttamente sul tuo profilo. Questo aggiungerà valore alla tua pagina dando agli utenti un facile accesso ad altre risorse a cui potrebbero essere interessati. 

Studia il tuo pubblico

Come ogni social media, anche su YouTube è importante riuscire a creare una community di appassionati che segua il tuo canale con interesse e aspetti con ansia il prossimo video. Attraverso il canale aziendale, puoi accedere alle statistiche dei tuoi video: qui puoi scoprire dati come il numero di visualizzazioni o il tempo medio di visualizzazione, ma anche importanti dati demografici degli spettatori del tuo canale.

Questo ti aiuterà a delineare sempre meglio il profilo degli utenti da raggiungere, per creare contenuti interessanti per loro. Cerca ad esempio di rispondere a queste domande: i miei contenuti sono adatti all’età dei miei spettatori? Quando e da dove vengono visualizzati i miei video? Quale genere o format appassiona di più la mia community?

Anche una volta strutturata la strategia iniziale, non perdere l’abitudine di monitorare gli insight per capire se il tuo pubblico rimane costante o, crescendo, modifica le sue caratteristiche. 

Un altro modo per comprendere meglio il tuo pubblico è quello di leggere e gestire sempre i commenti sotto i video. Lì troverai idee, spunti, suggerimenti e critiche preziose da parte dei tuoi spettatori più attivi.

far crescere il canale Youtube

Studia i canali YouTube dei tuoi competitor

Anche su YouTube, è importante individuare quali sono i canali concorrenti che potrebbero intercettare il tuo pubblico e soddisfarlo con i propri video. Questa operazione, può aiutarti non solo ad anticipare i desideri del tuo target, ma anche a scoprire quali video hanno ottenuto più visualizzazioni, così da poter prendere spunto per creare format che possano essere interessanti per la tua nicchia. 

Guardare i video pubblicati dai tuoi competitor può aiutarti anche a conoscere meglio il pubblico che avete in comune, ad esempio leggendo i commenti che gli utenti lasciano sugli altri canali, ma anche a capire se i tuoi concorrenti stanno facendo advertising o quali parole chiave stanno utilizzando nelle descrizioni per indicizzare i video. 

Studia i canali più in voga del momento

Anche se non sono tuoi competitor o se non condividete lo stesso segmento di pubblico, studiare i canali di tendenza e i principali influencer di YouTube può aiutarti a trovare nuove strategie da applicare al tuo canale.

Guarda ad esempio quali tecniche usano per aumentare le visualizzazioni o favorire l’iscrizione ai loro canali e in che modo interagiscono con la loro community: non avere paura a sperimentare le stesse strategie, sulla più famosa delle piattaforme video è importante testare nuovi format video costantemente!

Consigli per migliorare i tuoi video Youtube

il marketing su YouTube

Dopo aver personalizzato il canale e studiato la tua audience, è importante cominciare a curare i contenuti che pubblichi. I video infatti devono essere di qualità, ma anche essere aiutati dall’ottimizzazione SEO all’interno di YouTube. Vediamo insieme qualche consiglio per far emergere i tuoi video sulla piattaforma. 

Carica regolarmente i tuoi video

Se vuoi che il pubblico si affezioni al tuo canale YouTube come se fosse un canale televisivo, rendilo il più simile possibile alle esperienze che gli utenti hanno davanti alla tv.

Crea quindi il tuo palinsesto: pubblica con regolarità e a intervalli regolari. Comunica sempre ai tuoi utenti quando uscirà il prossimo video e mantieni la promessa. Per questo può esserti utile la funzione di programmazione contenuta all’interno della sezione di YouTube Creator Studio.

Oltre a rispettare il giorno di uscita dei tuoi video, cerca di creare dei format che possano funzionare come degli episodi, collegati l’uno all’altro. In questo modo, anche chi si collegherà più avanti nel tempo sarà incuriosito e vorrà andare a rivedere anche le puntate precedenti.

Cerca inoltre di avere sempre qualche video “B” pronto da pubblicare qualora la tua programmazione regolare saltasse, in questo modo non lascerai mai il tuo pubblico senza contenuti!

