Abbiamo fatto alcune domande a Luca De BerardinisSEO Manager in Sandhills Italy e docente del Master in Digital Marketing di Ninja Academy, per capire alcune differenze fondamentali nella terminologia che si utilizza nell’ottimizzazione SEO e per scoprire quali strategie adottare anche quando si opera in un mercato con molti competitor.

Primi passi SEO

Da dove comincio per capire il mio posizionamento su Google?

«Il modo migliore per capire se e come il nostro sito è posizionato su Google è quello di utilizzare degli strumenti che sono pensati per questo scopo. Personalmente ne uso tre:

SEMrush
SEOZoom
Google Search Console

I primi due sono a pagamento ma hanno costi accessibili e consentono di analizzare anche altri aspetti rilevanti per un sito web. In particolare con SEMrush possiamo analizzare il posizionamento su Google per tutte le nazioni del mondo, mentre SEOzoom è focalizzato sul solo mercato italiano.

Google Search Console invece è uno strumento gratuito di Google con il quale possiamo verificare la cosiddetta “copertura” del sito rispetto a determinate parole chiave di interesse».

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Quanto è importante conoscere la propria audience prima di effettuare un’attività SEO?

«Conoscere la propria audience è fondamentale prima di qualsiasi attività di marketing, digitale o no. Prima di capire quali strategie e tattiche SEO mettere in campo occorre studiare le cosiddette buyer personas ovvero il nostro cliente/lettore/utente tipo e sulla base di questo agire di conseguenza.

In particolare, nella SEO, conoscere la propria audience vuol dire capire quali sono le keyword che i nostri potenziali acquirenti cercano quando hanno un’esigenza specifica. Vuol dire quindi analizzare il processo di acquisto che questi compiono e, di conseguenza la loro domanda consapevole e quella latente».

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Le parole giuste, non solo in fatto di keyword

Cosa si intende con l’espressione Search Intent?

«Il search intent è l’intenzione di ricerca ovvero ciò che l’utente si aspetta da una ricerca su Google. Facciamo un esempio chiarificatore.

Cercando su Google la parola “calcio”, il motore di ricerca ci restituisce una SERP (pagina dei risultati delle ricerche) i cui risultati fanno tutti riferimento allo sport. Questo perché l’intento di ricerca di chi in Italia digita la parola calcio è quello di avere notizie e informazioni aggiornate sullo sport nazionale per eccellenza. Chi invece vuole conoscere l’elemento chimico calcio, dovrà in qualche modo affinare la ricerca specificando qualcosa che faccia capire a Google il suo vero intento. Quindi cercherà qualcosa come “calcio elemento”».

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Che differenza c’è tra indicizzazione e posizionamento?

«L’indicizzazione è uno step che anticipa il posizionamento e serve a Google per creare l’indice cioè per mettere in corrispondenza le pagine trovate con le parole chiave digitate dagli utenti. Proprio come l’indice di un grosso vocabolario.

Il posizionamento (o ranking) invece, è quel processo che Google mette in atto per classificare i risultati di una ricerca dando priorità (e quindi più visibilità) ai siti che sono più pertinenti, autorevoli e popolari degli altri. Spesso si tende a confondere indicizzazione con posizionamento ma sono due passaggi distinti e ugualmente importanti».

Un pizzico di SEO strategy

SEO e SEM vanno necessariamente collegati o l’uno può essere efficace anche senza l’altro?

«Normalmente le migliori strategie search sono quelle che contemplano l’uso combinato di SEO e SEM. Questo perché con gli annunci sponsorizzati possiamo ottenere risultati pressoché immediati ma effimeri, nel senso che svaniscono quando il budget media si esaurisce; mentre con la SEO e quindi con i risultati organici possiamo avere clic e visite sul medio lungo periodo ma duraturi e con costi meno legarti alla concorrenza.

Si possono anche fare campagne PPC senza la SEO, ma con quest’ultima possiamo sicuramente ottimizzare il costo per clic e migliorare l’efficacia complessiva delle campagne».

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Quale strategia è meglio adottare se opero in un mercato molto affollato anche dal punto di vista SEO?

«Quando ci si trova in un mercato ad alto livello di concorrenza, come nella maggior parte degli attuali settori di business, la cosa migliore da fare è quella di trovare la propria nicchia di mercato. Occorre concentrarsi sulle cosiddette keyword long-tail, cioè su tutte quelle parole chiave che intercettano bisogni molto specifici delle persone.

Sono tutte quelle chiavi che hanno volumi di ricerca medio bassi, un basso livello di concorrenza e alti tassi di conversione. In pratica, chi cerca questo genere di parole su Google ha una maggiore propensione all’acquisto rispetto a chi digita parole chiave generiche. Ma per avere una o più nicchie di mercato occorre specializzarsi, o meglio focalizzarsi su segmenti molto verticali del proprio settore di business.

Solo con la focalizzazione possiamo specializzarci e lavorare bene anche in un mercato affollato».

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