Non superare la durata di 5 minuti (almeno per iniziare)

Quando realizzi un contenuto per YouTube, cerca di non superare la durata di 5 minuti a video. Anche se video più lunghi significano maggiore durata sul tuo contenuto con notevoli benefici da un punto di vista SEO, non dimenticare che la cosa più importante è avere utenti interessati al tuo video, interessati tanto da guardarlo fino alla fine.

Per iniziare quindi è consigliabile fare video brevi che possano lasciare negli utenti la curiosità di guardare il successivo, e solo successivamente testare il numero di visualizzazioni in base alla durata per cercare di capire quali format e da quanti minuti riescono a coinvolgere meglio il tuo pubblico.

Ricordati comunque che i primi 15 secondi dei tuoi video sono fondamentali per attirare l’attenzione, cerca quindi di iniziare il video con una curiosità o un quesito la cui risposta sarà svelata solo alla fine, cerca di trovare da subito una interazione con il pubblico attraverso domande o inviti all’azione. 

Inserisci delle Call to Action nei tuoi video YouTube

Cerca di coinvolgere i tuoi spettatori utilizzando gli inviti all’azione, in base agli obiettivi che hai.

Vuoi ottenere più mi piace? Chiedi di dare un feedback ai video grazie ai bottoni di like o dislike. Vuoi avere più iscritti al canale? Ricordalo alla fine di ogni video. Cerchi di vendere attraverso il tuo sito web? Comunica ai tuoi utenti di controllare la descrizione del video e inserisci i link al tuo eCommerce!

Per aggiungere call to action al tuo contenuto, oltre a chiederlo verbalmente alla fine di ogni video, puoi inserire delle card o dei watermarks in sovraimpressione al video: questi creano interruzioni minime all’esperienza visiva, ma facilitano i click degli utenti verso il sito web, un altro video o il tuo canale.

fare marketing su YouTube

Non trascurare il titolo del tuo video

Anche se hai creato un video bello, utile ed interessante, il tuo problema principale sarà quello di mostrarlo agli utenti, e convincerli con un solo sguardo a fare click. Per questo non devi mai sottovalutare il titolo dei tuoi video su YouTube. Ricordati di:

– renderlo accattivante con le giuste parole chiave che possano non solo indicizzare il contenuto sulla piattaforma, ma anche far capire ai tuoi spettatori cosa aspettarsi dal tuo contenuto;

– anche se hai a disposizione fino a 70 caratteri per il titolo del tuo video, cerca di usarne meno di 60, in questo modo gli spettatori potranno vedere il titolo intero da ogni dispositivo anche sulle pagine di ricerca;

– creare titoli descrittivi per incuriosire gli utenti, aiutandoli a interpretare il contenuto. Non creare titoli clickbait, ma impegnati a rendere il tuo titolo pertinente all’argomento del video;

– provare a rispondere a un bisogno, a una domanda, attraverso il titolo. Se riuscirai a usare parole che corrispondono a termini di ricerca comuni, riuscirai a intercettare i dubbi e le curiosità degli utenti, che arriveranno facilmente sul tuo video.

Crea miniature impeccabili

Quando carichi un video, puoi scegliere un’immagine o un fotogramma come copertina del tuo video. Queste sono chiamate miniature, e sono come il titolo fondamentali: donano riconoscibilità al canale e ti aiutano a ricevere click da parte degli utenti. Possono essere coordinate al titolo, oppure aggiungere elementi descrittivi che possano spiegare ancora meglio il contenuto del video a chi lo guarda. Cerca di creare delle miniature che possano far chiedere agli utenti: cosa succederà dopo?

Qualche consiglio:

– utilizza dimensioni 1280*720 o 1920*1080, più piccole potrebbero essere compresse e apparire sfocate

– usa solo immagini di alta qualità

– utilizza delle scritte, come ad esempio una parola chiave o lo stesso titolo, sulla tua miniatura

– utilizza formati jpg, png, gif, bmp o tif

– usa le proporzioni 16:9

– cerca di includere foto o frame di volti o di occhi

– mantieni sempre una coerenza con tutte le miniature dei tuoi video, per dare identità al canale e aumentare la riconoscibilità del tuo brand

Scrivi una descrizione

Sotto ogni contenuto, non dimenticare di aggiungere una descrizione che spieghi l’argomento del video e che contenga i principali riferimenti web al tuo sito e ai tuoi social. Spesso nelle descrizioni sono contenuti anche link di approfondimento, come ad esempio le fonti che hai citato nel video o le pagine eCommerce dei prodotti che mostri.

Una volta scelte le parole chiave che hai inserito anche nel titolo, inseriscile nella descrizione sia all’interno del testo, sia come hashtag (ricordati che puoi aggiungere massimo 15 hashtag per video). Hai fino a 5000 caratteri per completare la tua descrizione, ma probabilmente te ne basteranno meno!

Crea delle playlist

Quando hai un buon numero di contenuti all’interno del tuo canale, puoi cominciare a organizzarli in playlist. Se lo fai, alla fine di ogni video inizierà automaticamente la riproduzione di altri video della stessa playlist, mantenendo il pubblico più a lungo sul tuo canale e aumentando così i dati di visualizzazione.

Cerca di creare le playlist con una progressione logica e raggruppandole per argomenti pertinenti, in questo modo ci saranno più probabilità che gli utenti rimangano a guardare anche altri contenuti. Nelle playlist puoi inserire anche contenuti di altri canali, per dare un’esperienza completa a 360 gradi. 

Consigli per far crescere il tuo canale su YouTube

Una volta che hai creato il canale YouTube e i giusti contenuti, è importante farlo crescere.

Ecco alcuni accorgimenti che puoi applicare alla tua strategia.

segreti per far crescere il canale YouTube

Condividi i tuoi video

Per ottenere maggiori visualizzazioni, non dimenticare di condividere i tuoi video caricati su YouTube, sulle altre piattaforme social. Non limitarti a Facebook: puoi inserire i tuoi video nell’Homepage del sito o sul tuo blog, e linkare il tuo canale nelle biografie delle principali piattaforme social.

Ricordati di Instagram: anche se non hai la funzione di Swipe Up attiva, disponibile solo per gli utenti con più di 10.000 follower, puoi sempre inserire un link nella tua bio.

Collabora con altri YouTuber

I video realizzati in collaborazione con altri creator stanno diventando sempre più popolari. Aiutano infatti entrambi i creatori di contenuti ad aumentare la propria audience, oltre ad essere sempre interessanti per il pubblico che guarda.

Ecco alcune idee che puoi utilizzare:

– il format dell’intervista doppia, se condividete la stessa nicchia di riferimento potrebbe essere interessante per i vostri fan ascoltare il punto di vista di ognuno;

– collabora anche con influencer molto popolari su altre piattaforme, come ad esempio persone con una community attiva su Instagram o TikTok;

– realizza video con esperti di settore che possano rispondere alle domande della tua community, su argomenti che non sai. Questo è un ottimo modo per stimolare anche il confronto e l’interazione con i tuoi follower;

– non sottovalutare l’idea di creare dei video in collaborazione con i tuoi migliori fan, può essere un bellissimo riconoscimento per loro e i contenuti UGC aiutano sempre a creare una community attiva.

cresci su Youtube

Crea contenuti di valore

Come per tutte le piattaforme, anche su YouTube è importantissimo sperimentare e capire quali strategie funzionano meglio per la tua community. Questo può essere più impegnativo rispetto, ad esempio, ad avere un blog i cui contenuti sono scritti: creare un video può infatti avere degli importanti costi di produzione e portare via molto tempo. Tuttavia è importante che anche attraverso il tuo canale YouTube tu non perda mai la tua identità: rimani coerente con i tuoi contenuti, senza aver paura di sperimentare nuovi format e chiedendo sempre l’interazione e le opinioni del tuo pubblico. 

Quello che è davvero importante, comunque, è non trascurare mai la qualità: avere contenuti interessanti rimane ancora la migliore strategia per crescere!

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Cosa ho imparato su LinkedIn e sulle aziende facendo l’arbitro di calcio

Cosa ho imparato su LinkedIn e sulle aziende facendo l’arbitro di calcio

Cristiano Carriero, Storyteller & Brand Journalist e docente del Master in Social Media Marketing di Ninja Academy, ci spiega in che modo la sua passione e il suo hobby lo hanno aiutato a costruire una strategia anche nel mondo del lavoro, offrendoci alcuni utili consigli per costruire una presenza efficace su LinkedIn.

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Quando facciamo dei colloqui di lavoro, uno degli argomenti che incuriosisce di più l’HR Manager di turno è quello relativo alle passioni. Ricordo che alle prima interviste rispondevo un po’ svogliato a questo tipo di domanda, come se la questione fosse di poco conto e io avessi già dato risposte esaurienti nei quesiti precedenti. Come se fosse una sorta di obbligo da espletare, dire che “sì, in fondo sono appassionato di viaggi, e poi mi piace la musica rock e il cinema d’essay”.

A volte mi capitava di non trovare dall’altra parte qualcuno che mi incalzasse con domande più approfondite e il discorso terminava lì. Tipo, mi sarebbe piaciuto ricevere domande come “Bene, le piace la musica. A quanti concerti è stato l’anno scorso? Quanti CD originali ha comprato? Ha un abbonamento premium a Spotify o simili?”. Confesso che avrei avuto una risposta pronta per ognuno di questi quesiti. E così oggi che le selezioni le faccio io, non resisto alla tentazione di chiedere al candidato che ama viaggiare qual è l’ultimo posto che ha visitato, con che budget, e se ha intenzione di tenere viva questa passione anche in tempi di crisi.

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Che gusto c’è a fare l’arbitro?

All’inizio non rispondevo mai che, per passione, facevo l’arbitro di calcio. Mi sembrava una cosa poco rilevante. Anzi mi sembrava come se stessi dicendo che siccome non ero bravo a giocare a calcio – di solito succede questo – avevo ripiegato su un hobby di secondo piano. Ma ho iniziato a mettere fortemente in dubbio questa mia teoria quando sempre più persone, HR Manager e non, mi chiedevano: “Ma chi te la fa fare a fare l’arbitro?”.

Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri di Serie A e probabilmente uno dei tre arbitri italiani più famosi della storia del calcio (è tra i grandi che hanno diretto una finale di Coppa del Mondo con Gonnella e Collina), ha pubblicato un libro con un titolo molto simile. Si chiama “Che gusto c’è a fare l’arbitro”. In apertura dice una grandissima verità: “Tutti quelli che parlano di calcio hanno giocato a calcio almeno una volta nella vita, ma non tutti quelli che parlano di arbitri hanno provato mai ad arbitrare”. Collina usava invece una metafora ancora più colorita, ispanica: “Una cosa è parlare di tori, un’altra stare nell’arena”.

Una cosa è sapere di tori, un’altra stare nell’arena

Io nell’arena ci sono andato per la prima volta a 18 anni. Quel giorno ho capito che nel mondo degli adulti si saluta con una stretta di mano vigorosa ma non eccessiva. Che se la mano è indecisa, probabilmente andrà a rotoli la partita. Che se la voce trema mentre si fa l’appello nello spogliatoio, i giocatori capiranno che in campo potranno fare quello che gli pare. Ma che al tempo stesso non serve snaturarsi e alzare la voce per assumere un atteggiamento autoritario (che è diverso, e molto, da autorevole). Che la sera prima di una partita non conviene farsi vedere in giro per locali e, se si fa, si fa con discrezione, perché si è arbitri dentro e fuori dal campo. Che la puntualità è un dovere di tutti, ma per l’arbitro è un obbligo, così come il decoro. Che la responsabilità ha diverse forme, ma quella del far sì che “vinca il migliore” è una di quelle che presuppone la conoscenza del regolamento, una preparazione fisica adeguata e una concentrazione costante. E che l’educazione è la virtù più apprezzata, specialmente se supportata dalle doti di cui sopra, altrimenti è effimera.

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Preparare il terreno

Quando un HR manager mi chiedeva “Chi te la fa fare a fare l’arbitro” rispondevo tutto questo, scavando nel profondo, dove richiesto, su temi come la concentrazione, la conoscenza del regolamento e della preparazione. Raccontavo come approcciavo ad una gara, quanto fosse importante per me arrivare prima per concentrarmi, fare un giro sul terreno di gioco, studiare i nomi dei giocatori, capire chi potessero essere i leader, stringere la mano agli allenatori, studiare persino i colori giusti delle maglie (i frettolosi sbagliano spesso).

Ho iniziato a capire allora che ogni progetto andava approcciato così. Senza fretta, con la dovuta programmazione. Spegnendo il telefono se necessario, studiando il terreno, chiamando per nome i referenti, capendo le loro peculiarità (vogliono il “lei” o il “voi”? Preferiscono un confronto più formale e informale?)

Autorevole vs Autoritario

Oggi faccio l’arbitro solo per divertirmi. Non ho più velleità e ambizioni di carriera, anche perché mi sono dedicato (con discreto esito) ad altro. Ma la mia passione resta: tra i tanti viaggi che faccio per lavoro cerco sempre di fermarmi il sabato e la domenica per arbitrare una partita, per non perdere l’abitudine. Avere una passione aiuta a fare meglio il resto, e poi ho capito che il mio modo di fare, anche sui social, è figlio di quella passione.

Per esempio tendo ad evitare le risse verbali. Non aiutano nel posizionamento e nel comunicare autorevolezza, una cosa che insegno anche nei corsi su Linkedin. Un professionista autorevole – fuor di metafora – mantiene la propria posizione, la comunica in maniera chiara, usando una terminologia tecnica ma stando attento a farsi comprendere. Difende l’operato dei colleghi, non alza i toni, capisce quando deve abbandonare una conversazione anche se non è stato lui a scrivere l’ultima parola.

arbitro social

Prendersi sempre la responsabilità

Sembrerà strano, ma in un contesto digital in cui si tende spesso ad auto-compiacersi a vicenda, salvo poi trovarsi nel mezzo di un shit storm all’improvviso, avere un hobby che ti allena alle critiche (a volte fuori luogo e senza senso) è molto utile. Per esempio ho imparato, gioco forza, a prendermi sempre la responsabilità.

Nello sport in generale è una pratica piuttosto comune, basti pensare a chi sbaglia un rigore o all’allenatore che ci mette la faccia nelle conferenze stampa, nelle aziende molto meno. Si tende spesso a scaricare la colpa su altri, alcuni addirittura sugli stagisti o in molti casi sui clienti. Mi è capitato di assistere a riunioni in cui l’unico tema era l’assoluta incapacità del cliente. Incapacità che avrebbe dovuto portare immediatamente l’agenzia a fare una sola scelta: lasciarlo. Ma così non succedeva. Era solo un modo per sfogarsi e non chiedersi mai dove sbagliavamo noi.

Nei miei gruppi di lavoro tutto questo è bandito. Piuttosto le persone che lavorano con me mi telefonano per dirmi che hanno fatto un errore. Lo apprezzo, da lì si riparte. Chi scarica su un altro non può far parte della nostra vision. Il cliente non ha sempre ragione, ma se ha torto non saremo certo noi a fargli lezioni di vita. Cercheremo piuttosto di aiutarlo, a meno che non è arrogante, in quel caso prenderemo altre decisioni.

Visoni chiare, posizionamento chiaro

Avere visioni chiare aiuta ad avere posizionamento chiaro. Fatele capire queste cose sui social, raccontate su LinkedIn – non ho ancora detto la parola “storytelling”, lo faccio ora – i vostri errori e cosa avete imparato da questi.

Ringraziate, siate educati, siate puntuali anche nelle risposte (se dite “ti scrivo questo fine settimana”, fatelo). Rispettate le squadre, e quindi il cliente. Riconoscete i leader. E soprattutto valorizzate le vostre passioni fino in fondo. Sono quelle che vi aiutano a migliorarvi e spiegare le vostre soft skill. Quelle che in quest’epoca di competenze a basso costo contano tantissimo.

linkedin

Le lezioni su LinkedIn

La mia esperienza professionale racconta che molte delle cose che ho imparato sul campo – e proprio il caso di dirlo – sono straordinariamente utili per utilizzare in maniera efficace il mio social preferito, LinkedIn. Anche se non condividiamo lo stesso hobby, credo che questa storia potrà esserti utile per mettere in pratica i seguenti suggerimenti che troverai nel video:

1- Scegli un tono di voce che ti rappresenti. Non urlare, non sbraitare, cerca il dialogo con chi lo merita. Se ti trovi in mezzo ad una rissa verbale, fa un passo indietro.

2- L’abito non fa il monaco, ma come ci si presenta conta eccome: LinkedIn è un social professionale, presentati sempre in maniera educata, anche se di solito prediligi un atteggiamento friendly. Per diventare amici, c’è tempo.

3- Rispetta il tempo, come un arbitro. Il tempo delle persone è prezioso: le lunghe mail di presentazione per descrivere tutti i fantastici servizi che puoi offrire sono inutili e danno. La battaglia per l’attenzione si vince sulla lunga distanza. Inizia da un complimento sincero, poi aspetta.

4- Usa un linguaggio tecnico, usa un linguaggio chiaro. Sì, devi sforzarti a fare entrambe le cose: il linguaggio tecnico è utile per far capire che sei preparato, ti posiziona. Ma se esageri e quel linguaggio diventa incomprensibile, non avrai l’attenzione del tuo interlocutore. La chiarezza è fondamentale per essere visto come un divulgatore. Questo è il tuo obbiettivo.

5- Visione chiara, posizionamento chiaro. Chiediti cosa vuoi offrire alla gente, chi vuoi diventare e perché le persone dovrebbero sentire il desiderio di averti nella loro rete.

6- Ricorda la regola delle tre passioni: su LinkedIn è utile sfruttare tre tue passioni per poter attirare l’attenzione dell’interlocutore. Senza divagare, ti servono per poter fare metafore e similitudini. Se il tuo interlocutore odia il calcio, inutile fargli l’esempio di Messi e Ronaldo per parlare di talento! Le mie: la scrittura, il calcio, il cinema. Sono utilissime a tavola, nel business e… su LinkedIn!

7- Sii autorevole, mai autoritario.

8- Studia il terreno di gioco. Come arbitri e calciatori prima di una partita, fa un giro di campo. Calpesta metaforicamente il terreno, osserva le condizioni climatiche, preparati. Così deve essere prima di impostare una strategia su Linkedin. Con chi e contro chi stiamo per giocare?

9- Una cosa è sapere di tori, un’altra stare nell’arena: o se preferisci parla di quello che sai, dove non ci arrivi tagga un esperto. Ti aiuterà a stringere buone relazioni, soprattutto sincere.

10- Prenditi sempre la responsabilità di ciò che fai e di quello che scrivi. Il tuo posizionamento è anche frutto delle posizioni che prendi.

Per tutto il resto ti consiglio di seguire il corso su Linkedin con tanti consigli su strategie, tattiche, piani editoriali e guru da seguire! Buono studio e buona passione!

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Pagina aziendale su LinkedIn: come crearla e come usarla

Pagina aziendale su LinkedIn: come crearla e come usarla

La pagina LinkedIn aziendale è davvero un ottimo strumento per migliorare l’awareness del tuo brand, mettendo in relazione offerte di lavoro e dipendenti, cultura aziendale e reti professionali. A patto, però, di non usarla come semplice “biglietto da visita”, ma come un vero e proprio motore della crescita su LinkedIn, in modo da stimolare la creazione di nuove partnership e opportunità. Vediamo, quindi, più nel dettaglio come funziona e come usare correttamente una pagina LinkedIn.

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Pagina aziendale su LinkedIn: come crearla e come usarla

Creazione di una pagina LinkedIn

La pagina LinkedIn è la “cartina tornasole” della tua azienda: gli utenti si aspettano di conoscerla meglio, per trovare informazioni su carriere, prodotti, servizi e opportunità. Tuttavia, prima di creare una pagina aziendale, anche per una scuola o università, è necessario creare un profilo utente con nome e cognome reali.

Primi passi

Per creare la tua pagina aziendale su LinkedIn, accedi da desktop e segui la procedura riportata sul sito web ufficiale linkedin.com/help:

1. Clicca sull’icona Prodotti nell’angolo in alto a destra della tua homepage di LinkedIn
2. Clicca su Crea una pagina aziendale
3. Seleziona il tipo di pagina che desideri creare (Piccole imprese, Medie e grandi aziende, Pagina Vetrina, Istituto didattico)
4. Inserisci le informazioni relative alla pagina, ai dettagli dell’azienda o istituto e al tuo profilo.

Attenzione però: in alcuni casi, occorre qualche passaggio in più prima di concludere l’operazione. Ad esempio, se non hai un indirizzo email confermato e associato al tuo account LinkedIn, ti verrà richiesto di aggiungerlo ed effettuare la procedura di verifica.

Oppure, se il tuo account LinkedIn è stato creato da poco, o non hai abbastanza collegamenti, potresti imbatterti in un messaggio di errore. Si tratta, tuttavia, di piccoli ostacoli che, una volta superati, consentono di procedere con l’impostazione della pagina.

Come impostare l’URL pubblico

In generale, tutti gli URL delle pagine LinkedIn dovranno essere strutturati secondo uno schema del tipo: linkedin.com/company/nomeazienda Per modificarlo, basta accedere alla pagina aziendale, cliccare in alto a destra su Strumenti dell’amministratore, quindi URL pubblico nell’elenco a discesa.

L’URL pubblico della pagina LinkedIn aziendale:

Non può essere già in uso per un’altra pagina LinkedIn. Gli utenti di LinkedIn e i motori di ricerca useranno questo URL univoco per trovare la tua pagina.

– Deve contenere almeno un carattere non numerico.

– Può contenere una lettera minuscola, un numero, un trattino o un carattere Unicode cinese, giapponese o coreano (CJK).

Non deve includere più di un trattino consecutivo (es. nome–azienda) e non può contenere un trattino all’inizio o alla fine (es. -nome-azienda o nome-azienda-).

– Qualsiasi carattere inadeguato verrà automaticamente sostituito con un trattino.

Dopo aver creato la pagina, puoi utilizzare altri strumenti per sviluppare il tuo brand cliccando su Configura la tua pagina. Ti verrà richiesta un’immagine del logo, una descrizione, i dettagli relativi alla località e altro ancora.

Se hai creato una pagina per una scuola o università, sarà necessario completare la configurazione abilitando lo strumento LinkedIn Alumni.

trucchi per realizzare una Pagina aziendale su LinkedIn che funzioni

Funzioni avanzate

Dopo aver concluso le fasi preliminari, puoi effettuare altre operazioni che ti consentono di condividere la gestione della pagina, aggiungere pagine Vetrina, attivare i suggerimenti di contenuti e altro ancora. Di seguito troverai maggiori dettagli per procedere con un settaggio ottimale.

Aggiungere o rimuovere amministratori

Per assegnare un nuovo amministratore alla pagina, è necessario che siate già in contatto su LinkedIn. Se hai già l’utente tra i tuoi contatti LinkedIn, clicca su Strumenti dell’amministratore e quindi Amministratori di pagina nell’elenco a discesa.

In modo simile a Facebook, anche qui potrai assegnare ai nuovi utenti il controllo totale della pagina (Amministratori designati) o consentire l’accesso limitatamente ad azioni specifiche (recruiter, contenuti sponsorizzati, moduli per l’acquisizione di contatti, Pipeline Builder).

In qualsiasi momento, potrai rimuovere un amministratore cliccando Rimuovi amministratore accanto al nome dell’utente nell’elenco.

Come creare una pagina Vetrina

Prima di creare una Vetrina (Showcase), dovrai accedere alla relativa pagina aziendale a cui intendi associarla. Ogni pagina LinkedIn può essere associata a 10 pagine Vetrina, ovvero alle estensioni della pagina principale utilizzate per mettere in luce un prodotto, una business unit o un’iniziativa specifica.

Puoi impostare un URL personalizzato anche per la tua Vetrina, ma non sarà possibile modificarlo in seguito. L’operazione, invece, è consentita sulla pagina principale, ma potrà essere effettuata non più di una volta al mese. Dopo la modifica, il vecchio URL della pagina potrà essere utilizzato da altri dopo 365 giorni. L’URL di una pagina principale dovrà, in ogni caso, corrispondere sempre al nome e non può essere fuorviante o ambiguo (es. “/the-dream-team” modificato in “/tdt”).

Per visualizzare l’aspetto delle tue pagine, basta cliccare in alto a destra su Visualizza come membro: in questo modo potrai verificare in che modo gli utenti osservano le informazioni dall’esterno.

Suggerimenti di contenuti

Nella sezione dedicata ai suggerimenti di contenuti (onboarding) puoi filtrare i post di tendenza che vuoi consultare o visualizzare, per interagire con il target di riferimento. In questo modo puoi trovare facilmente nuovi articoli da condividere, visualizzare la percentuale d’interesse dei post e studiare meglio la concorrenza.

Puoi filtrare i contenuti per tipologia di utenti, settore, località, funzione lavorativa e anzianità: una marcia in più per il tuo piano editoriale.

come creare una Pagina aziendale su LinkedIn

Pagine Carriera

Anche le pagine Carriera sono indicate per coinvolgere e attrarre risorse o generare interesse. Questa sezione ti consente di creare un’area di recruiting accattivante, presentare l’azienda al meglio e inserire le testimonianze dei tuoi dipendenti.

La pagina Carriera è facoltativa e resterà comunque nascosta, fino all’aggiornamento o pubblicazione da parte degli amministratori.

Analisi

Nell’elenco a discesa Analisi puoi visualizzare statistiche relative ai tuoi Visitatori, Aggiornamenti e Follower. All’interno di ciascuna sezione, potrai scaricare i tuoi dati in formato .XLS dopo aver impostato le date e il periodo da analizzare. Potrai verificare anche i dati relativi agli ultimi 12 mesi, e scoprire ulteriori informazioni in forma aggregata sugli utenti che ti seguono.

Attività

Tutte le notifiche, incluse Reazioni, Condivisioni, Commenti e Menzioni sono raccolte alla voce Attività. Interessante è analizzare le varie reazioni (Like, Celebrate, Love, Insightful e Curious) per capire come migliorare i post da condividere. Per analizzare l’engagement della pagina LinkedIn aziendale puoi monitorare, inoltre, alcune metriche tra cui:

– Numero di Follower e andamento della pagina

– Numero di visualizzazioni per status update

– Numero di interazioni per company update (commenti, consiglia, condividi)

– Numero di click (per status update che contengono link)

– Interesse in percentuale (interazioni + click / visualizzazioni)

– Tasso di crescita delle persone che hanno interagito con i contenuti della pagina

Inoltre, con l’attivazione di LinkedIn Ads è possibile accedere a CPC, CTR e altri dati correlati.

pagina aziendale linkedin

Come reclamare una pagina LinkedIn non gestita

Alcune pagine vengono generate automaticamente da LinkedIn (come avviene anche su Facebook) quando un utente associa al suo profilo un’organizzazione non presente nei suoi elenchi.

Se la pagina non viene gestita direttamente dall’organizzazione, nella descrizione vedrai l’avvertenza: “Questo annuncio è stato creato automaticamente da LinkedIn. Questo annuncio non è attualmente affiliato a [NOME AZIENDA], né è gestito o approvato dall’azienda”.

Quindi, se non riesci ad impostare un URL univoco perché il nome della tua azienda appare già in una pagina generata da LinkedIn, potrai reclamarla seguendo alcuni semplici passaggi:

– Accedi al tuo profilo da desktop

– Aggiungi al tuo profilo LinkedIn l’indirizzo email aziendale e segui la procedura di conferma

– Elenca nel profilo la posizione lavorativa attuale nell’azienda rappresentata sulla pagina da reclamare

– Seleziona un Nome società dall’elenco visualizzato.

– Nella pagina da reclamare, clicca sull’icona del Menu e seleziona Richiedi questa pagina nell’elenco a discesa.

– Se non visualizzi l’opzione Richiedi questa pagina, prova a riassociare la tua posizione lavorativa attuale all’azienda.

A questo punto, dopo aver definito l’aspetto e i contenuti della tua pagina, non ti resta che utilizzarla per offrire valore e generare nuove opportunità. Se hai dubbi, consulta le linee guida sulle best practices disponibili sul sito web ufficiale.

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